Palazzi D'Oriente, un tuffo negli abissi dell'elettronica

È fuori "Flux 101", in collaborazione con Rebecca Salvadori, che scandaglia i fondali di linguaggi grafici, poesia e onde sonore.

di Benedetta Pini
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22 dicembre 2020, 9:30am

A sinistra fotografia di Alessio Costantino; A destra "Euroemptiness" di Rebecca Salvadori

In questo momento le casse sono spente, gli ingressi sono sbarrati e i dancefloor sono vuoti da talmente tanto tempo che non sono nemmeno più appiccicose.

Il clubbing ci manca da morire, ma c’è una cosa che possiamo fare per mitigare la nostalgia: ascoltare una playlist pensata per farci dimenticare tutto ciò abbiamo intorno. Se vogliamo far esplodere un party degno del Berghain direttamente nelle nostre cuffie, c’è un artista che non può mancare in our humble opinion: Palazzi D’Oriente.

Da 72-HOUR POST FIGHT (con cui avevamo chiacchierato quasi un anno fa) a progetto solista, Palazzi D’Oriente ha esordito nel 2018 con morgengabe, un progetto di quattro tracce fatto inizialmente uscire in self-release e poi ripubblicato da Tempesta.

Ora è il momento di Flux 101, un progetto che anticipa il disco in uscita a gennaio e la sua prima diretta collaborazione esterna con Rebecca Salvadori, l'artista, filmmaker e curatrice multi-disciplinare con una formazione in Screen and Film studies presso la Goldsmiths University di Londra.

Abbiamo chiesto direttamente a loro due di raccontarci questo tuffo negli abissi dell’elettronica.

Ciao Luca, cosa stavi facendo prima di rispondere a queste domande? E cosa farai dopo?
Luca
: Ciao! Ero fuori per lavoro. Dopo penso mi farò un tè e manderò qualche email.

Dove sei cresciuto? E com'è stato crescere dove sei cresciuto?
Luca
: Sono cresciuto in provincia di Varese, ho cambiato qualche comune ma sempre in zona laghi. È stato bello. Amo i posti in cui sono cresciuto, sono l’unica cosa per cui valga la pena crescere qui.

Flux 101 palazzi d'oriente Rebecca Salvadori intervista

Da 72-HOUR POST FIGHT a progetto solista. Com'è successo?
Luca
: Palazzi D’Oriente come progetto solista esiste dal 2018, e non si è mai fermato. Nell’ultimo anno il lavoro con 72H è stato totalizzante e non ho avuto abbastanza risorse per portare avanti altro. Ora sento il bisogno di prendermi del tempo per chiudere un ciclo, quello da cui è nata buona parte del primo disco di 72H.

Cosa ti porti dietro e cosa ti lasci alle spalle?
Luca
: Mi porto dietro gli amici e lascio alle spalle i guai.

Descrivici la tua musica in 4 parole.
Luca
: Biografica, evocativa, visiva, immersiva.

Flux 101 palazzi d'oriente Rebecca Salvadori intervista

Clubbing in Italia pre e post Covid: dicci la tua.
Luca
: Pre-covid molto bene! Ora riesco solo a pensare che stiamo subendo una perdita tristissima: il fatto di non poter condividere e vivere insieme questa parte della nostra cultura. Non vedo l’ora di tornare a riascoltare musica diffusa da PA fortissimi.

Cosa ne pensi della scena elettronica in Italia?
Sono molto felice e orgoglioso della scena elettronica italiana, ci sono tanti artisti che rispetto e che stanno spaccando, anche fuori casa. Oltre ai grandi nomi, esiste un sottobosco molto interessante, fatto di tanta gente con progetti unici e personali—mi vengono in mente i So Beast o Luca Collivasone, ad esempio. Nella scena vorrei giusto ci fossero più produttori dubstep (se ci siete e state leggendo: palazzidoriente@gmail.com).

Flux 101 palazzi d'oriente Rebecca Salvadori intervista

Entri in studio, apri il computer e… che fai?
Luca
: Scrivo ai miei amici che mi mancano.

