virgil abloh a milano: tutto quello che abbiamo imparato dal suo talk

Prima lezione: "La cosa più pericolosa che ci sia è essere snob".

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dic 4 2018, 3:11pm

Venerdì scorso siamo stati all'equivalente di una celebrazione religiosa per la moda. Eravamo in Spazio Maiocchi, centro d'aggregazione che unisce settori creativi diversi, dando spazio a tutto quello che è di tendenza nel 2018 in Europa e oltre.

Quando siamo arrivati regnava un silenzio di tomba, rotto solo da qualche mormorio di saluto tra gli invitati. Abbiamo preso discretamente posto, attendendo l'arrivo del Gesù della moda, Virgil Abloh. Era lui l'ospite d'onore della serata, organizzata in occasione dell'uscita del numero autunno/inverno 18-19 di Kaleidoscope, magazine di settore che amiamo e apprezziamo da un bel po' di tempo.

Poi Virgil ha preso il microfono e la Sacra Messa del fashion ha avuto inizio. La sensazione era quella di essere davvero di fronte a un genio creativo, e queste sono le cose che più ci hanno colpito del suo intricato, bellissimo discorso.

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Non serve fare gli stronzi per arrivare ai vertici dell'industria

Dimenticate Il Diavolo Veste Prada. Quando Virgil parla, lo fa con passione e sincerità. Niente battutine sagaci o distacco istituzionale. Durante la sezione Q&A non solo ha risposto punto per punto a ogni domanda, ma si è anche interessato all'interlocutore che aveva davanti, portando avanti una conversazione vera e propria. Highlight: la madre di un suo fan che gli chiede perché Off-White e tutto ciò che Virgil fa sia così amato dagli adolescenti, e incomprensibile per la maggior parte degli over 30. Boato di applausi e risata di Virgil come contorno.

Anche essere snob non porta nessun vantaggio

"La cosa più pericolosa che ci sia è essere snob", ha dichiarato Abloh durante l'evento. Non serve a nulla essere altezzosi o algidi, meglio l'umiltà. E se a dirlo è chi grazie alla sua visione artistica è diventato il primo Direttore Creativo di colore in casa Louis Vuitton, beh, forse è meglio fidarsi. Quindi mettiamo da parte la spocchia, dimentichiamoci certe dinamiche e ricordiamoci che non sono più gli anni '80.

DJ e stilisti hanno in comune molto più di quanto si pensi

Quando gli è stato chiesto quali somiglianze esistono tra il suo lavoro come DJ e quello di stilista, Abloh ha candidamente ammesso che il processo di sviluppo creativo non cambia molto dal mondo musicale a quello della moda: in entrambi i casi, si tratta di incanalare un'idea e trasformarla in concretezza. Si tratta di unire le persone, e i trend, proprio come come una serata in un club, possono aiutare, se è questo l'obiettivo.

Anche lo streetwear può essere haute couture

Virgil Abloh da Louis Vuitton uomo significa una sola cosa: l'arrivo dello streetwear di cui lo stilista è uno dei principali promotori ed esponenti a livello globale all'interno di una maison conosciuta per il suo heritage. Il risultato è un unione di elementi eterogenei, come ci mostra Abloh stesso quando prende in mano la valigia in PVC opalescente ai suoi piedi. È l'uso di codici antichi e preziosi al servizio della cultura di oggi, che volenti o nolenti è anche streetwear.

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Tutto può essere messo in discussione, sempre

Ad accogliere il pubblico in Spazio Maiocchi campeggiavano una serie di bandiere verticali con la scritta "QUESTION EVERYTHING". Mettete tutto in discussione. In un approfondimento con Highsnobiety sul takeover di Kaleidoscope e Abloh, lo stilista ha commentato così l'opera creata per l'evento: "Lavoro molto con loghi e brand che hanno un significato particolare per le persone, ma quando lo faccio penso anche al modo in cui queste cose acquistano quel significato, e cosa si nasconde dietro una pubblicità".

Arte, moda e cultura sono sfaccettature di uno stesso mondo

"Non classifico nulla. Non uso definizioni per me stesso, né per il mio lavoro". Questa la riflessione di Abloh quando si arriva a parlare della sua innegabile poliedricità: DJ, stilista, artista e chi più ne ha più ne metta. Per Abloh si tratta di titoli tranquillamente evitabili. Tutto quello che rientra nel calderone della creatività è utilizzabile, senza restrizioni di alcun genere.

Nel 2019 una mostra a Chicago approfondirà proprio questi temi

Si chiamerà Figures of Speech e aprirà nel 2019 presso il museo MCA di Chicago. All'interno della mostra sarà possibile farsi un'idea del lavoro svolto negli ultimi 15 anni da Virgil Abloh, prima come DJ, poi come designer indipendente di Pyrex e Off-White, infine come stilista di caratura internazionale. Ovviamente sarà un percorso interdisciplinare, perché anche la coerenza ha una certa importanza.

Autografo nel 1998 = Off-White x Nike firmate da Abloh nel 2018

Finita la sezione Q&A, nel giro di dieci secondi metà della sala si è assiepata intorno ad Abloh. Ma non erano Fashion Editor o giornalisti di moda con iPhone in una mano e registratore nell'altra. A fare la fila e sgomitare erano adolescenti impazziti che volevano a tutti i costi farsi firmare il loro paio di Off-White x Nike dal loro idolo. Una volta c'erano i calciatori, oggi ci sono i top designer.

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Crediti


Testo di Amanda Margiaria
Fotografia di Rosario Rex Di Salvo