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      news Hannah Ongley 16 giugno 2017

      le nazioni unite potrebbero rendere illegale l'appropriazione culturale

      I delegati delle tribù indigene di 189 paesi si trovano attualmente a Ginevra per fermare l'avanzata dei baby hair.

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      L'articolo è originariamente apparso su i-D US.

      Come possiamo assodare durante ogni periodo di festival musicali, e anche in ogni altro periodo dell'anno, la differenza tra apprezzamento e appropriazione sembra essere un concetto quantomai confuso. Ora però un nuovo incentivo potrebbe portare a riflettere su questo tema con serietà: qualche notte in prigione.

      I diversi gruppi indigeni sparsi per il mondo stanno infatti chiedendo alle Nazioni Unite di rendere illegale l'appropriazione culturale, secondo quanto riportato dal canale CBA News. La richiesta di un comitato speciale che ricopra il ruolo di organo regolatore in materia è stata presentata nel 2001, molto prima che Twitter e Instagram diventassero le piattaforme standard per le comunità offese su cui far sentire la propria voce e diffondere i casi più eclatanti. Questa settimana però sembra che le cose stiano davvero per cambiare. I delegati di 189 paesi sono attualmente riuniti a Ginevra, parte di un comitato internazionale dell'agenzia specializzata delle Nazioni Unite, l'Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale.

      Il comitato spinge a favore di tre leggi internazionali per poter applicare le sanzioni. Questi snodi espanderebbero il regolamento della proprietà intellettuale internazionale per proteggere le culture indigene, dal linguaggio alla moda. Le Nazioni Unite dovrebbero "costringere gli stati a creare procedure civili e penali efficaci per riconoscere e prevenire l'uso non-consensuale e il possesso illegittimo, la vendita e l'esportazione di espressioni culturali tradizionali," ha dichiarato di fronte al comitato James Anaya, decano della facolta di legge presso la University of Colorado. Anaya ha esplicitamente preso di mira la linea Navajo, creata da Urban Outfitters, per il quale nel 2012 il brand ha ricevuto una denuncia da parte della Riserva Navajo. (Il caso fu poi concluso tramite un accordo informale tra le parti fuori dalle porte del tribunale.)

      Vista la frequenza con cui si succedono i casi di appropriazione culturale, il comitato è comprensibilmente irritato dai 16 anni richiesti ai negoziati prima di approdare a Ginevra. Aroha Te Pareake Mead, membro delle tribù neozelandesi Ngati Awa e Ngati Porou, ha fatto notare che molti gruppi indigeni nazionali non sono nemmeno a conoscenza dell'esistenza di tale comitato. "Siamo a metà del 2017, ma il numero di casi di appropriazione indebita di materiale culturale appartenente agli indigeni di tutto il mondo sembra continuare ad aumentare, senza dare segni d'inflessione," ha affermato. Probabilmente, ci vorrà un po' di tempo per definire con chiarezza i confini dell'appropriazione culturale, ma la conversazione attorno al tema sembra finalmente fare passi in avanti. 

      Crediti

      Testo Hannah Ongley

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      Tematiche:news, novità, appropriazione culturale, nazioni unite, ginevra

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