il mondo è nelle mani degli skater, parola di skate muzik

DiMaurizio Annesefoto diMaurizio Annese

Skate Muzik è un podcast italiano di musica legata alla skate culture che sta avendo successo praticamente ovunque, NYC e Tokyo comprese. Abbiamo intervistato il suo fondatore.

G. Quagliano, come l'hanno definito i nostri colleghi di Noisey qualche tempo fa, è "persona dell'internet dietro il podcast e dentro le magliette di Skate Muzik."

Skate Muzik, invece, è un podcast radiofonico che potete sentirvi una volta al mese sulla storica radio inglese NTS in cui G. Quagliano propone agli ascoltatori mix creati partendo dalle soundtrack di video storici della scena. Nato nel 2015, Skate Muzik nel corso del tempo si è ampliato e trasformato. Oggi è un progetto ben più ampio di quello iniziale, che comprende anche una serie di t-shirt vendute in alcuni degli storici store per skater di tutto il mondo.

Qual è la tua visione di Skate Muzik?
Dietro Skate Muzik non c'è una vera e propria visione definita. Ho iniziato solo perché volevo dare il mio contributo alla cultura che mi ha cresciuto. Sono sempre andato in skate, ho sempre ascoltato musica. Così, nel 2015 ho unito queste due passioni ed è nato Skate Muzik.

Perché hai scelto di fare di Skate Muzik una radio?
Penso che la radio sia un mezzo bellissimo, che molto spesso, soprattuto in Italia, viene però utilizzato in modo sbagliato. Inizialmente avevo proposto il programma a un'emittente abbastanza nota, che però—aggiungo ora, per fortuna—ha rifiutato. Poco dopo è venuto fuori che il mio amico Andrea stava aprendo una web radio per un progetto di laurea, e cosi ho iniziato a fare Skate Muzik su Fritto FM, che aveva pochi ascoltatori ma era molto ben curata. Andrea e Fritto FM mi hanno supportato sin dalla prima puntata, è da li che è partito tutto... Commercial radios still suck.

Oggi il merchandising di Skate Muzik si trova sugli scaffali di alcuni shop molto noti in tutto il mondo, come Prov a Tokyo e Supreme a NYC e Parigi. Essendo la musica il focus del tuo progetto, quanto questa influenza lo stile dei tuoi prodotti e qual è la vibe generale che vuoi ricreare?
Bella domanda. In reatà non ci penso mai a questa cosa, non c'è un vibe che voglio ricreare, semplicemente faccio le cose che mi piacciono e che mi appartengono. Non ho bisogno di un moodboard. Vedere le mie t-shirt da Prov, che è uno skate shop gestito da skater e molto ben fornito, e Supreme mi entusiasma, ovvio. Ho sempre avuto una passione New York: sono cresciuto ispirandomi alla scena skate e musicale newyorkese, quindi figurati che soddisfazione è stata per me avere lì il merchandising di Skate Muzik. Le richieste stanno aumentando, ma voglio continuare a mandarlo solo agli shop che davvero mi piacciono, come Palomino a Londra e il concept Waiting Room a Taipei. Non mi interessa vederlo ovunque, non voglio vedere gente che non mi piace con una mia tee, altrimenti mi passa la voglia di metterla.

La selezione musicale che proponi—eccezion fatta per Cherry di Supreme, che comunque mantiene un estetica old school—guarda generalmente al passato. C’è un senso di nostalgia alla base di questo progetto?
Nessuna nostalgia, vivo molto il presente, se non fosse per internet non potrei nemmeno fare Skate Muzik. O meglio, potrei farlo ma nessuno verrebbe a sapere che esiste. Le soundtrack che propongo arrivano spesso da video degli scorsi decenni perché quelli sono gli anni d'oro, irripetibili della cultura skate e di strada, quando si sono sviluppati i codici e gli stili che ancora oggi danno forma e sostanza alla scena. Devo ammetterlo, sono un discreto nerd, ma non mi definirei nostalgico.

