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      fotografia Clementine de Pressigny 31 ottobre 2016

      le ragazze che giocano con i serpenti di clare strand

      L'artista Clare Stand esplora il terrore e il fascino che suscitano i serpenti attraverso fotografie d'archivio e spambot.

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      © Clare Strand 2016 courtesy MACK

      Tra le opere realizzate dall'artista concettuale britannica Clare Strand ci sono: uno stand da luna park che dava ai giocatori la possibilità di vincere una sua stampa fotografica, un libro di fotografie di tavoli 'vestiti' con delle gonne e un totem creato con numeri della rivista Popular Mechanic, con tanto di post-it ad indicare le pagine che interessavano l'artista. La sua poetica è fatta di elementi surreali, di giocosa sovversione, di inganni, trucchi di magia e tutta una serie di stravaganze. Il suo ultimo libro, Girl Plays with Snake, combina immagini e testi generati automaticamente. Il progetto è iniziato quando la figlia di Clare è tornata a casa da scuola e ha raccontato alla madre di aver stretto tra le mani un serpente. L'artista, che non è una grande fan dei rettili, ha attinto al suo archivio di immagini che cura da quando era ragazza, dove ha trovato immagini di serpenti che la disgustavano e, al tempo stesso, la intrigavano. Abbiamo incontrato Clare per parlare di quanto nei suoi lavori contino la fortuna e la ricerca, del potere dei contrasti e del perché tutto ciò che è strano trova spazio nella sua arte.

      © Clare Strand 2016 su gentile cortesia di MACK

      Cosa ti affascina tanto di queste fotografie d'archivio trovate per caso nei luoghi più svariati? Ti interessa sapere chi le ha scattate, il contesto, o ti limiti alla definizione e i significati che tu stessa vuoi trovare per loro? Diventa una sorta di collaborazione? 
      Mi interessa ritrovare questo tipo di fotografie perché in loro non c'è nulla di definito -- hanno una natura profondamente arbitraria e dipendono dal contesto in cui le inserisci. Sì, credo si tratti di una collaborazione, ma più con le immagini che con l'autore. L'utilizzo di questi ritrovamenti rappresenta solo una minima parte del mio lavoro, anche se si tratta di risorse che metto sullo stesso piano delle mie creazioni.

      I serpenti hanno così tante connotazioni diverse; horror, erotismo, religione — la tentazione di Adamo ed Eva. Perché queste immagini di ragazze con i serpenti hanno iniziato ad affascinarti a tal punto? 
      Mi hanno sempre impaurita i serpenti, ma questo non mi ha impedito di collezionare immagini che li ritraessero. Mi sembra un atto perverso, persino per me. Mi interessa il potere della dialettica e, in questo caso, il contrasto tra fascino e repulsione. In tutto il corso della mia carriera, sono entrato in contratto con una serie di generi fotografici, ma mai con quella che comunemente si definisce fotografia naturalista. Questa potrebbe venir considerata la mia personale interpretazione del tema. Certamente il contesto storico delle donne ritratte con i serpenti fa parte di questa ricerca ed è implicito nelle immagini, senza che serva troppo sforzo per metterlo in luce.

      © Clare Strand 2016 su gentile concessione di MACK

      C'è una strano contrasto tra la spensieratezza delle ragazze e l'aria di pericolo e inquietudine che invece trasudano i serpenti. Si tatta di una giustapposizione ricercata o casuale?
      Le donne e i serpenti sono sempre stati al centro dei miei pensieri -- nel loro contrasto più ovvio, fino alle implicazioni storiche e le collusioni romanzate. In quanto lettrice puoi pensare che siano affascinanti o disgustose, rassicuranti o minacciose, simbolo di potenza o di una storia difficile.

