ecco i buoni propositi per l'anno nuovo dell'industria della moda

Lo sappiamo, "anno nuovo, vita nuova", giusto? Ma cosa significa questo per l'industria della moda? Ci sono questioni irrisolte che non trovano risposta da tempo, come le critiche alla natura stagionale delle sfilate, la velocità con cui escono le...

di i-D Staff
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09 febbraio 2016, 3:05pm

"Dobbiamo protrarre questa tendenza a dare a nuovi e giovani artisti l'opportunità di far vedere il loro lavoro. Penso che le agenzie creative e i clienti si stiano assumendo rischi emozionanti. Si tratta di un momento interessante per essere coinvolti nel settore come parte di una nuova generazione." Lynsey Alexander, make-up artist.

"Non penso ci servano così tanti vestiti. Smettetela di produrne sempre così tanti! Limitiamo gli sprechi e incentiviamo la qualità." Anna Laub, Prism.

"I commercianti si devono assumere più rischi per aiutare i giovani designer e penso che per l'intera industria sia necessario incoraggiare la longevità del prodotto, invece che creare una sorta di moda usa e getta." James Long

"Vorrei ci si aiutasse di più. Così tanti designer si trovano a fare i conti con le fabbriche, gli studi da affittare e le agenzie di modelle. Penso sia necessario che tornino tutti con i piedi per terra. Le persone devono capire che si tratta di un lavoro duro. È un talento far sembrare semplice ciò di cui ci occupiamo. Per favore, ricordatevene prima di dire qualcosa di sconsiderato tipo 'posso farlo anch'io.'" Katie Eary

"Dobbiamo tenere in considerazione la velocità, il ritmo della moda! Sarebbe giusto sistemare il calendario, in modo da smettere di far uscire capi primaverili a gennaio." David Neville e Marcus Wainwright, Rag & Bone

"Sicuramente l'aspetto più difficile è la quantità e la velocità con cui dobbiamo produrre e far uscire le collezioni. Non c'è tempo per respirare, solo ritmi serratissimi. Il cambiamento che vorrei vedere consiste sostanzialmente in un ritorno alle due collezioni all'anno per la stampa e i consumatori, invece che quattro. Voglio che torni la gioia, la frenesia dell'attesa. Ora tutto ciò che abbiamo è una soddisfazione immediata che ben presto lascia spazio alla noia. Siamo sempre avidi di qualcosa di nuovo, nuovo, nuovo. A volte le cose migliori accadono a chi sa aspettare." Clare Waight Keller, Chloé

"Bisogna apportare cambiamenti al calendario. Soprattutto grazie ai social media ci troviamo di fronte a un divario immenso tra ciò che pubblicizziamo e ciò che poi, effettivamente, vendiamo. Dobbiamo dare alle persone ciò che vogliono quando lo mostriamo. Abbiamo già fatto dei piccoli progressi, ma ci deve essere un cambiamento sistemico per chiudere davvero con il passato. Sarebbe fantastico vedere una generazione più giovane porsi ai vertici dell'industria. Se si tratta di riflettere il mondo nel quale viviamo, allora l'industria dovrebbe esser messa nelle mani delle persone che sono state plasmate da esso." Barbara Casasola

"La moda dovrebbe guardare di più al cliente. Le sfilate e le presentazioni dovrebbero essere pensate per il cliente che compra i capi, non per gli editor che li chiedono in prestito. Gli showroom dovrebbero essere un ambiente chiuso dove si presentano le nuove collezioni. Questo permetterebbe di avere il tempo necessario per raccogliere i feedback degli editor e i compratori. Poi si tratterebbe di svelare la collezione a un pubblico più rappresentativo della clientela in tempo reale, mentre i prodotti vengono distribuiti nei negozi. Il cambiamento è qui." Henry Holland

"Penso che troppa importanza sia data alla crescita inarrestabile, la crescita in sé. Non voglio sempre realizzare qualcosa che sia commercialmente attuabile solo per far crescere il mio business. Ci troviamo in un costante equilibrio tra il comunicare il tuo punto di vista e realizzare qualcosa che la gente sia pronta ad accogliere. Penso che la pressione di crescere a livello economico ponga i designer di fronte ad aspettative impossibili da sostenere." Sophia Webster