Quanto ha influito e sta influendo il lockdown sulla tua produzione creativa?
Luca
: Tantissimo. La musica che stavo scrivendo e producendo prima della pandemia era principalmente pensata per i live, e perdere la possibilità di suonare dal vivo è stata una mazzata. Se nel 2019 ero riuscito a fare della musica il mio principale lavoro, e mi sentivo privilegiato per questo, il 2020 mi ha riportato al punto di partenza e ho dovuto lavorare duro per poter continuare a fare musica da indipendente.

Quando non lavoro nella musica lavoro nella sanità, e sono felice di aver dato il mio contributo nella gestione dell’emergenza sanitaria, anche se è stato molto difficile non farsi risucchiare. Sono riuscito a uscire dallo sconforto iniziale proprio tramite la musica, prima contribuendo alla compilation di beneficienza 2004sgrang e poi al progetto degli amici di Funclab. Ora mi sento molto meglio, ho la mia stabilità e sto lavorando a tante cose che non vedo l’ora di pubblicare.

Flux 101 palazzi d'oriente Rebecca Salvadori intervista

Flux 101 è il primo outcome del tuo prossimo disco, in uscita nel 2021. Cosa ci puoi anticipare?
Luca
: È il disco che ho sempre sentito il bisogno di fare.

A pochi giorni dalla traccia è uscito il video, firmato dall'artista Rebecca Salvadori. Com'è nata questa collaborazione e come si è sviluppato il processo creativo?
Luca:
Ho conosciuto Rebecca Salvadori questo ottobre, ma seguivo e stimavo da tempo i suoi lavori. Quando si è presentata l’occasione, ho avuto il piacere di ospitarla a Radio Raheem nella mia residency. In questo anno drammatico per le relazioni umane, trovarsi così in sintonia con una persona appena conosciuta mi ha trasmesso un’energia calma e fortissima allo stesso tempo, un po’ come quando ho visto per la prima volta il suo docu-film Different Beginnings. Da lì, l’idea di cavalcare questa sensazione e concretizzarla in una collabo audio/video. Sono il re dell’overthinking, ma questa volta sono riuscito a fare una cosa totalmente di getto e la trovo bellissima nella sua sincerità.

Rebecca: Ogni occasione che si presenta può diventare un seme per un’esperienza inedita. Quando ho incontrato Luca per la prima volta ho sentito subito una grande familiarità, come se ci conoscessimo da sempre. Abbiamo parlato dei miei film e della sua musica, ed è stato subito chiaro che avremmo potuto lavorare bene insieme. Quando ho ascoltato Flux 101 ho sentito immediatamente la necessità di realizzare un video che trasmettesse la fluidità del suono e apportasse un valore alla musica, senza limitarsi ad accompagnarla.

Flux 101 palazzi d'oriente Rebecca Salvadori intervista

Qual è il concept dietro al video? E ha un messaggio?
Rebecca: Io e Luca abbiamo scelto una grafica del progetto Euroemptiness, ed è stata quella la matrice del video. Euroemptiness è un linguaggio grafico che ho iniziato a sviluppare nel 2012 in risposta a un desiderio di silenzio, per contrastare la sovrabbondanza di immagini che mi circondava. Nel tempo ho capito che queste forme semplici, ferme o in movimento, potevano essere associati a ritratti di persone, incontri, momenti.

Questo video si inserisce all'interno di un percorso dialogico di immagini e suono sviluppato nel tempo, un po’ come fosse un capitolo di un libro; così che ogni commissione o collaborazione porti alla luce nuove concretizzazioni. Nel caso di Flux 101 il nostro intento era quello di portare serenità a chi lo guarda, e spero possa essere il messaggio, o almeno uno dei messaggi, di questo lavoro.

Featuring dei tuoi sogni.
Luca
: Dua Lipa feat. Speranza.

Tre artisti italiani super emergenti da conoscere e seguire assolutamente.
Luca: Kobra, Giorgio Cassano & Nic Paranoia, So Beast.

Come ti vedi nel 2030?
Luca
: Al lago, in una casa ancora più grande e con ancora più amici, a lavorare a musica bellissima e portarla ovunque (aka spero non in un deserto post-apocalittico a cercare acqua).

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Crediti

Testo di Benedetta Pini

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