lo stile della principessa diana: un vaffanculo al mondo intero

Sono passati 20 anni dalla morte di Lady Diana. Tra teorie complottiste e documentari commemorativi è importante non dimenticare uno dei suoi tratti più caratteristici: un senso dello stile unico.

di Anne T. Donahue
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18 agosto 2017, 12:30pm

Questo articolo è originariamente apparso su i-D UK.

Sono passati 20 anni dalla morte di Lady Diana. Tra teorie complottiste e documentari commemorativi è importante non dimenticare uno dei suoi tratti più caratteristici: un senso dello stile unico.

L'eredità in fatto di moda donataci dalla Principessa Diana è molto più ampia di quanto ci abbiano raccontato i media negli ultimi due decenni. Sì, il suo stile si è evoluto nel corso degli anni. Sì, la Lady della Gran Bretagna indossava con nonchalance anche i jeans. Comprensibilmente, i suoi abiti sono ora venduti per migliaia di sterline all'asta. Ma queste non sono novità, né hanno stupito qualcuno di noi. Diana sapeva bene di avere un gusto estetico unico, e lo sapevamo anche tutti noi. E questo è il motivo per cui molti dei suoi abiti trasmettono lo stesso messaggio di quelli scelti da star ben più contemporanee, come Rihanna, Kim Kardashian e Beyoncé: vaffanculo.

Il solo fatto di prendere in considerazione le primissime scelte di moda fatte da Diana è uno shock. Prima del fidanzamento con il Principe Carlo a soli 19 anni, era solo un'adolescente un po' snob che si vestiva di conseguenza. Il suo guardaroba era fatto di bluse, maglioncini e gonne al ginocchio, viste come scandalose perché contro sole lasciavano intravedere le gambe. Insomma, abbiamo conosciuto Diana Spencer quando non era che una ragazzina: una futura donna che doveva ancora imparare a rispondere alle offese, perché cresciuta per essere la sposa di un nobile inglese e abbastanza ingenua da pensare che le critiche a cui stava correndo incontro sarebbero cessate non appena avesse scambiato i voti nunziali in un abito Emanuel.

Intanto, noi comuni esseri umani a 19 anni mettevamo canottiere Roxy e cinture borchiate per andare in discoteca. Ennesima dimostrazione che qualunque cosa indossiamo prima dei vent'anni deve essere dimenticato nella vita adulta. Nel caso di Diana, però, il lusso del tempo non le era stato concesso. Invece, ha avuto due figli poco dopo il matrimonio, e a metà degli anni '80 usava già la moda come strumento per raccontare e creare la sua storia. Non una tata in vestaglie fiorate, ma una donna adulta in velluto Victor Edelstein alla Casa Bianca. Al posto di sottane e trine, Diana è stata la prima donna nella casata dei Windsor ad aver indossato un pantalone per un evento serale. Indossava choker, guanti in raso colorati e completi da uomo ai concerti. Non era il più uno di Carlo, era la figura che lo eclissava, annullandone il potere attraverso le sue scelte di moda: qualcosa che lui non avrebbe mai avuto il coraggio di fare.

Specialmente quando essere mamma e avere uno spiccato senso dello stile sono diventate due facce della stessa medaglia. Non solo dimostrava a William e Harry un affetto inconsueto per la famiglia reale, ma lo faceva rimpiazzando l'inflessibilità dei Windsor con morbide gonne alla caviglia e maglioncini (alcuni con una stampa a fiocchi, altri con piccoli cuccioli, tutti perfetti). Attraverso scelte di questo tipo, Diana si è imposta come prima Principessa inglese che non seguiva lo stereotipo di mamma. Lei era una Cool Mom™. Un paio di jeans, ed è diventata l'antitesi dello stile vecchia scuola di Charles, scialbo e fuori moda al confronto (anche perché lui non avrebbe mai sceso una cascata artificiale a bordo di un tronco, no).

Il giorno in cui Carlo confessò la storia clandestina con Camilla, Diana si presentò alla Serpentine Gallery in quello che oggi è chiamato 'The Revenge Dress' (Il Vestito della Vendetta), un corto abito in seta di Christina Stambolian.

Ma il fatto è che più la distanza tra Carlo e Diana aumentava, più lei si sentiva in diritto di urlare "vaffanculo" al mondo intero attraverso i suoi abiti. Il giorno in cui Carlo confessò la storia clandestina con Camilla, Diana si presentò alla Serpentine Gallery in quello che oggi è chiamato 'The Revenge Dress' (Il Vestito della Vendetta), un corto abito in seta di Christina Stambolian, considerato ovviamente dall'opinione pubblica troppo audace. Poi, la stessa notte della tristemente famosa intervista con Martin Bashir, si presentò a un evento pubblico in un altro incredibile, super sexy e scollato abito da sera, disegnato questa volta da Jacques Azagury.

In più, era nero. Un'atto di ribellione che diceva chiaro e tondo "vai a farti fottere." "In quanto membro della famiglia reale, a Diana non era permesso indossare abiti di colore nero, salvo i momenti di lutto," ha spiegato Azagury. "È stato il suo modo per dimostrare che si sentiva libera."

E poi si è spinta ancora più in là. Dopo essersi affermata con successo come donna forte e indipendente, come madre moderna e affettuosa e come vincitrice in un matrimonio che ha cercato in tutti i modi di sconfiggerla. È arrivata al 50esimo compleanno di Camilla in un abito leopardato, ha volteggiato per la Riviera francese con il fidanzato Dodi Al-Fayed ed è rimasta fedele all'abbigliamento sportivo anni '90 (che aveva iniziato a indossare prima del matrimonio per sottolineare quanto giovane e cool fosse se paragonata ai vecchi e stantii maritino e amante). Aggiungete al mix un forte legame personale con Versace, un'inclinazione naturale per la moda, celebrità come amiche, e capirete come la moda sia diventata per la Principessa una piattaforma per definire chi era e chi voleva noi credessimo che fosse.

Morì nell'agosto 1997, ma prima di lasciarci aveva portato a compimento la sua opera di moda come affermazione di sé. Ogni singolo capo che ha indossato aveva come obiettivo finale l'allineamento a un preciso quadro d'insieme: mettere in ombra la monarchia più famosa del mondo. E ci è riuscita. Per vent'anni abbiamo parlato delle sue scelte di moda, dei suoi trionfi, di quanto fosse coraggiosa. Ma nel farlo, ci siamo persi uno dei capitoli più importanti di questa narrazione: il potere che Diana riponeva nel suo guardaroba, assegnando a ogni capo un significato particolare. "Vaffanculo" è un messaggio emblematico, ancor di più quando a esprimerlo sono gonne e tubini neri.

The Do It Yourself Issue, no. 5, 1981

Crediti


Testo Anne T. Donahue
Immagini via Pixabay

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