Fotografia Olivia Rose. Moda di Ai Kamoshita

chi sono i talenti che stanno riscrivendo le regole della moda di oggi

Sono ballerini, designer, registi e fotografi. Hanno distrutto regole, dogmi e stereotipi. Fanno a modo loro, e non c'è cosa più bella.

di i-D Staff; traduzione di Gaia Caccianiga
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28 marzo 2019, 2:38pm

Fotografia Olivia Rose. Moda di Ai Kamoshita

Questo articolo è originariamente apparso in versione cartacea sul numero 355 di i-D, The Homegrown Issue, primavera 2019

olivia rose maxine beiny
Maxine indossa top Maxine Beiny. Pantaloni Issey Miyake Pleats Please.

Maxine Beiny, designer
Maxine Beiny è una delle più divertenti giovani designer a emergere nella scena londinese di adesso. Le sue creazioni sono un misto di trasparenze, slogan stravaganti e rabbia adolescenziale – “sexy e disperato” così descrive il particolare universo fashion che ha creato. La sua collezione primavera/estate 19 è un tributo alla stanca impiegata che fa di tutto per farsi notare dal suo bel capo. La donna di Maxine Beiny è “forte, sexy e un po’ troia. E’ una donna che ha potere e controllo,” spiega Maxine. Il senso dell’umorismo è presente in tutto quello che ha realizzato con la sua linea da quando si è laureata alla Central Saint Martins nel 2014. Non che sia sempre facile essere un giovane designer. Infatti secondo Maxine, “è tutto difficile”. Effettivamente ora sta “decidendo cosa vuole per pranzo” e “cosa realizzerà per la prossima stagione” cose non facili. Ah e “E’ la stagione dell’acquario! Quindi passerò il resto della giornata a guardare meme.” Ci sembra giusto, Maxine!

Testo Felix Petty

olivia rose
Matthew indossa tutti gli abiti e borsa Matthew Needham. Tutti gli accessori Matthew Needham X Charles Jeffrey autunno / inverno 19. Calzini del modello. Scarpe Matthew Needham X Brook Sigal.

Matthew Needham, designer
Matthew Needham, laureato alla Central Saint Martins, crede che la spazzatura sarà la nostra salvezza. Il giovane designer crea incredibili capi utilizzando materiali di scarto, rifiuti, e riciclando scorte morte di abiti di lusso. Fa parte di una nuova ondata di emergenti preoccupati dall’impatto ambientale della moda e determinati a fare qualcosa a riguardo, sfidando il settore ad avere un approccio innovativo nel creare capi sostenibili pazzeschi e indossabili, che ci fanno sembrare belli mentre salviamo il pianeta. “Come giovani creativi, abbiamo la piattaforma e la libertà di fare rumore e lottare per quello in cui crediamo,” dice. Matthew ha sentito il bisogno di cambiare un po’ le cose dopo aver fatto alcuni stage in maison parigine quando andava all’università, scioccato dagli enormi sprechi degli atelier. “Lavorando a Parigi, ho visto per la prima volta la grande quantità di scarti prodotti dalla moda, e ho capito che i brand non sapevano affrontare questo problema,” ci spiega. Ma la moda e l’ambiente sono al sicuro nelle mani di Matthew e della sua generazione di creativi, e il settore sta finalmente capendo la serietà del problema e si sta decidendo a prendere provvedimenti. “Nel corso degli ultimi due o tre anni si è iniziato ad apprezzare gli artisti che si preoccupano del problema dei rifiuti. Abbiamo la piattaforma e la libertà di fare rumore e lottare per quello in cui crediamo. E’ fondamentale agire adesso.”

Testo Steve Salter

jordan robson by olivia rose
Modello di reggiseno e pantaloni. Istruttori Diadora. Il modello dei gioielli.

