10 cose che dovreste sapere su ginevra e sul suo primo, malinconico EP

Se non avete ancora ascoltato "Ruins", è il momento di farlo.

di Amanda Margiaria; foto di Rosario Rex Di Salvo
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19 aprile 2019, 12:42pm

Abbiamo incontrato GINEVRA a Milano in uno dei primi pomeriggi di primavera di questo 2019. C'era una luce calda e vibrante, che ben rispecchia il carattere di questa giovanissima cantante.

Oggi ve la presentiamo, proprio prima del suo debutto nella scena musicale milanese. Stasera infatti GINEVRA suonerà al Circolo Ohibò, ed è ovvio che vi consigliamo andare a sentirla dal vivo.

La sua è una musica intima e introspettiva, che tocca le corde dell'emotività in chi la ascolta. All'inizio non capivamo come fosse possibile arrivare in maniera così diretta al pubblico, poi abbiamo conosciuto Ginevra e tutto si è fatto più chiaro: non c'è differenza tra la ragazza che vedete sul palco o sentite su Spotify, perché quello che comunica nelle sue canzoni è esattamente quello che vive nella sua quotidianità.

Qui trovate dieci cose che dovreste sapere su di lei prima di schiacciare play su RUINS, il suo primo EP.

1. Non è solo una cantante...

"All'inizio non cantavo, ma ballavo. Facevo danza classica, contemporanea e hip-hop, che è poi il genere che più ho amato in assoluto. Ho iniziato da piccolissima, a quattro anni, e ho continuato finché, come spesso accade, a 18 anni circa non è arrivato un infortunio. La musica ha sempre avuto un ruolo importante nella mia vita insomma, ma è stato in quel momento di pausa forzata che ho deciso di darmi una possibilità come musicista, e non più come ballerina."

2. ...E non scrive solo in inglese

"All'inizio scrivevo canzoni solo in inglese, i The XX e James Blake mi avevano folgorato durante gli anni del liceo, così mi sono buttata a capofitto in questa lingua. I miei ascolti sono sempre stati internazionali, e quindi anche il mood che più mi fa sentire a mio agio è quello inglese, anche perché non esiste una vera corrispondente italiana al genere "indie pop", se così vogliamo definirlo. C'è stato un periodo durante gli anni universitari in cui ho sperimentato anche con la scrittura in italiano, ma per RUINS ho deciso di far uscire cinque tracce in inglese, riservandomi per il futuro il diritto di cambiare lingua."

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3. RUINS è nato da fragilità, delusioni e altre cose non particolarmente felici...

"Un paio d'anni fa ho passato un periodo piuttosto delicato. Ero fragile a causa della fine di una relazione importante, intanto avevo iniziato l'università e mi ero dovuta rimettere in gioco in ambienti diversi da quello musicale. Finita l'Accademia di Musica speravo che la mia creatività avrebbe subito un incremento sensibile, invece è stato un anno piuttosto piatto. Di lì ho sentito il bisogno di ricominciare dalle cose che mi piacevano davvero, e lì è nato RUINS."

4. ...Ed è stato un punto di svolta per GINEVRA

"Oltre ad aver segnato il mio ritorno ufficiale all'inglese, RUINS ha un significato unico per me perché ci ho lavorato a 360 gradi. È cambiato il processo creativo: al posto che sedermi al piano e buttare giù delle musiche, per RUINS ho contribuito in prima persona anche alla produzione, insieme a Francesco Fugazza. Prima mi limitavo a dare delle reference, e alla fine il risultato non era mai quello che volevo io. In questo modo, invece, posso continuare a lavorare finché non ottengo esattamente ciò che ho in testa."

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5. Eppure in RUINS non c'è solo tristezza, anzi...

"Il fatto che RUINS sia nato da un momento della mia vita che potremmo definire negativo non significa comunque che dentro ci sia solo quello. Al contrario, in questo EP c'è sì un velo di malinconia e tristezza, ma anche tanta determinazione e voglia di crescere. Ho cercato di raccontare quel meccanismo assurdo per cui un attimo stai malissimo, e quello dopo capisci che hai la forza di rialzarti, che puoi benissimo farcela. Spero che tutto questo arrivi a chi lo ascolta, non voglio che siano brani per prendersi male e basta."

6. ...È dalle "RUINS" che nascono le fenici

"Quelle rovine a cui il nome dell'EP fa riferimento non sono legate a quel che rimane di una storia d'amore quando finisce, ma rappresentano invece la vecchia me su cui ho costruito la persona che sono oggi. Mi sono resa conto che, improvvisamente, tutte quelle cose che in me non si erano mai risolte finalmente avevano trovato una loro collocazione. Ecco, vedo così le rovine: qualcosa da usare come fondamento per il futuro, non da dimenticare o cancellare."

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7. Anche se poi la spinta finale è arrivata da un'esperienza in Gran Bretagna

"Da settembre 2018 a febbraio 2019 ho vissuto in un paesino vicino a Nottingham, persa nelle campagne inglesi. È stato difficile da gestire, perché ero completamente da sola, ma allo stesso tempo anche bellissimo, perché mi ha permesso di dedicarmi completamente alla musica. Ho imparato a convivere con la solitudine e, non so bene come, sono entrata in contatto con un sacco di musicisti. Ho suonato, ho cantato, mi sono aperta a nuovi mondi. Nei live, infatti, ci saranno alcuni brani che non appartengono né a Ruins, né al periodo precedente; sono quelli che ho scritto in questi mesi di introspezione forzata, quindi direi che è stata una bella svolta anche questa."

8. Scrivere canzoni è un po' come andare dallo psicologo per lei

"Scrivo di getto, butto giù le mie emozioni e lo faccio ovunque, sempre. Anche in questi giorni di caos totale cerco di ritagliarmi dei momenti in cui dare priorità alla scrittura, perché davvero cerco di non pensarci troppo. Anche poi a livello di risultati, noto che più lavoro su una determinata strofa e meno quella strofa alla fine mi piace. Lo stesso vale per le melodie: arriva tutto di botto, e io non devo fare altro che lasciarmi andare al flusso, seguirlo e affidarmici. È un modo per rielaborare quello che mi succede, insomma."

9. Nel suo futuro ci sarà sempre la musica...

"Tra dieci anni mi vedo sicuramente immersa fino al collo nella musica, anche se non so con precisione qual è il progetto che voglio seguire. Per ora sta andando alla grande così, i feedback sono ottimi e continuerò su questa strada, ma mi piace pensare che davanti a me ci siano comunque infinite possibilità tra cui scegliere. Chissà, magari sarò ancora a Milano, magari a Londra. Voglio lasciarmi libera."

10. ... Ma intanto ha un'ottima estate davanti, e vuole passarla con voi

"Passerò la primavera e l'estate suonando in giro per l'Italia, ma anche con qualche tappa in Gran Bretagna. Iniziamo il 19 aprile al Circolo Ohibò di Milano, poi il 26 maggio sarò al MIAMI e dopo ancora a Manchester, Liverpool e all'Handmade Festival. Per rimanere aggiornati su cosa farà (e per ascoltarla suonare la chitarra nelle sue storie), vi consigliamo di fare un giro sul suo Instagram.

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Crediti



Testo di Amanda Margiaria
Fotografia di Rosario Rex di Salvo
Moda di Giorgia Imbrenda
MUA Serena Palma