Fotografia di Marco P. Valli / Cesura

Ripartire dalle fondamenta: C0C Milano as part of Stone Island Sound per il futuro della musica indipendente contemporanea

Ripercorriamo insieme la storia di questa collaborazione per prepararci a C0C “The Festival As A Performance”, l’evento di domani live su clubtoclub.it., con registrazione su DICE.

di Benedetta Pini
|
19 marzo 2021, 8:37am

Fotografia di Marco P. Valli / Cesura

Superato l’anniversario di quel fatidico 8 marzo in cui le nostre vite sono cambiate radicalmente per non tornare più le stesse, possiamo provare a tirare le somme di questo periodo di stasi pandemica. Per quanto sia difficile buttare fuori la testa da un loop in cui si è ancora invischiati, quel poco di lucidità analitica che ci rimane e quelle ultime, flebili vibrazioni energetiche di cui disponiamo bastano per prendere coscienza di un dato di fatto da non sottovalutare: è stato un anno essenzialmente monotematico.

Guardandoci indietro, oltre a vedere una nube informe di sfumature grigie pressoché indistinguibili, di ore che sembrano giorni che sembrano settimane e poi mesi, di corpi sempre più asettici e di emotività alienate, emergono al massimo due o tre topic—con relative ramificazioni e declinazioni—che hanno letteralmente pervaso i social media, le testate giornalistiche, le nostre menti e le nostre conversazioni.

Pensateci, ad oggi è impossibile portare avanti una comunicazione con una persona, al di là del livello di confidenza che vi lega, senza scivolare nel repertorio di macrotemi da pandemia: lockdown (e quindi chiusure, restrizioni, spostamenti, etc.), eventi (e quindi clubbing, musica dal vivo, festival, etc.) e cultura (e quindi musei, cinema, teatri, millantati ristori, etc.). Ma pensateci ancora meglio: è così un male averne parlato e continuare a parlarne così tanto? Per quanto il rischio di degenerare in loop eterni e fini a se stessi sia molto alto, in modalità chiacchiere da Bar Maurizio, forse, il fatto è che finora non se n’è parlato abbastanza; e in parte è per questo che siamo arrivati a questo punto.

Tutto quello che devi sapere sull'evento C0C ‘The Festival As A Performance’ di sabato 20 marzo 2021
Fotografia di Marco P. Valli / Cesura

Come ogni momento di crisi, anche questo porta con sé una certa dose di opportunità, di svolte e di rivoluzioni. E non si tratta della solita retorica ostentatamente ottimista da sfoderare per sedare una conversazione polemica che sta prendendo una piega impegnata che non avete le forze di affrontare. Lo dimostra la storia: a ogni momento di crisi sono seguite le più grandi rivoluzioni culturali (incluse quelle mancate); pensiamo al neorealismo italiano del secondo dopoguerra o al maggio francese del ‘68 post periodo gaullista, per citare le prime che ci vengono in mente. Al di là delle problematiche pragmatiche della situazione, la pandemia ci ha infatti costretto a riflettere, più o meno consciamente, su di noi e sul mondo che ci circonda, forse come mai avremmo fatto altrimenti, portandoci a innescare conversazioni, confronti e dialoghi serratissimi su questioni già in fibrillazione da anni e diventate allarmanti negli ultimi mesi. 

Tutto questo è successo anche nel settore musicale, dove discorsi prima sussurrati dalle nicchie underground sono diventati grida che non hanno più intenzione di essere messe a tacere. Perché è proprio lì che risiede l’unica possibilità di rinascita culturale. O meglio, è lì che è sempre stata, ma sotterrata da dinamiche di mercato che ne soffocavano la portata e l’urgenza. Ora che gli equilibri del mondo culturale sono stati stravolti, ecco che quel sottobosco emerge in tutta la sua rilevanza. Di conseguenza, si impongono al centro del discorso culturale, alimentandolo e trainandolo in questo slancio rivoluzionario, quelle realtà che hanno da sempre messo al centro la valorizzazione delle scene indipendenti e delle community locali; realtà come C2C Festival.

