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      moda Giorgia Baschirotto 15 luglio 2015

      londra e l'androginia negli abiti di ilaria lepore

      Da Milano alla capitale inglese, Ilaria porta le sue radici punk e un'estetica agender nelle sue collezioni.

      Per chi conosce la Londra di oggi, Shoreditch è quell'area del quartiere di Hackney considerata da molti il fulcro avanguardistico dell'est della città, ultima preda della gentrificazione più spietata e covo di creativi provenienti da ogni parte del pianeta (disponibili in ogni loro declinazione - health goth, normcore, gipsy e irriducibili della barba). Passeggiando per Brick Lane, tra locali dall'estetica svedese, coffee bar e librerie, un negozio dall'estetica minimale, pareti nere e abiti dal taglio particolare dello stesso colore ha attirato la mia attenzione. Entrando, sono rimasta piacevolmente sorpresa nello scoprire che si trattava del flagship store di una designer italiana, Ilaria Lepore.

      Shop 172 è lo spazio in cui la stilista espone le sue ultime creazioni, abiti oversize dai tagli spesso asimmetrici, confezionati con materiali high-tech e trame leggere, camicie rifinite con cura, giacche e dettagli in pelle nera. La tavola cromatica si limita al bianco, grigio e nero, creando una continuità visiva tra una collezione e l'altra. Quella per il prossimo autunno/inverno s'intitola Ambiguous, e i capi che la compongono si adattano infatti ad un corpo sia femminile che maschile, proponendo un look decisamente androgino. La designer però spiega, "Non è mia intenzione affrontare o superare il concetto di genere, piuttosto sviluppo la mia idea di estetica."

      Lepore preferisce promuovere la sua visione personale delle cose attraverso le collezioni, prendendo le distanze da qualsiasi tipo di etichetta o definizione. Il suo scopo è mettere in scena con i suoi look l'ambiguità intrinseca dell'uomo contemporaneo, la cui identità non è più definibile con categorie prestabilite. Le chiedo da cosa trae ispirazione per le sue collezioni e il significato della croce rovesciata contenuta nel nome del brand, spiega, "Ho scelto di utilizzare il simbolo della croce rovesciata come segno esplicito del mio background punk; di questa corrente ho voluto riprendere la carica provocatoria, l'estetica underground, che si può ritrovare anche nel mio spazio a Brick Lane. Non seguo però nessun trend nello specifico e vengo ispirata principalmente dalle mie visioni."

      Ilaria vive e lavora alle sue collezioni a Londra dal 2012. Racconta che il suo brand "nasce come promozione della libertà individuale, dal desiderio di poter ancora vivere la moda come espressione artistica." La sua passione le ha permesso di partecipare al contest Who Is Next? Uomo 2015 promosso da Pitti Immagine, guadagnandosi un posto tra i finalisti, una selezione di talenti emergenti del panorama della moda italiana. Alla domanda sul perché abbia scelto di lasciare l'Italia e Milano, la sua città natale, per trasferirsi proprio nella capitale inglese, risponde, "Londra è una città che mi permette di esprimere quotidianamente senza limiti e senza filtri la mia creatività. È una città aperta alla sperimentazione e a ciò che è diverso". "Credo si debba andare ovunque si riesca ad esprimere la propria creatività," continua, quando le chiedo se consiglia ai giovani che vogliono lavorare nella moda di trasferirsi all'estero.

      La sua determinazione ad affrontare la moda in maniera non convenzionale, allontanandosi dal linguaggio della comunicazione commerciale comune dell'industria del fashion, traspare anche attraverso i fashion film con cui sceglie di presentare i suoi abiti. "Trovo che sia un metodo innovativo e interessante, con maggiore possibilità di sperimentazione rispetto alla fotografia" spiega. A breve uscirà il video per l'autunno/inverno 15, che riprenderà probabilmente l'atmosfera anni '60 delle foto monocromatiche della collezione. Protagonisti il bianco e il nero, le forme geometriche e gli abiti lunghi che richiamano le creazioni visionarie di Owens, Yamamoto, o di Ann Demeulemeester, designer che ha rivoluzionato i codici della moda dalla fine degli anni '80 promuovendo per prima un prodotto slegato dall'identità maschile o femminile, presentando contemporaneamente, proprio come Lepore, le collezioni uomo e donna.

      "L'abito che preferisco? Elektra vest-coat" dice Ilaria " perchè rappresenta perfettamente il concetto di Ambiguous collection. Esprime pienamente l'identità di quello che è il mio stile - essenziale, strutturato, ricercato".

      @ilaria_lepore

      www.ilarialepore.com

      Crediti

      Testo Giorgia Baschirotto

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      Tematiche:moda, italia, londra, punk, androginia, agender, ilaria lepore, giorgia baschirotto

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