un anno nella vita di una musa e modella

Dopo averla incontrata per uno shooting, la fotografa Rosaline Shahnavaz ha passato un anno con Fern, oggi diventato un libro che racconta visivamente la storia di una giovane donna nel mondo della moda.

di Felix Petty
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21 agosto 2017, 10:30am

Questo articolo è originariamente apparso su i-D UK.

"È stato amore a prima vista," spiega Rosaline Shahnavaz, riferendosi al primo incontro con Fern. Era la fotografa per una campagna pubblicitaria, Fern la modella. "Non solo sembra essere figlia di Uma Thurman e un cherubino, ma si è anche presentata sul set con stivali bianchi con il tacco in pvc alti fino alla coscia. Siamo subito entrate in confidenza, non riuscivo a smettere di fotografarla. Le ho detto che avrei voluto fare un libro su di lei e così è iniziato tutto."

Rosaline e Fern hanno passato un anno insieme, fotografandosi e catturando i momenti più intimi e belli della loro vita. Hanno inserito queste immagini in un libro fotografico, chiamato ovviamente Fern, perché parla di Fern, e della sua relazione con la fotografa. 

Le fotografie di Rosaline fanno venir voglia di sorridere ogni volta che Fern sorride. Fanno venir voglia di spassarsela, tornare a essere adolescenti e divertirsi, perché tutto sembra semplicemente puro, perfetto. "Sono io ad aver iniziato il progetto," racconta Rosaline, "ma poi i ruoli si sono invertiti e Fern ha iniziato a scrivermi ogni volta che era dal suo ragazzo, che vive a due passi da casa mia. Uscivamo tutti e tre insieme, dicendoci che saremmo stati in giro un'ora, massimo due. E puntualmente ci trovavamo a fare colazione con uova e bacon la mattina dopo, ancora insieme."

Abbiamo incontrato Rosaline e Fern, le abbiamo fatte sedere, e abbiamo chiesto alla fotografa d'intervistare la modella per capire ancor più in profondità il meccanismo dietro un progetto così profondo e unico.

Rosaline: Cosa ti piace quando sono io a fotografarti?
Fern: Mi piace come collaboriamo, perché è la nostra visione a diventare realtà. È come se tu sapessi sempre come far uscire la parte più autentica di me, non quella che io voglio proiettare all'esterno.

Rosaline: Secondo te, cosa racconta questo libro di noi?
Fern: Sicuramente che sono un'esibizionista e che tu mi incoraggi a esserlo! Mostra che crediamo nei sogni, nel romanticismo e nell'immaginazione. E poi rivela le nostre origini: siamo nate, cresciute e viviamo tutt'ora nel sud di Londra, che è un po' la nostra comfort zone. Qual è la cosa che preferisci di casa nostra?

Rosaline: La quotidianità. Tutte le mie prime volte sono successe lì. E tu?
Fern: Anch'io! È un po' la nostra oasi di pace e sicurezza.

Rosaline: Come ti senti a sapere che ora in libreria puoi trovare un libro che parla di te?
Fern: È strano… le foto documentano un periodo vulnerabile e ricco d'istintività della mia vita, quindi l'idea che molte persone vedranno qualcosa di così personale un po' mi spaventa. Ma è anche emozionante.

Rosaline: Hai una foto preferita tra quelle del libro?
Fern: Forse quella al porto di Gosport, quando ho al collo i miei rosari. Quel posto è un simbolo per me; una specie di limbo emotivo, ma anche fisico, tra la città e la periferia, tra l'odio e l'amore, tra l'adolescenza e la maturità. È dove ho passato i miei giorni più bui e dove ho incontrato l'amore della mia vita. E la tua?

Rosaline: Mi piace moltissimo quella in cui sei su quel tetto a Peckham. Il cielo di Londra è così aspro durante l'estate. E credo che la tua espressione riassuma bene tutto ciò: sicuramente avevo detto qualcosa di stupido. Ricordi ancora come ti sei sentita la prima volta che ti ho fotografata?
Fern: Mi sono sentita nervosa, emozionata e giovane.

Rosaline: E cosa mi dici dell'ultima volta in cui ti sei trovata davanti al mio obiettivo?
Fern: Credo di essermi sentita un po' scocciata, perché pioveva e tutti gli animali della fattoria in cui ci trovavamo erano andati a nascondersi! Questo è il tuo secondo libro sullo stesso soggetto. Perché non cambiare?

Rosaline: Le mie fotografie sono estremamente personali; credo che la natura tattile del libro sia il modo giusto per trasmettere questa caratteristica. Amo l'intero processo creativo e produttivo di un libro fotografico: dall'editing delle immagini al lavoro sul layout… Inizio sempre stampando tutto e ricoprendo i pavimenti del mio studio con le fotografie.
Fern: Cosa pensi del rapporto tra musa e fotografo? Credi sia un concetto ormai datato e degradante, o contemporaneo ed esaltante?

Rosaline: Oggi il concetto di musa è molto diverso da quello di un tempo. Personalmente, per me è un rapporto basato sulla collaborazione, una sorta di esplorazione di me stessa attraverso l'identità femminile. Credo sia questo il motivo per cui tendo a fotografare più donne che uomini. Okay, e cosa speri per il futuro?
Fern: Nel futuro vorrei che la salute mentale fosse un argomento da trattare anche a tavola, in conversazioni leggere. Vorrei anche che il porno diventasse meno degradante per la donna… ecco, non volevo dire "voglio la pace nel mondo"! E tu?

Rosaline: La pace nel mondo!

rosalineshahnavaz.com

Crediti


Testo Felix Petty
Fotografia Rosaline Shahnavaz

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