La Diseducazione di Cameron Post, locandina. 

12 film e serie tv queer da vedere prima che finisca il 2018

Tutto quello che avreste dovuto vedere a tema LGBTQ e che invece vi siete persi.

di Silvia Pilloni
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19 dicembre 2018, 6:00am

La Diseducazione di Cameron Post, locandina. 

Capita a tutti: ci svegliamo a gennaio con in mente una sequenza infinita di buoni propositi e poi d'improvviso è il 19 dicembre e scopriamo di non averne portato a termine nemmeno uno. Tranquilli, avete (abbiamo) ancora qualche giorno per farlo, e se nella vostra lista (come nella nostra) c'era “guardare film, telefilm e programmi TV non pensati specificatamente per maschi bianchi etero”, siamo qui per aiutarvi con un particolare calendario dell'avvento pensato apposta per voi (noi).

12 consigli cinematografici per i 12 dodici giorni che ci separano da Capodanno per recuperare tutto quello che avreste dovuto vedere nel 2018 a tema LGBTQ. Ciascuno con il proprio abbinamento temporale e culinario, perché a Natale la pancia vuole la sua parte, sempre. Si parte domani, 20 dicembre, e si arriva fino al pomeriggio del 31. Se non ci si vede più, auguri!

20 dicembre: Chiamami Col Tuo Nome

Togliamoci subito di torno le cose dovute. Ne avete sentito parlare per tutto il 2018, ha vinto un Oscar (Miglior sceneggiatura non originale, più due candidature) e numerosi altri premi, avete resistito fino ad ora, ma se avete una sera da buttare, buttatela così. Ne varrà la pena? No, onestamente. Il film di Guadagnino è una versione al maschile di La vita di Adele con le pesche al posto delle sculacciate e il sudore al posto del naso che cola: un film sui “gay che sono proprio come noi” a uso e consumo del pubblico etero. Entrambi incredibilmente noiosi, entrambi incredibilmente fuori tempo massimo.

Da vedere: Dopo cena, sul divano, mentre fate gli ultimi acquisti di Natale dallo smartphone e sgranocchiate un biscotto alla cannella. Se siete fortunati e fuori dalla vostra finestra nevica, il contrasto non è male per niente.


21 dicembre: Happy to be here

Tig Notaro è un'attrice e comica americana che, fra le altre cose, è stata nominata agli Emmy nel 2016, ai Grammy nel 2017 e ha recitato nella serie Trasparent di Amazon Video. Happy To Be Here invece lo trovate su Netflix, ed è un suo spettacolo di stand-up comedy. Tig è in questa lista perché è lesbica, sposata, con due figli e un gatto. Dopo aver affrontato un doppio cancro al seno, la sua comicità è slittata verso quello che la critica ha definito “un lato più scuro” e lei “un lato più personale”. A vedere Happy to be here viene voglia di dar ragione a lei, visto che lo show ha poco o niente di oscuro e tutto, invece, di personale ed esilarante.

Da vedere: A cena, con un bel piatto di uova, patatine fritte e una birra.


22 dicembre: Pose

La comunità e la cultura gay hanno punti fermi ben precisi. Così come sarebbe impossibile parlare di San Francisco senza citare Harvey Milk e Castro, è altrettanto impossibile fare riferimento alla New York queer senza ricordare il Voguing (sì, proprio quello di cui si è appropriata Madonna nel video di Vogue). Si tratta di uno stile di danza nato nelle comunità gay e transessuali nere e latine della metropoli tra gli anni '70 e '80, dando riparo e sostegno alle frange più povere ed emarginate. Ora Pose, una nuova serie tv non ancora trasmessa in Italia, cerca di raccontarne i primi sviluppi: la novità assoluta della danza, i legami “familiari” tra chi faceva parte della scena, la tensione fra la povertà quotidiana e lo sfarzo ostentato delle Ballroom. Peccato che a dirigerla sia Ryan Murphy, perché sarebbe potuta essere davvero bella (anche se bisogna riconoscere che è la serie tv che in assoluto ha coinvolto più attori trans o non binarie nella storia della TV).

