Fotografia di Rosario Rex Di Salvo

mavi phoenix vuole solo divertirsi e farvi divertire

Giovanissima, biondissima e determinatissima. Mavi ha le idee ben chiare sul suo futuro, ma vuole prendere le cose con leggerezza.

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mag 29 2018, 10:24am

Fotografia di Rosario Rex Di Salvo

Al Primavera Sound Mavi Phoenix non suonerà una, ma ben due volte. E se ti fanno fare doppietta a un festival così, significa solo una cosa: che sei brava in quello che fai, molto. All'anagrafe Marlene Nader, dopo essersi fatta conoscere nell'ambiente underground austro-tedesco (che sì, per inciso esiste eccome) questa cantante classe 1995 deve ora dimostrare quanto spacca al grande pubblico internazionale, quello che il suo nome magari non lo conosce, ma che la scorsa estate canticchiava distrattamente il suo singolo Aventura.

Austriaca ma di origini siriane, rappresenta bene ciò che funziona oggi nell'industria della musica. Canta in un bell'inglese, anche se è di madrelingua tedesca. Ha un'estetica che spacca, ma non ostenta grill di platino né gioca a fare la bomba sexy. Il suo stile ricorda per certi versi il normcore della modella Freja Beha, ma rielaborato a suon di logomania, accessori vintage e blocchi di colore. Quando fa musica non ha paura di usare l'autotune, a cui unisce poi quelle barre hip-hop semplici e sincere che caratterizzano il suo EP Young Prophet.

Qualche tempo fa è passata in redazione, così ne abbiamo approfittato per fotografarla e farle qualche domanda sul suo futuro, sul modo in cui i millennial usano i social media (riassunto: che paura) e sul perché Vienna sia il posto giusto per tornare con i piedi per terra quando il successo rischia di farti perdere il senso della realtà. La incontro e iniziamo a chiacchierare, ma una cosa è immediatamente chiara: doversi mettere alla prova non sembra affatto preoccuparla, perché è da quando aveva 11 anni che aspetta questo momento, cioè da quando ha iniziato a smanettare su un vecchio iMac, sognando un giorno di diventare una vera musicista. Sul palco come in quella cameretta, Mavi Phoenix vuole solo divertirsi. E farvi divertire.

Intanto, pochissimi giorni fa è uscito il suo nuovo singolo Yellow, di cui trovate qui il video. Consigliamo di leggere l'intervista ascoltandoselo in sottofondo.

Come ti sei avvicinata al mondo della musica?
Ero molto giovane quando ho iniziato a fissarmi con questo mondo, avevo 11 o 12 anni circa. Mio padre mi regalò un vecchio iMac su cui potevo divertirmi con Garage Band, provare a comporre le mie prime robe, così ho iniziato a smanettare e creare musica. Nello stesso periodo mi sono iscritta a un corso di chitarra e lì sono nate le mie prime vere canzoni. Non le facevo ascoltare a nessuno, erano un segreto che tenevo per me. Ma da quel momento ho capito che la musica sarebbe sempre stata una parte fondamentale della mia vita. Migliorare come artista è diventato il mio unico obiettivo.

C'è stato un momento preciso in cui hai pensato "ok, adesso so che ce la farò"?
Sai, è facile prendersi bene e lasciarsi trascinare dall'entusiasmo quando una tua canzone inizia a girare e capisci che funzionerà. Dentro di me sono sicura che ce la farò, ma non è una vera e propria convinzione. Diciamo che ci credo, ma è impossibile sapere davvero cosa succederà in futuro. Prendi ad esempio il 2017, che per me è stato un grande anno: ho fatto il mio primo vero tour, è uscito l'EP Young Prophet e poi Aventura è diventata una specie di tormentone estivo. Nonostante tutte queste conferme, ho continuato a darmi da fare e lavorare a nuova musica, non mi sono seduta sugli allori.

A chi ti ispiri nel fare musica?
Ascolto un sacco di artisti diversi, sono vorace e quando qualcuno o qualcosa mi piace davvero divento quasi ossessiva, mi ci fisso. Crescendo, però, ci sono stati alcuni punti fermi nel mio percorso musicale: i primi che mi vengono in mente sono Madonna, David Bowie, i Queens of the Stone Age, i N.E.R.D. e i Daft Punk. Sono loro che mi hanno formato, perché grazie a questi artisti ho imparato che la musica non è solo quello che passano in radio, c'è un intero universo da scoprire.

Come trovi nuovi artisti da ascoltare?
Passo molto tempo su SoundCloud e YouTube quando voglio trovare qualcosa di nicchia. Ma non ti nascondo che mi piace anche la roba più commerciale. Negli ultimi giorni ho sentito l'ultimo singolo di Ariana Grande e, lo ammetto, mi è piaciuto! Anche su Radio1 si trovano cose interessanti. C'è questo programma che ascolto spesso in cui Elton John cura una playlist con brani che piacciono a lui, veramente bello. È un mix di vecchie tracce anni '80 e cose più contemporanee, ha davvero gusto.

La tua estetica è molto definita e curata, nonostante tu abbia 22 anni. E lo stesso si può dire del tuo profilo Instagram. Come ci lavori?
Instagram è il mezzo perfetto per farsi conoscere e conoscere a tua volta cose nuove e interessanti, ma ha un difetto enorme: crea dipendenza. È esattamente come fumarsi una sigaretta: ti dà un piacere istantaneo, ma non ti fa bene e sul lungo termine i benefici sono meno di zero. Quindi cerco di non lasciarmi prendere troppo dai social media in generale, anche se posto quasi quotidianamente sul mio profilo Instagram. Anche diventare troppo conosciuti su questa piattaforma ha i suoi lati negativi, perché rischi di non essere più identificata per quello che fai, ma solo per come appari nelle tue foto. La scorsa settimana ho incontrato questo tipo che mi ha detto "ehi, ti ho già vista su IG, ma non sapevo facessi musica!" Ecco, lì mi sono presa malissimo, perché l'idea che il mio lavoro possa passare in secondo piano mi fa impazzire. Diciamo che l'obiettivo è quello di diventare così famosa da non avere più bisogno di avere un profilo su Instagram.

Questa estate girerai per l'Europa in tour, che è tanto figo quanto fisicamente stancante. Hai una routine, qualcosa che ti aiuta a tenere i piedi per terra?
Il mio problema è che non ho mai una routine, né a casa, né in tour! È stressante, molto. Eppure non riesco a trovare un equilibrio, perché le mie giornate non sono mai uguali le une alle altre. A volte sono in viaggio per interviste e promozione dell'EP, o magari per suonare in qualche capitale europea; altre volte passo le giornate chiusa in studio a creare nuova musica, oppure sono a Vienna per rilassarmi. L'unica costante che ho è la tranquillità dell'Austria: quando torno a casa so che ci sono le mie coinquiline ad aspettarmi, mi dimentico di tutto il resto e mi diverto con loro. Ci rilassiamo, chiacchieriamo e ricarico le batterie. È tutta questione di tentativi, cerco di bilanciare la vita più caotica del tour a quella lenta e semplice di Vienna.

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Crediti


Testo di Amanda Margiaria
Fotografia di Rosario Rex Di Salvo