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      berghain Matthew Whitehouse 20 marzo 2017

      l'iconico murales nella hall del Berghain messo in vendita dall'autore

      Chi non vuole portarsi a casa il solito (finto) pezzo del Muro di Berlino, adesso può comprare un (vero) pezzo di Muro del Berghain come souvenir.

      l'iconico murales nella hall del Berghain messo in vendita dall'autore l'iconico murales nella hall del Berghain messo in vendita dall'autore l'iconico murales nella hall del Berghain messo in vendita dall'autore

      L'unica cosa più difficile che entrare al Berghain, forse, è portarsi via un souvenir dal Tempio della musica techno. La famosa policy del club vieta di fare foto all'interno del locale, quindi per chi vuole avere un ricordo tangibile della serata l'unica soluzione è l'ambiguo merchandising "ufficiale" reperibile online, insieme agli stickers colorati che i buttafuori hanno cura di appiccicare sulla fotocamera del cellulare una volta superata la selezione all'ingresso e, per i più creativi, le illustrazioni di Felix Scheinberger che ritraggono cosa succede dietro le porte del club più esclusivo di Berlino.

      Ai veri amanti della techno è stata però data la possibilità di portare a casa con sé qualcosa di molto più interessante: il mastodontico murales che riveste l'hall del Berghain è stato infatti smantellato a causa dei lavori di ristrutturazione che interesseranno la sala d'ingresso del club, e il suo autore, l'artista polacco Piotr Nathan, ha deciso di mettere in vendita tutti i 171 pannelli che lo compongono. L'opera, dal titolo Rituals of Disappearance, accoglie gli ospiti del locale sin dall'apertura del club nel 2004, e Nathan non vuole che sia trasferito in nessun altro luogo. La scelta di venderlo in pannelli separati mira quindi a evitarne il trasferimento, ma vuole anche essere un espediente per permettere alle schiere di ammiratori del Berghain di avere a casa propria una piccola porzione del Tempio. Parliamo ovviamente di ammiratori benestanti - il prezzo di un singolo pannello è infatti 500 euro - e sempre aggiornati, perchè tutte le sezioni sono andate sold-out in brevissimo tempo.

      "L'opera Rituals of Disappearance può essere capita solo nel contesto per cui è stata creata, con la musica giusta ad accompagnarla, circondata da persone che si divertono e intrisa dall'aura unica del luogo", ha spiegato Nathan sul sito in cui ha messo in vendita il murales. "Per me è necessario smembrare l'opera e metterla a disposizione di chi ha un legame con il Berghain." Considerata la rilevanza del club nel panorama techno internazionale, resta comunque da capire come Nathan possa selezionare gli acquirenti sulla base del loro amore per il club berlinese, ma capiamo il perchè di tale affermazione.

      Paragonando l'esperienza di una notte al Berghain alle "celebrazioni di culto delle tribù indigene," Nathan sostiene che la dissoluzione dei corpi dei clubber e gli aspetti pseudo-religiosi dei momenti sul dancefloor sono stati fonte di grande ispirazione per le sue opere. Il murales stesso rappresenta "un'eruzione vulcanica, una tempesta di sabbia nel deserto e una mareggiata, mentre sullo sfondo si intravede la luce delle stelle illuminare un villaggio addormentato." 

      Ah, attenzione: sembra che alcuni dei pannelli siano stati rovinati dal sudore, cosa comprensibile, dato che il club techno più famoso del mondo ogni tanto si trasforma in una vera e propria sauna

      Crediti

      Testo Hannah Ongley

      Fotografia Thomas Angermann via Flickr

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      Tematiche:berghain, berlino, techno, club culture, nightlife, news, novità, clubbing

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