      Dove hai trovato il materiale? Quando hai iniziato la collezione di immagini di donne che giocano con i serpenti avresti mai pensato che sarebbe stato un progetto che avresti continuato ad alimentare?
      Mia figlia, di sei anni, è tornata a scuola e mi ha raccontato di aver tentuto tra le mani un serpente. Ero shoccata, ma, allo stesso tempo, ammiravo il suo coraggio. Tornando indietro di 30 anni circa, ho sfogliato i miei archivi e ho iniziato a rispolverare le immagini di serpenti che avevo collezionato quando ero giovane. Poi ho continuato la mia ricerca su eBay e mercatini dell'usato.

      © Clare Strand 2016 courtesy MACK

      Perché hai ritenuto fondamentale inserire degli elementi testuali nel libro?
      Il testo non è un semplice supporto alle immagini, ma un'elemento attivo. Girl Plays with Snake è un progetto editoriale totale (non potrebbe mai funzionare come mostra).

      Proprio come le immagini, le parole si muovono sul confine tra un universo oscuramente poetico e la tipica giocosità infantile -- puoi parlarci del processo di selezione del materiale?
      Per le parole mi sono servita dei siti in cui i testi vengono generati automaticamente, in questo caso le poesie. Volevo che venissero messe insieme con un metodo che ricordasse il modo in cui sono state collezionate le foto --  una sorta di remota collaborazione (come hai detto tu stessa). Sapevo che non volevo limitare il libro a un significato o comportarmi come un'ossessionata dai serpenti. Ho inserito il titolo "Girl Plays with Snake" (scritto sul retro di una delle fotografie) in uno di questi siti e ho aspettato di vedere cosa ne sarebbe risultato. Le poesie finali sono il frutto di uno scambio tra me e i generatori. La scrittura automatica ha sempre esercitato un enorme fascino su dei me, dai lavori di Gertrude Stein a Breton e il movimento Surrealista, e, più recentemente, gli spambot.

      © Clare Strand 2016 su gentile concessione di MACK

      Che ruolo gioca la fortuna nella tua arte?
      Uno dei ruoli principali. È sullo stesso piano dell'intenzione, sia come compagna che come avversaria. 

      Le immagini dei soli serpenti danno un'impressione molto diversa, sono scientifici, mentre gli altri scatti sembrano quasi delle foto di famiglia bizzarre. Cosa volevi ottenere affiancando immagini tanto in contrasto?
      Le foto dei soli serpenti scandiscono il ritmo di tutto il libro. Mi piace pensare che, mentre il libro scorre, stiano pensando al loro ruolo, al loro destino, alla loro tragedia. Sono anche estremamente fuori dal contesto della figura umana.

      In che modo le immagini che collezioni ispirano il tuo lavoro -- che ruolo assolve nella tua arte questo tipo di ricerca?
      La ricerca è l'attività principale nel mio lavoro e nella mia vita in generale. Sto costantemente guardando, pensando, setacciando, archiviando -- non so mai cosa finirà per servirmi, ma comunque tutto ciò che per me ha un potenziale.

      © Clare Strand 2016 courtesy MACK

      Le immagini hanno un che di inquietante, di strano. Anche altri tuoi lavori sono stati descritti con questi aggettivi -- è un effetto ricercato?
      Non vedo che senso abbia esporre un lavoro di cui lo spettatore possa essere certo al 100% -- dove sarebbe lo sforzo, il loro processo? Mi sento sempre un po' strana riguardo a ciò che faccio nei miei lavori. Io stessa mi sono sempre considerata un po' strana, quindi forse è una conseguenza naturale.

      Come descriveresti questo libro?
      Penso che sia un libro che può essere letto in molti modi, da molte persone diverse e da molte prospettive diverse. Non è un libro di fotografia in senso tradizionale e non è nemmeno un libro sui serpenti.

      © Clare Strand 2016 courtesy MACK

      © Clare Strand 2016 su gentile concessione di MACK

      Girl Plays with Snake di Clare Strand, pubblicato da MACK.

      Crediti

      Testo Clementine de Pressigny

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      Tematiche:cultura, arte, fotografia, claire strand, serpenti, libri

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