VAM2021006G01341.jpg

“Il momento drammatico che stiamo vivendo ha rivelato la fragilità delle scene e delle community locali. Molte realtà rischiano di scomparire ed è un pericolo per tutto il tessuto culturale-artistico; così come per noi, che dal dialogo con loro traiamo le energie per la sperimentazione di format e esperienze artistiche innovative.”

Così afferma Sergio Ricciardone, fondatore e direttore di quello che Pitchfork definiva già quattro anni fa “uno dei festival di musica elettronica più forward-thinking in circolazione.” “La pandemia non ha cambiato di una virgola la nostra posizione a riguardo. Con il Festival e le nostre attività indaghiamo da anni l’avant-pop, un immaginario che attinge dall’avanguardia e, nello specifico, l’avanguardia in grado di modellare o diventare lei stessa il pop internazionale del domani.”

Attività che dal 2019 hanno aggiunto un nuovo tassello all’universo espanso di C2C Festival. A ottobre di quell’anno l’edizione del festival torinese è stata anticipata da una preview a Milano di #C2C19 in collaborazione con Stone Island: la prima edizione italiana di STONE ISLAND PRESENTS—una serie di eventi a sfondo musicale avviati nel 2015 dal brand, che ha attraversato Londra, Glasgow, Manchester e Tokyo. “Il progetto si è innescato a partire da una forte visione condivisa, supportata da una cultura della sperimentazione che trova espressione nell’incontro tra ricerca tecnologica, creatività e capacità umana,” ci spiega Sergio. Ve la ricordate la lineup? Deena Abdelwahed, Gang Of Ducks, Giant Swan e Slikback: così sono state gettate le basi di quello che sarebbe stato Stone Island Sound: “Un caos multicolore di generi e suoni irregolari”, come da finalità progettuale di C2C.

Da quel momento, il progetto Stone Island Sound ha consolidato questa visione condivisa dalle due realtà, ampliandola e articolandola sul piano temporale e dei contenuti. Flash forward all’estate 2020, quando Stone Island e C2C Festival lanciano il coronamento di questa sinergia: STONE ISLAND SOUND, un progetto curatoriale a supporto della produzione artistica contemporanea. Nel concreto, un insieme armonico di playlist, release discografiche e sonorizzazioni ambientali con l'intento di valorizzare le scene e le community locali e costruire un'ideale mappa sonora mondiale. Come ci ha spiegato Sergio:

“L’obiettivo ideale è quello di restituire, tassello dopo tassello, una fotografia di suoni e spinte artistiche solitamente fuori dai radar, ma che in maniera sotterranea plasmano il panorama musicale contemporaneo: un lavoro che in corso d’opera ci ha fatto intraprendere traiettorie inaspettate, e siamo sicuri continuerà a farlo.” 

C2C quindi viene letteralmente lasciata in mano la firma sonora del brand, intesa come espressione del suo DNA, il cui focus sono tre playlist che si possono ascoltare negli store monomarca di Stone Island di tutto il mondo. Si tratta di tre playlist con tre mood pensati per tre diverse fasce temporali e legate a tre colori sensoriali, per un totale di oltre 64 ore di musica, ulteriormente dissezionate ogni mese con la pubblicazione di selezioni di tracce su buymusic.club, piattaforma che permette l’acquisto diretto dei brani tramite Bandcamp, così da sostenere attivamente gli artisti coinvolti.

Tutto quello che devi sapere sull'evento C0C ‘The Festival As A Performance’ di sabato 20 marzo 2021
​Fotografia di Marco P. Valli / Cesura

Ma niente generi specifici come filo conduttore: a guidare queste playlist è tutta quella musica che vi sta nel mezzo, che si insinua nelle zone interstiziali tra le categorie conosciute, per sfumarne e infrangerne i confini—come suggerisce l’artwork ispirato alla rosa dei venti. “Il progetto guarda soprattutto al presente come caos multicolore di generi. A emergere è la qualità delle produzioni: suoni a cavallo tra digitale e organico, tra avanguardia e nuove traiettorie del pop. Alla luce di questo e della volontà di permettere all’utente di fruire delle playlist in shuffle listening, il lavoro di compilazione ha comportato numerose ore di riascolti e ritocchi vista la mole di tracce.”

