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chi sono i giovanissimi studenti che scioperano contro il riscaldamento globale

Hanno tra i 10 e i 17 anni e hanno dato vita al movimento "Fridays for Future", perché il venerdì non vanno a scuola ma protestano contro i loro governi.

di Clementine de Pressigny
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12 febbraio 2019, 12:44pm

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Proteggere il futuro del nostro pianeta può sembrare una scelta scontata, ma molti governi non la pensano così. Anche se il riscaldamento globale è un tema complesso, comprendere quanto sia grave la situazione è molto facile: abbiamo 12 anni per limitare l’aumento della temperatura di 1.5 gradi, e non mezzo grado di più, se vogliamo evitare una catastrofe naturale.

Siamo in piena crisi ambientale e abbiamo pochissimo tempo per correre ai ripari.

Un giorno di agosto, una ragazza svedese di 15 anni di nome Greta Thunberg ha deciso di saltare scuola, piazzarsi all'esterno del Parlamento di Stoccolma e protestare contro la mancanza di provvedimenti contro il riscaldamento globale. Greta sa che la situazione è catastrofica, e non capisce perché i leader mondiali se ne freghino. Trova quasi inutile stare a scuola a studiare quando il nostro futuro è a rischio e i politici stanno seduti con le mano in mano. Così da quel giorno ogni venerdì Greta protesta. Migliaia di studenti in ogni parte del mondo hanno seguito il suo esempio, dando vita a un nuovo movimento chiamato Fridays for Future.

i-D ha parlato con otto di questi giovanissimi attivisti per saperne di più sulla loro scelta di saltare la scuola, parlare del loro futuro e dare spazio alle loro voci. Perché la loro generazione non permetterà che il resto del mondo ignori la minaccia più grande mai affrontata dall’umanità.

Per seguire questi ragazzi e gli altri manifestanti, seguite gli hashtag #FridaysForFuture, #YouthStrike4Climate, #Youth4Climate e #WhateverItTakes.

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Anna Taylor, 17 anni, Londra, Gran Bretagna

Hai dato vita a un gruppo di ambientalista, raccontaci com'è successo!
Ho fondato il UK Students Climate Network (UKSCN) con altri quattro studenti dopo aver assistito a una manifestazione di Campaign Against Climate Change a dicembre. UKSCN è un’organizzazione ambientalista creata da studenti per sensibilizzare i giovani sui cambiamenti climatici e facilitarli a prendere parte a iniziative su scala nazionale. Fondare l’UK Youth Strikes è stato solo l’inizio, lo sciopero del 15 febbraio sarà il suo esordio vero e proprio.

Greta Thunberg vi ha ispirato a scioperare?
Sì, parte tutto da lei, è diventata virale. Ho una chat di gruppo con i rappresentanti di tutti i paesi che parteciperanno, c’è un italiano, un tedesco, un belga, un americano, persino un neozelandese, un canadese... Ci coordiniamo su scala globale per avere più impatto.

Perché scioperate? Quali sono i cambiamenti che volete vedere?
Abbiamo quattro richieste. La prima è che il governo britannico dichiari lo stato di emergenza climatica e che dia priorità a una riforma per l’ambiente. Vogliamo anche una riforma nel sistema scolastico, perché è giusto che ci parlino della gravità di questa situazione climatica. La terza richiesta è abbassare l’età di voto ai 16 anni, la quarta è dare più voce allo Youth Parliament, ci devono ascoltare!

Ti senti diversa dai tuoi coetanei, essendo un’ambientalista convinta?
A scuola mi sentivo sicuramente un pesce fuor d’acqua. Poi alle manifestazioni ho incontrato un sacco di ragazzi della mia età che condividono le mie idee. Credo comunque che siamo una minoranza, soprattutto rispetto agli altri paesi. Ho un sacco di amici in Germania e mi sembra che lì siano più coinvolti e appassionati, la Gran Bretagna al momento mi pare un po’ indietro, ma se continueremo così non saremo più in pochi entro la fine dell’anno, è per questo che faccio quello che faccio.