Jordan Robson, ballerino
Per ottenere una buona fotografia di moda non bastano un fotografo e uno stylist. Jordan Robson è un ballerino ventiquattrenne che unisce moda e movimento per dare un significato più profondo e provocatorio a quello che vediamo sulle riviste e sulle passerelle. Ha catturato l’attenzione di Tim Walker mentre ballava per la compagnia di Theo Adams, è così il giovane di Newcastle è stato arruolato per uno shooting con Emma Watson per Vanity Fair. “La danza e la moda sono entrambe forme d’espressione. Lavoro con le persone e con i loro corpi nella speranza di ricreare una storia e delle sensazioni in un modo che non è mai stato esplorato prima.” Ora è uno degli artisti più richiesti nel settore. Lavora per Vogue, Dust, L’Officiel, collabora con Charles Jeffrey, ed ha una nomination ai The Fashion Awards nella categoria ‘New Wave’. Jordan unisce due mondi per creare qualcosa di totalmente unico. Il suo consiglio per le persone che vogliono fare lo stesso? “Trova qualcosa che ti motiva, dedicati a essa e adattati.”

Testo Ryan White

olivia rose sarah small
Sarah indossa top Acne Studios. Scarpe Diadora. Gioielli del modello.

Sarah Small, casting director
Sarah Small è cresciuta a Harrow e ha studiato Fashion Communication and Promotion alla Central Saint Martins. La sua carriera ha preso una nuova svolta durante il secondo anno di università, quando ha incontrato Madde Østlie, che gestisce AAMO, un’agenzia di casting specializzata nel trovare nuovi volti con lo street casting. “Ero al verde e in cerca di lavoro, quando un amico mi ha presentato Madde. E’ un idolo. Mi ha presa sotto la sua ala e ho lavorato per AAMO durante tutto il periodo universitario.” Per avere successo nello street casting bisogna avere una certa mentalità. “Devi avere una bella corazza! La gente ti respingerà e penserà che sei un matto, oppure penserà che sei meraviglioso e ti sarà sempre grata. Io in realtà sono introversa e avevo difficoltà nell’approcciare le persone per strada, ma ora è tutto diverso. L’importante è mettere la gente a sua agio. Se ti avvicini a qualcuno con la faccia spaventata, nessuno vorrà parlarti.” Il saggio consiglio di Sarah per chi vuole lavorare nel settore? “Non intraprendere una carriera nel mondo della moda in maniera competitiva. Ho sprecato molto tempo guardando quello che facevano gli altri ed è davvero estenuante. Goditi i tuoi ritmi perchè non c’è alcuna fretta.”

Testo Clementine de Pressigny

joyce ng by olivia rose
Joyce indossa top Prada. Gioielli del modello.

Joyce Ng, fotografa
Joyce Ng è cresciuta a Hong Kong, tra infiniti centri commerciali, grattacieli claustrofobici e strade trafficate. “Ho imparato a osservare le persone a Hong Kong,” racconta Joyce, “Ho un forte spirito di osservazione, da lì prendo le energie che metto nelle mie foto.” E proprio come Hong Kong – una città di “iperstimolazione visiva” – le immagini di Joyce Ng sono ricche di surrealismo naturalista. Ha un talento naturale nel creare composizioni originali e allegre e una particolare attenzione verso umorismo e drammaticità. Ma da piccola Joyce non voleva fare la fotografa (anche adesso dice che il suo sogno sarebbe “aprire un ristorante di specialità di Hong Kong a Beirut” con i suo amici del posto). Si è trasferita a Londra a 17 anni e ha studiato alla Central Saint Martins, dove ha vissuto un “processo di eliminazione creativa”, passando dalla produzione, all’art direction al casting, fino a quando si è ritrovata dietro la macchina fotografica. Era “intimorita dalle responsabilità che hanno i fotografi” fino a quando una sua amica, Hanna Moon, l’ha incoraggiata a comprare la sua prima macchina e le ha dato una mano. Le amiche sono ora due dei personaggi più interessanti nel panorama della fotografia di moda, e hanno appena inaugurato una nuova mostra, English As A Second Language, alla Somerset House. Il titolo fa riferimento al fatto che siano due asiatiche trapiantate a Londra, e questa unione di culture diverse, quasi estranee, è ciò che fa sembrare le foto di Joyce così fresche. Ha viaggiato per Asia, Medio Oriente e Africa per scattare, ma tra le grandi esperienze che il suo lavoro le ha regalato e regalerà, la più emozionante al momento è quella di poter fare una mostra con la sua migliore amica, e con sua mamma in città, “così non devo cucinare!”

Testo Felix Petty

olivia rose anne sophie costa
Anne Sophie indossa camicia e pantaloni Chloé. Giacca JW Anderson. Orecchini Missoni.