Il progetto è stato rilanciato proprio in queste settimane con nuove playlist—aggiornate l’8 marzo—, selezioni e sonorizzazioni. Ma non solo: il 5 marzo è uscita la seconda pubblicazione dell’etichetta discografica di C2C Festival, come ci racconta Sergio:

“La creazione di un’etichetta è un passaggio che si è rivelato naturalmente all’interno del percorso finora descritto. In mancanza dell’esperienza live, si è dimostrata un importante strumento di supporto e amplificazione per gli artisti coinvolti e per il nostro festival.”

Per chi non lo sapesse ancora, l’etichetta C2C Festival ha preso vita lo scorso 6 novembre con la prima release: To Be Banned From Rome dell’artista e compositore Bienoise. Nato come tema principale di un brano di danza contemporanea, questo pezzo è la colonna sonora ricorrente dei principali eventi del festival torinese come musica di cambio, immediatamente riconoscibile dai fan. Con le sue atmosfere contemplative mescolate a suoni futuristici da club, col suo feticismo per strumenti spinti al limite unito alla fascinazione per i nuovi generi di Internet, inclusi gli inni memetici e le nicchie invisibili, To Be Banned From Rome è un classico istantaneo.

Tutto quello che devi sapere sull'evento C0C ‘The Festival As A Performance’ di sabato 20 marzo 2021
Fotografia di Edoardo Comba

Invrs Solaria è la seconda concretizzazione dell’etichetta di C2C, EP di XIII uscito in corrispondenza del #BandcampFriday e preceduto da una preview della traccia Breathe su Bandcamp. Se non lo conoscete ancora, due info sul progetto: moniker del compositore italiano Alessio Capovilla, analizza le sfaccettature più tattili e digitali del suono, esplorando i paesaggi sonori evocativi della musica rituale siberiana e mongola, i ritmi del Rinascimento italiano, i fiati indiani e asiatici. Una qualità sonora onirica, organica e fresca, “multipolare per scelta, rituale e fluida per necessità,” come definita dall’artista. Il lavoro di XIII si focalizza sulla modellazione sonora: suoni imperfetti, distorsioni imprecise e atmosfere incongrue. Un dialogo in costante evoluzione tra antichi strumenti e nuove tecnologie attraverso sintetizzazioni, computer music e field recording, beat e generi diversi. Ripensare alla tracklist ci fa scendere una lacrimuccia: la bonus track Dot - Live Extract (20.02.2020) è stata suonata per la prima volta il 20 febbraio 2020 a Milano, e sappiamo bene cosa significa. Era uno degli ultimissimi eventi in presenza prima della pandemia…

E ora arriviamo al climax di questo percorso. Sabato 20 marzo alle ore 21.00 su clubtoclub.it arriva a Milano l’evento C0C "The Festival As A Performance" as part of Stone Island Sound. Non possiamo svelarvi nulla—anche per non rovinarvi la sorpresa—, vi anticipiamo solo che sarà come un viaggio spazio-temporale nella Milano artistica, culturale e in parte inedita che ci manca così tanto esplorare irl. Sarà una sorta di pt. II del C0C di novembre 2020, una seconda, decisa risposta al caos di questi tempi incerti e statici, in cui lo zero si pone non come fine ma come punto di partenza di una nuova possibile utopia contemporanea.

Per partecipare a C0C ‘The Festival As A Performance’ non devi fare altro che cliccare qui sotto (previa registrazione su DICE!):

Le playlist di STONE ISLAND SOUND sono tutte disponibili su Bandcamp e Buy Music Club, oltre alle piattaforme di streaming musicale quali Apple Music, Spotify e Tidal, alimentate periodicamente dal continuo aggiornamento di brani della scena musicale indipendente.

Special thanks to Milano Digital Week.

Crediti

Testo di Benedetta Pini
Fotografie di Edoardo Comba e Marco P. Valli / Cesura

Leggi anche:

Tagged:
Performance
Club to Club
C2C Festival
Clubbing
milano
musica elettronica
Stone Island