Che significato ha Fridays for Future per te?
Il motivo per cui noi studenti di tutto il mondo lavoriamo insieme è perchè non crediamo che le persone che sono al potere ora, e le generazioni che vengo prima della nostra, abbiamo preso la questione del riscaldamento globale con serietà. Credo che noi sentiamo di più la pressione perchè siamo giovani e siamo nati in un mondo in cui questo problema si sta aggravando sempre più. Siamo già in piena crisi. Nel mondo ci sono persone che muoiono a causa della siccità o delle alluvioni, e la situazione continua ad aggravarsi. Mi sembra che nessuno ci stia ascoltando e voglio che la nostra voce non venga mai più ignorata in futuro. Questi scioperi rappresentano la voce dei giovani che vogliono farsi sentire, che vogliono agire.

Per maggiori informazioni su questi scioperi consultate il sito di UKSCN

Youth Climate Strike
Photo: Conrado Muluc

Nadia Nazar, 16 anni, Baltimora, Stati Uniti

Da dove nasce la tua passione per l’ambientalismo?
Mia mamma è una biologa marina. Andavo sempre nel suo laboratorio a guardare i pesci e sono sempre stata molto attratta dalla natura. I miei genitori sono immigrati indiani e di tanto in tanto torniamo lì—la natura in India è stupenda… Poi ho studiato il surriscaldamento climatico, ho scoperto dei disastri naturali che si abbattono sul pianeta, che ci sono molte specie in via d'estinzione. Mi preoccupa molto il fatto che la mia generazione dovrà far fronte a questo dramma. Non voglio vivere nel terrore di non poter condurre una vita normale a causa del riscaldamento globale.

Sei co-fondatrice di un movimento chiamato Zero Hour, di che si tratta?
Zero Hour è un’organizzazione di ragazzi per la giustizia climatica. Parliamo di come le conseguenze del cambiamento climatico colpiscano in modo diverso persone appartenenti a ceti sociali diversi, impattando maggiormente le fasce più povere della popolazione. Inoltre, vogliamo sensibilizzare i nostri coetanei su come i sistemi oppressivi, il razzismo, il patriarcato e il colonialismo, abbiano avuto un ruolo non da poco nell’aumento del riscaldamento globale. Il nostro pianete è ancora più diviso a causa del surriscaldamento.

Parlaci un po’ di più dell’idea di giustizia climatica…
Non ne sapevo molto quando ho creato Zero Hour con Jamie [Margolin, co-fondatrice di Zero Hour] e gli altri co-fondatori Madeline e Zanagee. Da allora ho imparato molto. Per esempio, in Bangladesh quando ci sono delle alluvioni (cosa sempre più frequente) le scuole diventano centri d’accoglienza per gli evacuati, quindi un sacco di ragazzi non possono più andare a lezione. E senza scuola come fanno ad avere una buona educazione per crescere e realizzare i propri sogni? Poi un’altra cosa che ho scoperto è che dopo le catastrofi naturali le violenze sessuali aumentano nelle aree colpite.

È incredibile vedere come i giovani si mobilitino per la giustizia climatica, ma è ingiusto se si pensa che gli adulti non fanno molto per risolvere questo problema. Non sei stressata? Non trovi tutto questo molto frustrante?
Abbiamo dei mentori straordinari. Ma a volte quando parlo gli adulti non mi ascoltano perché pensano che io sia solo una ragazzina. La discriminazione basata sull’età influisce molto su questo problema. I giovani sono stati esclusi dalla conversazione, anche se il problema del riscaldamento globale colpirà soprattutto le generazioni future. Convincere gli adulti è molto difficile, quindi cerco di parlare con più persone interessate possibili, sperando che diffonderanno a loro volta ciò che gli ho detto.

Quindi ti unirai agli scioperi delle scuole?
Sì, inizierò il 15 marzo con lo sciopero mondiale. Siamo in contatto con Greta, che ci supporta, e speriamo che potrà partecipare alle prossime manifestazioni per il clima. Siamo molto contenti di lavorare con lei, sosteniamo Fridays for Future e tutti i giovani che scioperano.

Puoi trovare più informazioni su Zero Hour qui.

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Haven Coleman, 12 anni, Denver, Stati Uniti

Cosa hai deciso di fare quando hai scoperto che il nostro pianeta è in pericolo? Parlaci un po’ del tuo attivismo...
Prima di tutto mi sono informato sulla questione, poi ho parlato di questi problemi ai funzionari eletti della mia città, e dopo ho organizzato delle manifestazioni. La maggior parte del mio attivismo oggi si focalizza sul richiamare gli altri all’azione.

