#artselfie, quando l'osservatore completa l’opera d'arte

Quando Duchamp ha proclamato che l'osservatore completa l’opera d'arte, probabilmente non parlava in senso letterale. Eppure, un centinaio di anni dopo, la sua citazione si trova nell'introduzione di #artselfie, un nuovo libro, pubblicato dal...

di Hannah Ghorashi
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21 dicembre 2014, 9:40am

DIS, che, a dir loro, facilita "progetti per il forum più pubblico e democratico di tutti - internet," considerano se stessi i guardiani, anziché i creatori del hashtag #artselfie. Tutto e' cominciato durante la fiera d'arte Frieze di Londra nel 2012, quando il gruppo ha chiesto ad amici a scattarsi dei selfies davanti a un'installazione di Ryan Trecartin. Lo stesso anno, DIS ha creato artselfie.com, un account su Tumblr che era originariamente destinato per il loro reportage di Art Basel, ma si è trasformato ben presto in un archivio con oltre 13.000 foto taggate #artselfie su Instagram. Il tagline è: "Go see art. See yourself in art. Let us see you see you."

Come i suoi simili #nofilter e #myfirstpaycheck, #artselfie è una variazione auto-esplicativa del selfie onnipresente; il fattore che lo fa qualificare è la vicinanza del fotografo/soggetto a un'opera d'arte, nonostante l'opera sia La nascita di Venere, di Botticelli, l'installazione Rain Room al MoMA, oppure qualsiasi cosa che gli Instagrammers ritengano degno di questo hashtag. DIS ha risposto alle nostre domande su #artselfie, da Berlino dove si stavano tutti preparando per la loro curatela della Biennale di Berlino del 2016. Abbiamo parlato di tensione sessuale, narcisismo di massa, compulsioni sociali, e #artselfies con #noregrets.

Come siete arrivati all'hashtag #artselfie? Pensate a questo libro come un raggruppamento di un hashtag virale o come un progetto sul quale avete avuto un certo controllo?
L'hashtag é nato in modo naturale, non siamo stati i primi ad usarlo! Durante la fiera Frieze di Londra 2012, e per il nostro progetto commissionato, abbiamo documentato gli stand in fiera, utilizzandoli come scene per situazioni potenziali con una vasta scelta di casting - madri che allattano, tensione sessuale tra art-handler e gallerista, un collezionista in arresto cardiaco, ecc. Una foto è stata scattata davanti all'installazione di Ryan Trecartin, presso lo stand di Andrea Rosen, dove c'erano molti dei nostri amici come Amalia Ulman, Zaina Miuccia, e altri che hanno scattato selfies. Tutti avevano dato le spalle all'installazione e si guardavano. Questo fenomeno molto reale ha suscitato il nostro desiderio di creare artselfie.com come un aggregato di #artselfies di tutti. Per far crescere il progetto abbiamo promosso l'hashtag - e questo libro è una rappresentazione filtrata di quello che è successo dopo.

Ci sono così tante cose diverse che le persone possono incorporare in un selfie - c'è il selfie dopo-sesso, il selfie drone, ecc. Ma questi tipi di selfie non sono stati raccolti in un libro. Cos'è che rende l'#artselfie diverso?
Hmmm, la gente fa vedere con chi ha fatto sesso con il selfie dopo-sesso? Questa potrebbe essere la differenza. Un #artselfie drone avrebbe funzionato molto bene per le opere di Richard Serra o per le installazioni land-art di grandi dimensioni.

Cosa pensi che spinga la gente a fare dei selfie inusuali - come ad esempio dei selfie con qualcosa di notevole nel background?
Un #artselfie è più di un atto sociale che indica un individuo con un significante, in modo simile a un selfie con una celebrità o una destinazione di vacanze. Oltre ad essere lì, o stare accanto a qualcuno, si acquisisce qualcosa (significato, stato) dal vostro compagno selfie. Si tratta di un modo di comunicazione, e di una compulsione che è (tragicamente) inevitabile.

Avete fato qualche #artselfie voi stessi?
Certo, facciamo qualche #artselfie occasionale. E' una cosa che si fa senza pensarci, è casuale. Nessun rimpianto.

Quali foto si distinguono per te?
Più di singole immagini, le tendenze dei dati che sorgono dal volume delle immagini fanno emergere delle domande. Che cosa succede nel trasferimento di un'opera in un #artselfie - fuori contesto, di bassa risoluzione e oscurato da un Instagrammer che fa la smorfia duck-face? Qual è il ruolo dell'arte quando diventa una superficie colorata o riflettente per uno sfondo perfetto del Selfie? Alcune opere d'arte sembrano infatti essere fatte per il selfie, mentre ad altre manca la fotogenia. Richard Prince mette in mostra dei selfie, mentre Cady Noland blocca tutta la documentazione.

Ho visto che l'introduzione nel libro cita Duchamp, che ha detto: "L'osservatore completa l'opera d'arte." Pensi che l'arte avrà bisogno di questo tipo di consapevolezza nel futuro?
L'#artselfie non è così specifico per il mondo dell'arte come è emblematico per i grandi fenomeni culturali di narcisismo, per la convalida, per la connettività compulsiva, e per un senso di vivere il mondo attraverso l'esperienze degli altri. E' anche costruito su un senso alterato di proprietà e di relazioni tra oggetti visti attraverso molte applicazioni su internet - come scrisse Brad Troemel su Tumblr, nel 2010, «Gli oggetti non sono finiti - è solo più efficace identificarsi con essi in assenza della loro presenza ingombrante. "

Alla fine perché avete pubblicato con un editore parigino?
In realtà Jean Boite è venuto da noi con questa idea! E' una nuova casa editrice molto interessante che ha pubblicato tanti bellissimi libri. Lavorano in "boxes", dove ogni serie di libri è collegata. Questa prima serie, che comprende il nuovo libro di Jon Rafman The Nine Eyes of Google Street View, e' composta interamente da immagini legate ad internet. Siamo felici di far parte di questo nuovo progetto editoriale!

Crediti


Testo Hannah Ghorashi

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