Essendo cresciuto sin da ragazzino con lo skateboard e avendo osservato in prima persona i cambiamenti di questa cultura, cosa pensi della scena di oggi?
Ho sempre vissuto lo skateboard come una cosa molto intima. Personalmente, lo paragono senza problemi all'arte. È un modo per esprimere la propria personalità. Nel complesso la scena attuale mi piace molto, credo si sia raggiunto un equilibrio quasi perfetto tra stile e tecnica. La trovo un'ottima cosa, ma vorrei comunque vedere più skater per le strade e meno negli skate park.

Questo progetto nasce in Italia, un paese in cui solo adesso la skate culture sta emergendo come fenomeno da tenere in considerazione. Se potessi tornare indietro, inizieresti Skate Muzik in un altro paese, o le sue radici italiane ti rendono particolarmente fiero?
Penso che più che altro la massa stia arrivando solo ora a capire quanto siano avanti gli skaters. Comunque sono molto fiero del fatto che Skate Muzik abbia le proprie radici a Milano, non potrebbe essere diversamente. Milano ha parecchio da offrire, ovviamente parlo della Milano che conosco io, dei miei amici, probabilmente il mio mondo è molto piccolo ma va bene cosi.

Come è nata la collaborazione con NTS?
Ero a Londra per suonare e la amica Giulia mi ha detto: “Già che vieni su, magari possiamo provare a chiedere a qualche radio qui se ti fanno fare una puntata di Skate Muzik live.” Così mi ha messo in contatto con Fergus, l’idea è piaciuta e quando andato a Londra per fare quella serata—che nel frattempo era diventata Skate Muzik & Friends, come Pavarotti ahahah—sono andato a Dalston da NTS e ho fatto una puntata live da lì. Ero emozionato, perché onestamente non avevo mai presentato un programma in diretta, tantomeno in inglese: nelle altre puntate di Skate Muzik avevo sempre fatto parlare i miei ospiti. Ma è andato tutto alla grande; i clima era super disteso e c’era gente che skateava fuori dalla radio mentre io andavo in diretta. La settimana dopo mi hanno scritto per chiedermi se mi andava di fare Skate Muzik da loro ogni mese. Figurati, io ero da sempre fan e quindi ne sono stato super felice.

Perché il tuo brand non ha un account Instagram?
Perchè non considero Skate Muzik un brand, e poi perché sono pigro e non ho voglia di dovermi trovare a gestire un altro profilo Instagram, oltre al mio, dove potete comunque trovare tutto quello che riguarda Skate Muzik, quindi, ecco, potete seguirmi lì per gli aggiornamenti sul programma. Tanto non posto mai selfie. Quando mi è successo, dopo poco li ho tolti perché mi vergogno.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Il 12 luglio ho un evento al Patagonia Store di Milano a cui tengo molto. È una serata che sostiene la causa di Cittadini per l’Aria, una Onlus molto attiva in città che lavora per cercare di garantire il diritto dei cittadini di respirare aria pulita. Per l’occasione, venderemo una t-shirt Skate Muzik x Patagonia Milano x Cittadini per l’Aria disegnata con il mio amico Toya. Tutti i proventi delle vendite andranno a Cittadini per l’Aria. Siete tutti invitati, ovviamente.

Poi se qualcuno vuole mettersi a skateare fuori dal negozio non sarò certo io ad impedirglielo, anzi mi piacerebbe che succedesse.

Comunque, più che progetti, per il futuro ho una speranza: vorrei che mi consegnassero la cucina, perché sono tre mesi che sono senza e sto spendendo tutto in ristoranti. Vorrei anche imparare a cucinare, magari fare un corso di cucina da qualche parte. Chissà.

Il merchandising di Skate Muzik a Milano lo trovi da Wok e ogni tanto anche online su skatemuzikmilano.

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Maurizio Annese cura per i-D una rubrica sui talenti emergenti dello skateboarding italiano. Si chiama An Ollie Day With e qui sotto trovi l'ultima puntata:

Crediti


Fotografia e testo di Maurizio Annese