"Mi piacerebbe che la gente smettesse di rivendere le creazioni di altri come proprie. Ricreare una maglietta di Balenciaga in qualche squallido tessuto di Soho è ben lontano dal concetto di identità del designer. Inoltre, promuovere la mancanza di scrupoli invece del talento sembra essere un comportamento all'ordine del giorno. Si tratta di una cosa alquanto sgradevole e ci fa sembrare tutti dei grandi idioti." Christopher Shannon

"Il volto della moda sta cambiando rapidamente e nessuno davvero capisce cosa stia accadendo. Ci troviamo in uno di quei momenti dove sembra tutto possa accadere. Nessuno è salvo. Mi piacerebbe che i negozi rivendessero i prodotti a un costo più basso rispetto ad ora. Sarebbe sinonimo di un accordo più onesto tra il designer, il negozio e il cliente." Nasir Mazhar

"La nuova generazione non ha tempo per respirare. Dovrebbero distogliere lo sguardo da quegli schermi per una volta. Vedono il mondo attraverso i loro computer, ma non sanno… Il fast fashion ha rovinato tutto. Le persone sprecano gli abiti. Comprano e comprano, a volte senza nemmeno indossare. Alla fine tutto finisce in un cassonetto, contribuendo all'inquinamento globale. Ci sono persino alcuni capi che vengono realizzati con prodotti tossici. C'è già così tanto spreco inutile al mondo. Dovremmo davvero pensare a come migliorare l'industria in questi termini. Non sono un ambientalista, ma a volte sento davvero intensamente quanto Madre Terra si stia ribellando a tutto ciò. Dobbiamo darci tutti una calmata." Yohji Yamamoto

"I piccoli designer dovrebbero poter contare su maggiori opportunità di far vedere le loro collezioni su piattaforme diverse, come siti, magazine, e pubblicità. Avere la possibilità di rivolgersi a dei tutor per quanto riguarda business, marketing e merchandising sarebbe davvero utile per permettere ai piccoli imprenditori di crescere." J.JS.ee

"Vorrei vedere più gente di talento ai piani alti!!" Lulu Kennedy MBE, fondatrice di Fashion East

"Ora come ora ci sono già così tante istituzioni fantastiche che forniscono supporto agli artisti e designer emergenti. Sarebbe fantastico se questo continuasse, si evolvesse e si traducesse in ancora maggiori opportunità per chi ne davvero ha bisogno." Hannah Weiland, Shrimps

"Stare al passo con la velocità in cui tutto si muove al giorno d'oggi è una vera sfida. Improvvisamente, senza nemmeno rendertene conto, ti trovi a gestire un'impresa e dover fare i conti con moltissime responsabilità. Spero che realtà volte a supportare i nuovi talenti, come NEWGEN e il CFE, non cessino di esistere. Sono anche dell'opinione che qualcuno dovrebbe creare un database che comprenda industrie e fornitori di fiducia che lavorino in modo etico e sostenibile. Si tratterebbe di informazioni che dovrebbero essere rese accessibili a tutti." Molly Goddard

"Ci terrei che si tenesse più conto del cliente quando si sfila sulle passerelle e nelle campagne pubblicitarie. Ci sono un sacco di case di moda dalle vedute ristrette che, per qualche strana ragione, riescono ad avere successo con dubbio gusto e che hanno un punto di vista che a me, sinceramente, sembra essere obsoleto e piuttosto sterile." Liam Hodges

"Vorrei che i designer indipendenti non fossero più costretti a misurarsi con le grandi case di moda dalle infinite risorse per far conoscere il loro marchio e crescere." Astrid Andersen

"Mi piacerebbe che il mondo della moda riacquistasse quell'alone di mistero che ormai ha perso." Phillip Lim

"I nuovi designer necessitano di più sostegno economico. Più sostegno dai colleghi del settore e professionisti, più libertà per essere il più selvaggi, liberi e creativi possibile. Ciò implicherebbe anche tempi più flessibili. Creatività illimitata!" Mary Benson

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Foto Jason Lloyd Evans