51 video alienanti e distopici occupano il Prada Rong Zhai di Shanghai

La mostra dell'opera magna di Alex Da Corte è una delle esposizioni immersive più estranianti e paradossalmente reali di questo decennio.

di Carolina Davalli
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16 novembre 2020, 10:34am

Non è un’esagerazione affermare che la nostra quotidianità, ora più che mai, sia scandita e alimentata da un flusso interminabile di icone, simboli e immagini—sia statiche che in movimento. Probabilmente, l’unico ragguaglio che abbiamo del tempo che passiamo incantati a osservarle è l’ennesimo rimprovero da parte dei propri genitori (se sei della Gen Z) o quel fastidiosissimo e lapidario alert dei dati di utilizzo del telefono (che, se rientri nella presunta categoria di “persone adulte”, fai in fretta a silenziare e dimenticartene). Insomma, che sia quello della TV, dei videogiochi, del computer, del tablet o del cellulare, ogni schermo e mondi iconografici che vi prendono vita e ci rapiscono occupano una considerevole somma di tempo della nostra vita, ma questo non dev’essere per forza un male.

L’artista americano Alex Da Corte, per esempio, trova in questi immaginari una delle sue maggiori fonti di ispirazione. Proprio perché inesauribile, questa corrente di immagini, mondi animati e narrazioni di fantasia finisce per fare inevitabilmente breccia nella cultura visuale collettiva, dominandola e plasmandola. Ma cosa accade quando questi mondi, che spaziano dalle animazioni Disney anni ‘50 alle icone pop dello scorso decennio, si sovrappongono? Cosa succede se le varie epoche di immagini si mescolano, creando un universo altro, metatemporale?

Molto probabilmente, il risultato si avvicinerebbe vertiginosamente al progetto Rubber Pencil Devil dello stesso Da Corte, l’opera video del 2018 di una durata di due ore e quaranta minuti, in cui l’artista ha abilmente stipato gli infiniti riferimenti visivi, i dettagli iconografici e i rimandi culturali a cui abbiamo finora accennato. Composta da 57 capitoli e un prologo iniziale, l’opera magna di Da Corte indaga gli abissi della nostra realtà, creando delle metanarrazioni stilizzate e caricaturali della cultura del commercio, della nostra dipendenza e avidità nel consumare immagini e dell’eventuale alienazione che comporta.

Spesso, infatti, ci troviamo ad abitare mondi paralleli virtuali, universi metafisici, galassie di codici riflessi sulle nostre retine. E, da oggi, diventano reali. Grazie al supporto di Fondazione Prada, Rubber Pencil Devil prende infatti la forma di un’installazione site specific, che occupa e divora gli spazi di Prada Rong Zhai a Shanghai, una residenza storica del 1918 restaurata da Prada e riaperta nell’ottobre del 2017. Per la prima volta, da semplice video bidimensionale l’opera si manifesta nella forma di una complessa mostra immersiva, dove 51 dei 57 cortometraggi abitano direttamente le sale del sito espositivo, colorandole con i loro toni ipersaturi e abitandole con i loro personaggi (lo stesso Alex Da Corte è uno dei protagonisti) surreali e inquietanti, che ci ricordano tutti quei volti e quelle figure senza nome che passano ogni giorno di fronte ai nostri occhi.

Una mostra che rispecchia la nostra stessa identità, frammentaria e malleabile, assumendo la forma delle stralunate, deliranti, oniriche e paradossalmente reali visioni delle opere di Da Corte. Forse, per una volta, non siamo noi a consumare queste immagini, ma sono loro a cibarsi di noi.

“Rubber Pencil Devil” di Alex Da Corte sarà visitabile presso Prada Rong Zhai a Shanghai dal 13 novembre 2020 al 17 gennaio 2021, trovi tutte le informazioni qui.

Mostra
Exhibition view, “Rubber Pencil Devil” di Alex Da Corte, Prada Rong Zhai, Fotografia Alessandro Wang, Courtesy Prada
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Exhibition view, “Rubber Pencil Devil” di Alex Da Corte, Prada Rong Zhai, Fotografia Alessandro Wang, Courtesy Prada
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Exhibition view, “Rubber Pencil Devil” di Alex Da Corte, Prada Rong Zhai, Fotografia Alessandro Wang, Courtesy Prada
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Exhibition view, “Rubber Pencil Devil” di Alex Da Corte, Prada Rong Zhai, Fotografia Alessandro Wang, Courtesy Prada
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Exhibition view, “Rubber Pencil Devil” di Alex Da Corte, Prada Rong Zhai, Fotografia Alessandro Wang, Courtesy Prada
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Exhibition view, “Rubber Pencil Devil” di Alex Da Corte, Prada Rong Zhai, Fotografia Alessandro Wang, Courtesy Prada
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Exhibition view, “Rubber Pencil Devil” di Alex Da Corte, Prada Rong Zhai, Fotografia Alessandro Wang, Courtesy Prada

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Crediti

Testo di Carolina Davalli
Fotografie di Alessandro Wang

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