Da vedere: Per il brunch, accompagnato da un Mimosa finto chic.


23 dicembre: Nanette

Non vi mentirò: Nanette è un biglietto per una valle di lacrime. Non diretto, però. Prima vi porterà per mano in una rassicurante passeggiata attraverso le battute che vi aspettate, quindi vi guarderà rotolarvi dalle risate su argomenti che non credevate potessero nascondere ironia (la storia dell'arte! L'avreste mai detto?). Quando avrete abbassato la guardia, e solo allora, vi colpirà dritti allo stomaco. Ma ne varrà la pena perché, come recita una famosa battuta di Mean Girls, sarà un'esperienza bellissima.

Da vedere: nel primo pomeriggio, quando fuori c'è ancora luce, con una una cioccolata calda a darvi sostegno.


24 dicembre: Disobbedienza

Natale è anche tradizione, no? Pensateci guardando questa – incredibile eppure reale – storia d'amore lesbica in una comunità ebrea ortodossa di Londra. Disobbedienza lo avevamo messo nella nostra lista di film queer da vedere assolutamente nel 2018, e ora che l'abbiamo visto confermiamo che va visto. A vivere quella travagliata storia d'amore, prima al liceo e poi a distanza di vent'anni, sono la figlia del rabbino e una compagna di classe (che in età adulta sposerà suo cugino). Gli elementi di un buon lesbian drama ci sono tutti, o sbaglio? Il film, infatti, è poco più di questo. Il libro da cui è tratto, invece, è un intero universo. Leggetevelo (prima o dopo il film, poco importa).

Da vedere: A qualsiasi ora, purché sia prima dei preparativi del cenone. Se proprio non riuscite ad aspettare di sedervi a tavola, consiglio olive condite, carote e ravanelli.


25 dicembre: Queer Eye

Queer Eye è stato un programma televisivo americano di enorme successo, andato in onda dal 2003 al 2007. In ogni puntata cinque ragazzi gay (secondo lo stereotipo esperti di abbigliamento, cura personale, arredamento, lifestyle e cucina) rivoluzionavano la vita di un uomo o una donna bisognosi d'aiuto e il lieto fine era sempre assicurato. Nel 2018 lo show è tornato su Netflix con un cast completamente rinnovato e qualche altra novità, ma con la stessa adorabile spontaneità e capacità di normalizzare il punto di contatto fra comunità gay e non. È tutto molto americano, soprattutto nella seconda stagione. Ma si sa: a Natale siamo tutti più buoni e non ci vogliamo formalizzare troppo.

Da vedere: Nei tempi morti durante il giorno, con accanto un pacco di cioccolatini Kinder o un barattolo di Nutella.


26 dicembre: L'assassinio di Gianni Versace

Guardare questa serie tv è come diventare un pirata in Il segreto di Monkey Island: bisogna superare tre ostacoli per arrivare fino in fondo. Il primo è che anche qui il regista è Ryan Murphy, il secondo è Penelope Cruz nel ruolo di Donatella Versace, mentre il terzo è che cercare di seguire la linea temporale è più difficile di tenere la cintura abbottonata in questo terzo giorno di abbuffate (se la storia vi interessa, il libro aiuta). Eppure ci sono alcune scelte di regia, alcuni dialoghi e ancora di più alcuni approfondimenti che vi risarciranno per queste tre cose (e tante altre). Ah, a Donatella proprio non è piaciuto, decidete voi se questo va nella lista dei pro o in quella dei contro.

Da vedere: All'imbrunire e finché riuscirete a tenere gli occhi aperti, con una tisana calda allo zenzero a tenervi compagnia.


27 dicembre: La diseducazione di Cameron Post

Le terapie di riconversione per omosessuali sono una realtà orribile, purtroppo ancora troppo presente. Detto questo, La diseducazione di Cameron Post è un film impeccabile dal punto di vista tecnico che non riesce però a coinvolgere emotivamente, sembrando invece più interessato a voler barrare la casellina del “questo è quello che ci si aspetta dal tema”. Dall’amore adolescenziale che volta le spalle alla protagonista alla fuga finale verso chissà che futuro senza soldi né famiglia, passando per il tentato suicidio in comunità. Se avete visto (e amato) But I'm a cheerleader, questo è un film molto diverso.

