Ritmi Acid House ed estetica baggy: la S/S 22 Vìen ci butta nei club di Manchester degli anni '90

Per questa Settimana della Moda, Vìen ci proietta dentro l'epoca d'oro della club culture, tra luci psichedeliche e corpi in movimento.

di Carolina Davalli
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22 giugno 2021, 10:26am

Che ci manchi andare a ballare è un dato di fatto, ma il non potersi infilare dentro un qualche sotterraneo pieno di condensa e corpi sudati ha portato molti di noi a indagare ed esplorare la storia della club culture, scoprendo la complessità di una cultura stratificata e longeva, che dalle sue radici si è evoluta fino alle realtà a cui partecipavamo attivamente solo qualche tempo fa.

Una ricerca facilitata dalla riscoperta di documentari seminali, footage di epoche d’oro del clubbing in cui musica, moda e stile di vita si sono fusi e plasmati a vicenda, creando delle scene underground uniche nel loro genere. Uno di questi documentari è il lungometraggio del 2002 di Michael Winterbottom Twenty-Four Hour Party People, che racconta la Manchester degli anni ‘90, palcoscenico della scena Acid tanto quanto del video della nuova collezione S/S 22 Vìen.

Ispirato dall’estetica baggy, dai ritmi dell’Acid House e dall’immaginario psichedelico che contraddistingue quegli anni di edonismo sfrenato, il direttore creativo del brand Vincenzo Palazzo ci mostra una personale interpretazione del proprio viaggio all’interno della storia della club culture, calando nel contemporaneo una sottocultura che, a distanza di 30 anni, continua a influenzare e alimentare la nostra idea di escapismo e fuga dalla realtà.

La collezione parte da lì, dai raver inglesi anni ‘90 e ancora prima dall’influenza di “The Factory” dei Joy Division, inserendosi in questo panorama complesso come l’evoluzione più recente di uno stile sovversivo, che reinterpreta attraverso azioni progettuali di rottura, come la scelta di tessuti pregiati o la confezione di silhouette che ammiccano al tailoring inglese, creando un clash di simboli e significati e trasportandoci in una nuova dimensione estatica e surreale.

Ecco che attraverso una collezione che ha tutto dell’identità e dell’immaginario detritico di Vìen, veniamo d’un tratto buttati dentro un club che non è quello della Manchester anni ‘90, no, è quello di un club di una qualche città italiana di cui Vìen ci getta uno scorcio da un futuro prossimo, più precisamente dall’estate 2022, tracciandoci i contorni di una dimensione in cui non vediamo l’ora di immergerci completamente.

Vìen S/S 22 Milano Fashion Week Uomo
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Crediti

Testo di Carolina Davalli
Immagini su gentile concessione di NEXT/Agency

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