l'immagine rubata: la nuova mostra della fondazione prada

"I bravi artisti copiano, ma i grandi artisti rubano" (Picasso).

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mar 17 2016, 3:35pm

John Baldessari, “L’image volée” at Fondazione Prada © John Baldessari, 2016

"I bravi artisti copiano, ma i grandi artisti rubano", diceva Picasso. La Fondazione Prada con la sua nuova esposizione collettiva, L'image volée, è pronta a dimostrare che anche il "furto" è un'arte. 

Unendo opere recenti, creazioni inedite e capolavori storici, Thomas Demand, l'artista e curatore della mostra, ha deciso di indagare in maniera approfondita questa tematica. Superando i 90 lavori esposti, infatti, "L'immagine rubata" si pone come una vera e propria esplorazione sul concetto di proprietà e paternità di un'idea.

La prima sezione tratta del "Furto vero e proprio" e la cornice vuota del "Ritratto del Dottor Gachet" di Vincent Van Gogh ben lo  rappresenta. Nel 1933, il pittore olandese fu inserito nell'elenco degli "artisti degenerati" secondo Hitler. Il quadro citato fu così confiscato dai nazisti ma è dal 1996, ovvero dalla morte del suo ultimo proprietario, che non si ha più traccia del dipinto. Cancellazione, trafugamento, manomissione: questa sezione di mostra diventa una vera e propria scena del crimine. Da Marchel Duchamp a Francis Picabia col suo "Tableau Dada par Marcel Duchamp", la seconda sezione indaga invece la logica dell'appropriazione e il concetto di contraffazione. Anche il ritaglio, la manipolazione e la mutazione infatti posso essere forme di citazione e non di sterile copia. 

Dopo la "Frode iconografica", la terza e ultima parte si concentra sull'immagine e sul rapporto limite tra pubblico e privato. L'atto fotografico di per sé implica una sorta di sopraffazione. Nel livello interrato della galleria Nord, utilizzato per la prima volta come spazio espositivo, quest'ultima sezione sovversiva di "L'image volée" si apre con la rappresentativa e significativa installazione video di John Baldessari "Blue Line (Holbein)". Una telecamera nascosta riprende in diretta il pubblico presente mettendo così provocatoriamente in discussione il ruolo stesso dello spettatore. 

Nessuna idea nasce dal niente ma si forma a partire da un groviglio di pensieri collettivi, segue fili rossi, riflessioni forse mai veramente inedite fino a che non esplode e diventa, nuovamente, di pubblico dominio. L'"idea" infatti per sua natura ed etimologia deve essere vista. In una cultura come la nostra storicamente basata sul concetto di emulazione e imitazione; in una realtà come la nostra in cui tutto viene condiviso e visto in tempo reale nella pubblica piazza virtuale e in cui siamo costantemente osservati e osservatori delle vite e dei lavori degli altri, è venuto il momento di fermarsi a riflettere e la nuova esposizione della Fondazione Prada rappresenta un ottimo punto di partenza.

fondazioneprada.org

Crediti


Testo Eloisa Reverie Vezzosi
Foto Delfino Sisto Legnani Studio. Courtesy Fondazione Prada