Anne Sophie Costa, make-up artist
Anne Sophie Costa è la make-up artist dietro le vostre immagini di moda preferite. Nata in Portogallo, Anne si è trasferita a Lisbona per studiare graphic design e contemporaneamente ha iniziato a lavorare freelance. “Sono stata chiamata sul set come hair stylist. Poi la giornata ha preso una strana piega e mi sono ritrovata a truccare la modella.” Ovviamente il background in design ha dato i suoi frutti, e l’head make-up artist è rimasta molto colpita. “A fine giornata ho ricevuto la proposta di fare la sua assistente alla Fashion Week di Lisbona!” Un paio di anni dopo Anne Sophie si è trasferita a Londra. “avevo un inglese scolastico, pochi soldi, e dovevo adattarmi a una cultura completamente diversa, ma ne è valsa la pena inseguire il mio sogno,” racconta. Ora ha una lunga lista di collaboratori illustri e il mondo della moda impazzisce per lei. “Sono una persona molto sensibile e intuitiva, la maggior parte dei miei look nasce del mio intuito, cerco di capire cosa prova la modella, che vibrazioni ci sono in studio, e che tipo di personaggio dobbiamo ricreare. Guardo tra i trucchi che ho e dà li metto insieme tutto.”

Testo Ryan White

katie burnett by olivia rose
Katie indossa giacca Y/Project (uomo). T-shirt AG Jeans. Top Kepler. Scarpe Maje. Pantaloni (indossati al collo) Fumito Ganryu. Giacca (indossata sotto) Beyond Retro.

Katie Burnett, stylist
Il primo ricordo legato alla moda di Katie Burnett non è quello che ci si aspetta: un ossessione per i cowboy, quando aveva circa 6 anni. “Penso di avere indossato stivali da cowboy per un anno intero,” dice. Katie viene da un piccolo e conservatore paesino del Missouri, dove passava passava il suo tempo “disegnando, dipingendo e creando cose” - un’educazione artistica che ha plasmato il suo approccio allo styling. Il casuale incontro con delle foto di Paolo Roversi ha cambiato il suo percorso. “Ero in vacanza a Londra durante il mio primo anno di università, non avevo idea di chi fosse ma quelle foto mi hanno catturata e colpita moltissimo. Ho lasciato l’università e mi sono trasferita a Londra per studiare moda.” I lavori di Katie hanno una sensibilità quasi scultorea, ha la capacità di trasformare la moda in qualcosa di astratto, bellissimo e potente. “Mi sono sempre fatta ispirare dalle forme, delle figure astratte, dal movimento. Cerco di creare un’estetica unica e senza tempo, senza che sia troppo seria, un po’ giocosa. Mi ritengo fortunata di poter prendere prendere parte al processo creativo e portare in vita un’immagine tutti i giorni, non possono lamentarmi di niente.”

Testo Felix Petty

sam rock by olivia rose
Sam indossa giacca Kiko Kostadinov. T-shirt Tod’s.

Sam Rock, fotografo
Sam Rock è appena tornato da un lavoro in Messico. Sembra che il fotografo sia sempre in giro, ma il suo passaporto ricco di timbri è il premio che ha ottenuto essendo uno dei giovani talenti della moda più richiesti. La bravura di Sam con la macchina è palese, ha occhio per le composizioni teatrali e usa il colore in modo particolarissimo. La sua particolarità nasce da diverse influenze, come Why I Never Became A Dancer di Tracey Emin e “Dove l'acqua con altra acqua si confonde” di Raymond Carver. “Mi piace quando un’opera non mi interessa subito...ma poi c’è qualcosa, un titolo, una figura, una didascalia, che dà senso a tutto, e il lavoro intero diventa significativa e potente.” C’è della nostalgia nella fotografia di Sam, ma il soggetto delle immagini è fortemente legato al presente - di recente, per i-D, ha viaggiato per la Gran Bretegna per documentare il clima che si respira alla vigilia della Brexit. Le sue foto sono apparse ovunque, da M Le Monde a 1 Granary, e ha fatto lavori commerciali per clienti di vario tipo, da Adidas a Erdem. Non è male per uno che ha deciso di fare il fotografo dopo “aver quasi accettato di lavorare in una fabbrica di bottiglie di plastica a Selby” and realised he needed to do something else with his life.

Testo Felix Petty

rhea dillon
Rhea indossa top Hermès. GonnaByblos. Stivali Maison Margiela. Orecchini Missoni.

