gvasalia e guram ci parlando della loro strategia per vetements

Perchè le collezioni di Vetements sono sempre sold out?

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mar 7 2017, 2:10pm

Nel mondo di Vetements nulla è lasciato al caso. Possiamo definire i fratelli Guram e Demna Gvasalia due veri e propri uomini strategici. In una nuova intervista con WWD, Guram ha parlato dei problemi del mondo della moda oggi - "nessuno vuole pensare a lungo termine" - e della sua strategia basata sul dare vita a prodotti esclusivi, nonostante la notevole domanda sempre in crescita.

"Nessuno pensa a strategie a lungo termine, tutti pensano ad oggi e ad effettuare le vendite nel minor tempo possibile", spiega Guram parlando di social media, del culto ossessivo del marchio, e del desiderio di costante crescita. Guram chiarisce subito che la crescita economica non è in cima alle sue priorità. "Quando penso alla parola 'crescita', penso a un bambino", spiega. "Perché io considero Vetements come il nostro bambino. E poi penso che il bambino sia in fase di crescita e una volta raggiunta una certa età, e una certa maturità, in realtà dovrà crescere. Perché altrimenti diventerà un bambino molto brutto. Lo stesso vale per il nostro brand, va bene parlare di crescita, ma tutto ha un limite."

I limiti, quelli intelligenti, sono al centro della filosofia di ogni brand. "Non mettiamo tutta la merce sul mercato allo stesso momento. Se si è troppo generosi con il prodotto si perde l'attenzione", dice Guram. Allo stesso tempo, questo metodo rende Vetements sempre più esclusivo e gli permette di evitare di svendere i capi di collezione. "Il punto è che se i vestiti vengono venduti ad una svendita significa che l'offerta era maggiore della domanda", spiega. "Noi forniamo sempre un numero di capi inferiore alla domanda per garantire il tutto esaurito. È più semplice mettere sul mercato meno pezzi, è meglio vendere un capo in meno piuttosto che avanzarne. Così è come abbiamo lavorato fino ad ora." In un settore basato sul consumismo Vetements scegli di andare contro corrente per preservare la sua inimitabile filosofia.

Crediti


Testo Isabelle Hellyer