Da vedere: A mattina inoltrata, sul tappeto, in pigiama, con i resti del panettone.


28 dicembre La Terra di Dio

Non chiamatelo il Brockeback Mountain del 2018, perché non lo è. È un film che racconta di un ragazzo della campagna inglese costretto a crescere di colpo, come spesso succede, per colpa degli imprevisti della vita e della sua famiglia. Un ragazzo che reagisce come avremmo reagito tutti: sbattendo le corna contro l'ingiustizia della situazione fino a perdere i sensi. Più volte. E di un qualcuno (inaspettato) che gli mostrerà che ci sono direzioni alternative in cui dirigere tanta energia, ma anche che l'ingiustizia non esclude per forza la felicità.

Da vedere: Nel tardo pomeriggio. Forse vi aspetterete tè con latte e biscotti al burro, e invece no: qui ci vuole un buon aperitivo con formaggi stagionati, crostini con battuto di pomodoro e un salamino rustico.


29 dicembre: Duck Butter

C'erano una volta i film gay sul coming out. Poi, negli anni 2000, è arrivato il format “due sconosciuti si incontrano e decidono di trascorre 48 ore assieme non-stop”. Lo abbiamo visto in Weekend, lo abbiamo visto in Room in Rome, lo abbiamo visto in Below her mouth, lo vediamo, di nuovo, in Duck butter. Quando va bene sono pellicole che riescono a trasmettere l'irrazionalità dell'attrazione, l'insaziabilità di quel primo conoscersi, il voler mettere in pausa tutto il resto. Quando va male, invece, sono poco più di un (soft) porno. In questo caso specifico non ho ancora capito cosa volesse trasmettere il film, ma una cosa mi è chiara: la privazione di sonno fa malissimo. E gli americani continuano a pensare all'Europa come una Sodoma e Gomorra sempre sull'orlo di un'orgia..

Da vedere: Nel pomeriggio, mentre pulite la casa, come sottofondo.


30 dicembre: The Bisexual

Prendete una coppia di lesbiche che stanno insieme da più di dieci anni. Vivono insieme, lavorano insieme, parlano anche di avere un figlio insieme. Ora fate scoppiare quella coppia per via dell'ansia che una delle due prova sapendo di dover escludere per sempre la possibilità di un'altra storia in nome della suddetta relazione. Infine, aggiungete la voglia di scoprire come sia diverso il sesso con un uomo, un pizzico di panico gratuito e la tendenza a pensare alle conseguenze solo dopo aver agito. Il risultato finale non potrà che essere The bisexual di Desiree Akhavan. Fra le altre cose racconta lo scontro generazionale all'interno della comunità LGBTQ e il secondo coming out (forse anche più difficile del primo) di chi si scopre bisessuale dopo aver impostato la propria vita come lesbica (o gay). È uno dei pochi telefilm recenti che riesce a dire qualcosa di nuovo, e non è così scontato.

Da vedere: In tarda mattinata, con uova sbattute, avocado (sostenibile) e caffè nero.


31 dicembre: Dancing Queen

Se conoscete Alyssa Edwards da RuPaul Drag Race, in questa docu-serie di Netflix ritroverete tutte le cose che vi hanno fatto innamorare di lei (lo schiocco con la lingua, l'adorabile narcisismo davanti allo specchio, le spaccate improvvise durante i lipsync). Se invece è la prima volta che sentite questo nome, preparatevi per un giro sulle montagne russe perché Alyssa non è solo una delle drag queen più amate di sempre, ma anche quella che ci porta a fare un giro dietro le quinte e fuori dal palco, lì dove la parrucca lascia spazio a Justin Johnson.

Da vedere: A metà pomeriggio, prima di prepararvi per la festa di capodanno, con un cocktail di frutta completo di ombrellino di carta.


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