la rivoluzione della moda maschile

Oggi ai modelli è richiesto molto di più di un bel viso, scoprite le novità del mondo della moda maschile.

di Tess Lochanski
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03 febbraio 2017, 11:55am

Nel mondo dei modelli uomini non ci sono tanti nomi riconoscibili come in quello delle donne perché per ogni stagione, o sfilata, il designer cambia il suo racconto, e di conseguenza, anche i suoi personaggi. "Io lavoro alle mie collezioni come se fossero cortometraggi, ognuna ha un proprio scenario," dice Kris Van Assche, direttore creativo di Dior Homme parlando del suo ultimo casting. "Questa stagione ho immaginato un rave party con un sacco di persone. In mezzo a tutta quella folla c'è un ragazzo misterioso che indossa un abito nero. Tutti lo guardano. È lui l'homme Dior." Più che mai i designer stanno cercando di raccontare una storia e grazie al giusto casting riescono a farla diventare realtà.

Questo modo di scegliere i modelli è diventato la firma di alcuni dei designer più iconici del mondo della moda come Rick Owens, Raf Simons, Hedi Slimane e Yohji Yamamoto. Sta diventando una pratica sempre comune, anche per i brand più conservativi. Le maison hanno basato i loro casting su specifiche caratteristiche fisiche per molto tempo, ma oggi questo sta cambiando. "Ho notato un forte cambiamento nel corso delle ultime stagioni. I brand vogliono davvero esprimere un'idea personale e per questo hanno bisogno dei personaggi giusti. Non si sceglie più 'chi è cool questa stagione'," ci spiega Adam Hindle, casting director di Sacai e Céline. "Penso che i modelli debbano essere credibili, per questo motivo si cercano ragazzi giusti per ogni determinato brand. Designer e stylist sono di personalità ben definite per rappresentare il loro messaggio e raccontare la loro storia."

Questo nuovo tipo di domanda si è tradotta nella creazione di agenzie che si dedicano specificatamente alla scoperta di modelli che incarnano una particolare realtà. Possiamo trovare Eva Göbel e la sua agenzia Tomorrow is Another Day, i cui modelli compongono il cast per brand del calibro di Vetements e Balenciaga. Come quest'ultima ce ne sono altre come Midland, Rockmen, Brother e Lumpen.

"Sono passato dalla cinematografia alla moda," racconta Avdotja Alexandrova, fondatore dell'agenzia Lumpen. "Voglio presentare volti reali nel mondo della moda." Credibilità sta diventando la parola chiave. È richiesto un carattere, è necessaria una personalità e i difetti sono considerati un valore aggiunto. "Sempre più designer e stylist vogliono conoscere a fondo la vita del modello", afferma Antoine Duhayot, head booker di Rockmen a Parigi. "Per esempio, uno dei nostri ragazzi, Raphaël, è uno studente di letteratura in un ottima università. La gente apprezza molto questa sua caratteristica. Queste caratteristiche non sono richieste nel mondo della moda femminile, nelle ragazze cerchiamo concentrazione e aspirazione al diventare modella. " Eppure, secondo Adam Hindle, che lavora anche ai casting femminili, quella parte del settore si sta evolvendo troppo. "Recentemente alcuni brand hanno dato vita a delle tribù, gruppi di ragazze che incarnano alla perfezione l'idea del brand. D'altra parte è più facile trasformare una donna rispetto ad un uomo grazie al trucco e ai capelli."

Per molto tempo il termine "nuovo volto" è stato associato alla speranza al successo, che, nel bene e nel male, ha sempre funzionato nel mondo dell'abbigliamento maschile. Sophie Bruynoghe, casting director di Hermès, riconosce l'evoluzione dei casting, anche se in particolare questa casa francese è nota per i suoi criteri molto classici e specifici. "Invece di costruirsi una carriera passo dopo passo, alcuni ragazzi diventano 'it boys' della stagione e poi spariscono in un batter d'occhio", racconta. "In primo luogo perché sono molto giovani e quindi cambiano velocemente. In secondo luogo, la gente al giorno d'oggi si annoiano molto in fretta, soprattutto dei ragazzi dal look inusuale. È davvero difficile riuscire a costruirsi una carriera duratura nel tempo. Succede a pochissimi casi, ed è imprevedibile. "

In poche parole, più lavora, meno lavorerà. Antoine, però, lo vede come una cosa positiva: "La maggior parte delle personalità che la gente ricerca non ha mai pensato di fare carriera come modello. Questi ragazzi continuano con le loro ambizioni, questo lavoro per loro rappresenta un surplus mentre aspettano soddisfare i loro obbiettivi. In qualche modo questa evoluzione sta cambiando il settore in un ambiente meno crudele."

William, 18, Americano (J.W.Anderson, Facetasm, Loewe, Etudes) @ Elite

Zacharie, 18, Francese (Dior, Berluti, Lanvin) @ Success

Horry, 19, Francese (Paul Smith, Kenzo, Off/white) @ Rockmen

Raphaël, 19, Francese (Valentino, Officine Générale) @ Rockmen

Anton, 17, Danese (exclusive Gosha Rubchinskiy) @ Success

Crediti


Testo Tess Lochanski
Fotografia Jun Yasui

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