Rhea Dillon, fotografa e regista
La londinese Rhea Dillon emana calma. Sia come persona che attraverso le sue personali opere come fotografa, regista e visual artist. Descrive la sua estetica come “spirituale, sovversiva e subconscia,” e attraverso l’onestà, usa la sua arte per parlare dell’esperienza dei neri e di politica, con la speranza di poter cambiare qualcosa. Le sue fonti di ispirazione sono l’artista concettuale Adrian Piper, il Black Audio Film Collective e sua nonna Joyce (“la persona più determinata di sempre”), l’ex studentessa della Saint Martins fatica a spiegare cosa l’attira ai suoi soggetti. “Certe persone hanno un’energia che ti coinvolge,” dice. “Sono una grande fan dell’istinto.” Il suo ultimo film, Process, è un bellissimo studio sui capelli naturali, mentre Black Angel, del 2018 – una collaborazione con il brand agender di LA No Sesso – era una riflessione sui vincoli, le libertà e l’identità delle persone di colore in un’America sempre più di repubblicana. “Ho incontrato alcune delle migliori persone che conosco girando quel film,” racconta. “No Sesso family or die.”

Testo Frankie Dunn

olivia rose jordan hemmingway
Jordan indossa top e accessori del modello. Jeans AG Jeans.

Jordan Hemingway, fotografo
L’ego annoia Jordan Hemingway. Secondo il fotografo di moda, l’industria si concentra troppo sui grandi nomi, invece che sulla bellezza delle opere che realizzano. “Non abbiamo bisogno di altre persone che cercano di impadronirsi del mondo,” dice. “Abbiamo bisogno di lavorare di più insieme.” L’attitudine di Jordan è una novità, come il suo approccio alla fotografia di moda. Le sue immagini sfidano i tradizionali stereotipi di bellezza, celebrando l’abbigliamento fetish, i B-movie anni ‘70, lo spazio e il glam rock. I lavori di Jordan incuriosiscono, come è giusto che sia quando si parla di questa arte. “Siamo così bombardati da stimoli visivi che faccio fatica a concentrarmi,” spiega. “Ci chiedono di realizzare cose brevi, in modo che il video o le immagini dicano già tutto al primo sguardo. Considerando tutto quello che vediamo ogni giorno, la cura e il bisogno di qualità stanno diminuendo in questa cultura disinteressata. Sembra che si facciano cose tanto per farle, non per la qualità o i contenuti. E’ una noia.” Cosa bisogna fare in questa noiosa cultura fotografica? Il contrario ovviamente, ed è quello che Jordan sa fare.

Testo Roisin Lanigan

Zachary chick by olivia rose
Zachary indossa giacca Raf Simons. Camicia Martine Rose. Dolcevita dle modello.

Zachary Chick, fotografo
Il pensieroso fotografo texano Zachary Chick vive a New York. Questi due posti gli hanno insegnato, dice, “una perenne dissonanza cognitiva. Affilano il mio senso di realtà quando si scontrano. Sono davvero due luoghi opposti, a cui tengo allo stesso tempo.” E’ attirato dai soggetti che diffondono un messaggio di integrazione e inclusione, non importa con che forma d’arte, e gli sceglie giovani, divertenti e liberi. Come fa Zachary a distinguersi in un settore così saturo? “Sto solo cercando di trovare un senso a tutto,” dice. “Credo che se è pazienti e coscienziosi in quello che si fa, allora si può davvero creare qualcosa che valga la pena ricordare in questo mare di scroll.” E pare che l’abbia appena fatto. “Il mio ultimo progetto mi ha abbastanza cambiato la vita,” spiega. “Ha avuto un tale impatto sul mio stile e sulla mia filosofia artistica. Non dovrei dire troppo, a parte il fatto che tratta di confini. I muri non possono tenere fuori le idee.”

Testo Frankie Dunn

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Crediti


Fotografia Olivia Rose
Styling Ai Kamoshita

Capelli Adam Garland using Bumble and bumble. Make-up Emma Regan using Surratt Beauty. Assistente alla fotografia Zelie Lockhart and Jay Kammy. Assistente Stylist Hannah Hetherington and Ayaka Matsuda. Produzione Rachel Macbeth.

Questo articolo è originalmente apparso su i-D UK.