Per gli scioperi scolastici invece cosa hai fatto? La tua scuola ti sostiene?
Ho partecipato agli scioperi perché ho visto cosa stava facendo Greta in Europa, e siccome ho provato in molti modi a convincere le persone in America a combattere contro i cambiamenti climatici, ho deciso di provare anche con questi scioperi. Infatti si è rivelato il metodo più efficace per sensibilizzare le persone su questo gravissimo problema. La mia scuola non è felice per le mie assenze, ho già perso molte lezioni a causa del mio attivismo e gli scioperi non aiutano. Ho imparato molto su come funziona il mondo con il mio attivismo però, più che in una classe. Non mi pento di aver perso delle lezioni.

Qual è stato la soddisfazione più grande che hai provato grazie a questo tuo attivismo?
Penso che una delle soddisfazioni più grandi sia poter discutere con altri studenti del riscaldamento globale e vedere i loro volti illuminarsi quando parliamo di soluzioni e speranza. O quando altri ragazzi mi scrivono e mi dicono che se posso fare tutte queste cose anche se sono così giovane allora possono farle anche loro. Apprezzo molto questi momenti. Mi parlano delle loro idee per salvare il pianeta. Vederli così ispirati mi aiuta ad andare avanti e non arrendermi.

Raccontaci della situazione ambientale del posto dove vivi…
Vivo sulle Rocky Mountains. Abbiamo un sacco di incendi e la qualità dell’aria è terribile in estate. Le aeree che hanno subito incendi sulle montagne si allagano spesso e ora c’è anche molta siccità. Dove vivo fanno anche molto fracking. Tutto questo stress ambientale fa molto male alla fauna selvatica delle montagne. Le alte temperature poi hanno portato a un aumento degli scarabei che si annidano nei pini di montagna, così le foreste stanno sparendo.

Sei così giovane eppure devi convincere gli adulti che questo è problema molto serio. Non trovi tutto questo molto frustrante?
É frustrante e incredibile dover andare dagli adulti e dire "hey avete fatto degli errori nel passato e ora queste sono le conseguenze" e vivere con la costante ansia di dover dover far qualcosa per avere un futuro migliore. Come tutti, a volte trovo che il riscaldamento globale sia un problema troppo grande da affrontare. Quando ho questi momenti di sconforto piango molto, ma ritrovo il coraggio nel vedere altri attivisti che lottano e non mollano, sapendo di fare quello che è giusto.

Hai qualche consiglio per le persone che vogliono diventare attiviste ambientali?
Non mi sono mai pentita del mio attivismo. Mi dà moltissime soddisfazioni. Siamo una generazione fortunata perché abbiamo l’opportunità di cambiare il sistema.

Se gli studenti non possono scioperare, come possono dare sostegno al movimento?
Si può comunque aiutare a organizzare gli scioperi. Dedicare un po’ di tempo a queste manifestazioni anche se non si può partecipare, perché significa comunque aver collaborato nel coinvolgere più persone. Sennò puoi condividere le informazioni sulle proteste sui social media.

Cosa diresti alle persone che non capiscono l’urgenza nel dover combattere il riscaldamento globale?
Non spreco il mio tempo con i negazionisti del cambiamento climatico. É più importante coinvolgere le persone che ascoltano e che sanno che dobbiamo agire. A volte le azioni valgono di più delle parole.

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Lily Platt, 10 anni, Utrecht, Olanda

Da dove nasce la tua passione per l’ambiente?
Ho sempre voluto fare qualcosa per l’ambiente. Ho iniziato nel 2015, partendo dall’inquinamento causato dalla plastica. Il nonno e io un giorno stavamo passeggiando e abbiamo contato 91 pezzi di plastica buttati per strada in una ventina di minuti. Abbiamo scattato una foto e l’abbiamo condivisa sui social per sensibilizzare gli altri al problema della plastica. Da lì è nato Lilly's Plastic Pickup [La raccolta della plastica di Lily, NdT]. Poi ho iniziato a interessarmi al surriscaldamento globale.

Quando hai deciso di scioperare per l’ambiente?
A settembre, quando ho visto un video di Greta Thunberg in cui parlava dell’accordo di Parigi. Dopo averla sentita ho pensato "ok devo fare qualcosa anche io." Da lì è iniziato tutto e il venerdì successivo ho scioperato. A volte siamo io e la mamma, a volte c’è anche il nonno, un’altra volta c’erano 25 persone, dipende dal tempo! Sono 20 settimane che partecipo a questa protesta.

Che significato ha Fridays for Future per te?
Beh, che senso ha studiare se le generazioni passate hanno buttato via il futuro dei bambini? Anche noi abbiamo diritto a essere ascoltati, però. Gli scioperi sono per il nostro futuro, per l’ambiente, per il nostro pianeta.

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Fotografia di Jamie Tehonica

Alexandria Villasenor, 13 anni, California, Stati Uniti

Da dove nasce la tua passione per l’ambientalismo?
Ero in California a trovare i miei parenti quando c’è stato l’incendio di Paradise. Ho l’asma e l’aria era così inquinata che la mia famiglia mi ha fatta tornare a New York prima del previsto. Una volta arrivata lì mi sono documentata e ho trovato il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico. Sul sito ho sentito Greta Thunberg parlare; credevo che i politici si fossero accordati per ridurre le emissioni di gas serra entro il 2030 e quando non l’hanno fatto mi sono arrabbiata molto. A dicembre ho deciso di protestare davanti alla sede delle Nazioni Unite a New York.

Sei così giovane eppure devi convincere gli adulti che questo è problema molto serio. Non trovi tutto questo molto frustrante?
Quando ho iniziato a scioperare, otto settimane, fa non conoscevo neanche il significato della parola attivista. Ho pensato solo di unirmi alla protesta con Greta perché ero molto arrabbiata. Poi ho imparato moltissime cose. Essere un’attivista è frustrante, ma anche bellissimo.

Hai qualche consiglio per le persone che voglio diventare attiviste ambientali? E se gli studenti non possono scioperare, come possono dare sostegno al movimento?
A queste persone direi che il riscaldamento globale è il nostro problema più grande. Cambierà il nostro modo di vivere e di lavorare. Molte persone sono in pericolo a causa di questi cambiamenti. Poi gli direi che l’attivismo è la cosa più importante che possiamo fare ora, molti di noi non possono ancora votare, quindi questo l’unico modo per farci sentire. Ai ragazzi che non si possono unire agli scioperi chiedo di seguirci sui social media, per far arrivare le nostre voci un po’ ovunque.

Cosa desideri per il tuo futuro? Qual è il tuo messaggio al mondo?
Il mio messaggio è che voglio continuare a vivere su questo pianeta in futuro. E il messaggio per il mondo è lo stesso che Greta usa come hashtag: #WhateverItTakes. Ciò significa che dobbiamo fare tutto il possibile per evitare un peggioramento climatico, e dobbiamo farlo ora.

Youth Strike for Climate

Vanessa Nakate, 22 anni, Kampala, Uganda

Da dove nasce la tua passione per l’ambientalismo?
Nel dicembre 2018 ho iniziato a interessarmi al riscaldamento globale. Stavo parlando con mio zio che mi ha raccontato i cambiamenti climatici del mio paese nel corso di questi ultimi 20 anni. Mi ha detto che di solito a gennaio pioveva molto, ma ora è il contrario, fa molto caldo per colpa del surriscaldamento. Lì ho capito la gravità del problema. Mi sono informata sull’ambientalismo e ho scoperto Greta. Così ho deciso di iniziare a scioperare ed esigere provvedimenti contro questo fenomeno.

Cosa stai facendo per ottenere cambiamenti concreti?
Ho iniziato il mio attivismo coinvolgendo i miei fratelli. Abbiamo fatto dei cartelloni, con le prime cose che abbiamo trovato, e il giorno dopo abbiamo protestato. Era domenica e non vedevamo l’ora che fosse venerdì, ci siamo uniti subito agli scioperi.

Gli scioperi degli studenti si stanno diffondendo molto rapidamente, perché credi abbiano un tale impatto?
Gli scioperi si stanno diffondendo rapidamente perché i giovani sanno bene quello che vogliono. Lavorano per un futuro migliore. Siamo ancora molto giovani e non avremo un futuro se non prendiamo provvedimenti contro questi cambiamenti climatici. Amiamo il nostro pianeta, ma è anche una nostra responsabilità. Mi fa piacere vedere che il movimento sta prendendo sempre più trazione, soprattutto nel mio paese, l’Uganda.

Che significato ha Fridays for Future per te?
É la nostra speranza per il futuro. Il nostro mezzo per diffondere il messaggio che vogliamo comunicare, soprattutto per portarlo ai leader mondiali. É una piattaforma per esigere un’azione contro i cambiamenti climatici. É la nostra possibilità di salvare il nostro pianeta.

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Jean Hinchliff, 15 anni, Sidney, Australia

Come ti sei unita agli scioperi? La tua scuola ti sostiene?
Ho sentito parlare di SS4C (School Strikes for Climate) poco dopo la sua nascita a ottobre. In quel periodo, l’unico evento programmato era quello di Melbourne. Così, frustrata dalla mancanza di reazione da parte degli australiani, mi sono unita subito all’iniziativa. Facevo di tutto, interviste, appendevo poster, organizzavo raduni. Ho ancora un ruolo chiave nell’organizzare il prossimo sciopero a Sydney, ma ora mi occupo anche di mantenere i contatti con gli altri paesi.

Parlaci della situazione in Australia, quali sono i cambiamenti che esigi?
Al momento la situazione riguardante il riscaldamento globale in Australia è drammatica. Siamo appena usciti dalla peggiore ondata di caldo mai registrata e siamo anche stati flagellati da numerosi incendi in tutto il paese. Però al nostro governo non importa. Al momento si stanno facendo in quattro per aprire Adani, una miniera di carbone. Il nostro obbiettivo al momento è quello di convertire l’Australia alle energie rinnovabili entro il 2030, smettere di utilizzare combustibili fossili e fermare l’apertura di Adani.

Sei così giovane eppure devi convincere gli adulti che questo è problema molto serio. Non trovi tutto questo molto frustrante?
Per me è pazzesco pensare a come i leader del mondo ignorino il problema del riscaldamento globale. A mio parere è il problema più serio che affligge il mondo, eppure viene totalmente ignorato. Non dovrei essere io a chiedere ai politici di interessarsi al mio futuro, non dovrei essere così frustrata. Però tutto questo supporto e passione che vedo nel movimento mi aiutano molto.

Credi che la tua generazione sarà quella che finalmente porterà a dei cambiamenti effettivi? Credo davvero che se la mia generazione fosse al potere, la situazione riguardante il riscaldamento globale non sarebbe così grave ora. Anche se non possiamo votare abbiamo comunque influenza sulla politica e questa è una cosa che non dobbiamo sottovalutare. La Generazione Z sta già portando dei cambiamenti positivi, dal movimento #NeverAgain a questi scioperi, e non credo che ci arrenderemo facilmente. Ma quando potremo essere al governo sarà troppo tardi per fermare la crisi climatica, quindi non possiamo stare con le mani in mano ad aspettare di essere grandi abbastanza per arrivare al potere.

Hai dei desideri per il futuro?
Non so cosa voglio esattamente per il mio futuro, ma so che continuerò a lottare per un futuro migliore. Sono sicura che i giovani potranno davvero cambiare le cose, soprattutto per quanto riguarda il riscaldamento globale.

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Holly Gillibrand, 13 anni, Fort William, Scozia

Da dove nasce la tua passione per l’ambientalismo?
É stato un processo graduale, sono sempre stata interessata all’ambiente. A casa coltiviamo il nostro giardino, piantiamo alberi, facciamo un po’ di tutto. Poi ho iniziato a voler fare le cose in grande. Sono andata nei negozi del mio paese per chiedergli di smettere di vendere cannucce di plastica. Poi mi sono unita a Extinction Rebellion e ho iniziato a scioperare. Lavoro anche con One Kind, un’organizzazione che si occupa della salvaguardia degli animali.

Quando hai iniziato a scioperare?
Ho considerato la cosa per mesi, da quando ho visto Greta. Non amo saltare la scuola. Mi piace andarci e imparare cose nuove. Quindi non è stata una decisione facile, ma ho iniziato qualche settimana fa, l’11 gennaio per l'esattezza. Sciopero con amici e con i miei genitori. Al momento, per la protesta del 15 febbraio abbiamo coinvolto altre quattro città, ma speriamo di fare di meglio. I bambini si sentono molto coinvolti.

Credi che questi scioperi possano portare al cambiamento?
Credo che siano un gesto molto forte. Soprattutto in Gran Bretagna, al momento non abbiamo tanti seguaci ma penso che la situazione presto cambierà. Il governo si troverà ad affrontare il problema dei bambini in sciopero.

Che significato ha Fridays for Future per te?
Il governo deve rendersi conto che i cambiamenti climatici sono una vera emergenza, non abbiamo tempo da perdere, dobbiamo agire.

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Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK