björk, dea della natura e voce dell'islanda

Abbiamo incontrato l'icona della musica all'Iceland Airwaves festival e abbiamo scoperto qualche dettaglio sul suo prossimo album e perché la sua bellissima terra ha bisogno del nostro aiuto.

di i-D Staff
|
16 novembre 2015, 2:58pm

Photography Timothée Lambrecq

L'eterna leggenda della musica Björk Guðmundsdóttir, comparsa cinque volte sulla cover di i-D, ha dedicato la sua vita a documentare la natura, i moti celesti e le emozioni umane attraverso la sua mistica poesia pagana e l'estasi della sua musica sperimentale. Senza che nessuno sia mai riuscito a trattenerla, ha sempre lottato da sola per riuscire ad evolversi, dapprima collaborando con David Attenborough in Biophilia, un'esplorazione audio-visiva dell'universo, poi sviluppando un app che esplora l'incontro tra la musica, l'ambiente e la tecnologia che è stata inserita nel programma di studio di molte scuole. Il nostro amore per Björk è profondo e lei continua testarda nella propria impresa, con la stessa forza dei fiumi che scorrono tra i fiordi. Di recente però i suoi sforzi si sono triplicati, e ora necessita dell'aiuto di tutti noi.

All'Iceland Airwaves di Reykjavik la nostra Madre Natura mascherata ha diretto una conferenza stampa in una stanza con circa venti giornalisti. Senza tanti giri di parole ci ha avvertito degli imminenti piani del governo islandese di costruire una linea elettrica che attraversa tutta l'isola, completata da 50 dighe e centrali elettriche che verranno usate per uno scambio di energia con il Regno Unito. Il poeta e ambientalista Andri Snær Magnason l'ha aiutata a spiegare che, anche se l'energia che si sfrutta è definita come sostenibile, tutto ciò porterà sicuramente ad un costo ecologico irreparabile. È inoltre negli interessi degli islandesi votare contro lo sviluppo del progetto. Il piano di Björk è quello di aumentare la consapevolezza sulla gravità della situazione, portare la questione in tribunale e infine aprire un parco nazionale tra gli altipiani islandesi per proteggere l'area naturale incontaminata più vasta d'Europa.

Alla conferenza i-D ha preso un caffè con Björk per discutere con lei del suo prossimo album, della band di suo figlio e, cosa più importante, del perché dobbiamo aiutarla a salvare la sua patria. Per quelli che se lo chiedono si, è davvero eterea come ve la immaginate; mezza nascosta dietro a una bellissima maschera ricamata, realizzata dal fedele collaboratore James Merry, incanta con il suono della sua voce e appare per sempre senza età. È tempo di prendersi le proprie responsabilità! Prendete nota, accettate il buon consiglio di Björk e cambiate le cose una volta per. È tutto nelle vostre mani.

Quale consiglio daresti alle persone che, non vivendo in Islanda, non possono votare ma vogliono aiutare in qualche modo?
Credo che innanzitutto sia importante seguirci su Facebook. In questo modo possiamo mandare messaggi a queste persone con le informazioni su come aiutarci e i moduli che potranno firmare in futuro per mettere pressione al nostro governo. Ho mandato una mail a Jonsi dei Sigur Rós la notte scorsa e lui mi ha detto, 'qualsiasi cosa tu faccia noi la riposteremo su Facebook.' Proveremo a creare una rete che sia locale e internazionale e poi, in base a quanto riscontro avremo, potremo decidere quale sarà il passo successivo. Un'idea era quella di fare un qualche tipo di maglietta e di venderla, perché abbiamo bisogno di fondi per assumere avvocati e cose del genere. Si può parlare sui media all'infinito, ma non vi sarà alcun cambiamento visibile se non intervengono la burocrazia e gli avvocati.

Quindi stai radunando uno gruppo di musicisti che per primi prendano una posizione?
Sì. Stiamo parlando dell'area incontaminata più grande d'Europa e credo si debbano sentire responsabili non solo per gli islandesi ma tutte le persone che vivono in tutta la regione europea. L'Islanda ospita milioni di turisti ogni anno e, stando alle statistiche, l'80% di loro viene qui per stare a contatto con la natura, mentre metà di loro per provare quella sensazione spirituale dello stare in un posto così incontaminato. E se il progetto verrà approvato sarà costruita una linea elettrica che attraverserà tutta l'isola e questo aspetto sacro andrà perso. Ora il dibattito è aperto. Tutti i migliori scienziati islandesi lavorano per il governo. Ora stanno analizzando le Highlands islandesi e hanno tempo fino a febbraio per raggruppare dei dati su queste 54 aree. Praticamente il governo ha detto loro: 'Vogliamo arginarle tutte, quindi diteci quali sono le aree migliori'. La maggior parte dei geologi, biologi e altre figure professionali islandesi stanno cercando di capire anche solo come misurare un'area così vasta. Alla fine hanno presentato un metodo di cui ho ascoltato la presentazione in un incontro durato quattro ore; si tratta di una sorta di quiz a risposta multipla con qualcosa come 100 domande. Ci sono oche? Ci sono turisti? E così via.

Oddio, e il destino dell'Islanda è nelle mani di questi questionari...
Sì, e anche se si arrivasse a dire che non c'è alcuna differenza su quale area sarebbe meglio sfruttare, sarebbe la stessa identica cosa. Questo perché, anche se si sfruttasse solo una delle Highlands islandesi per avere energia, tutta la sacralità andrebbe perduta. La natura non sarebbe più incontaminata.

Sembra che il governo stia arruolando queste grandi menti e le stia facendo lavorare per qualcosa di malvagio...
Beh sì, sono nella posizione molto pericolosa di dover misurare statisticamente se i posti possono essere sfruttati o no. Negli ultimi 100 anni i due terzi della natura islandese è stata sfruttata per costruire - quei due terzi praticamente non esistono più. Quindi non stiamo dicendo che siamo contrari alle dighe o all'energia geotermale perché parliamo di energia verde e sono cose davvero splendide. Nelle case islandesi, quando apri il rubinetto esce praticamente acqua geotermale, è un bene pubblico ed è davvero economica. Ma questo basta e avanza. Fermiamoci qui, perché abbiamo già sfruttato tanto la natura. Per noi è più che abbastanza. E la cosa interessante, se guardiamo le cose da un aspetto economico - che è sempre un po' pericoloso - è che per l'anno prossimo si stima che l'industria del turismo porterà all'Islanda più soldi che la pesca, superando i guadagni delle grandi industrie messe insieme, perciò è ridicolo che i politici vogliano sfruttare ancora più energia e rovinare le Highlands. Sostanzialmente si stanno sparando alle gambe, perché non si tratta solo di una cosa preziosa a livello spirituale ed emozionale, ma anche di una risorsa economica. È ciò che porta più soldi all'Islanda oggi. Gli stranieri che vengono nel nostro Paese vogliono sentire questa atmosfera sacra che alleggia qui.

Qual è la cosa più coraggiosa che la gente possa oggi?
Credo siano coraggiose le persone che parteciperanno alla conferenza sul riscaldamento globale che si terrà a Parigi, ma penso che tutti abbiano bisogno di far sentire la propria voce su questo argomento. È una questione di vita o di morte. Allo stesso tempo è un qualcosa che può donare positività e di cui ho parlato precedentemente qui in Islanda negli ultimi 15 anni. C'è l'energia verde e c'è l'energia solare. L'Islanda nella sua sfortuna è stata fortunata perché per 600 anni è stata una colonia e non si è industrializzata come altri paesi, per cui sembra doppiamente assurdo farlo ora. Dovremmo invece impegnarci per passare ad essere una nazione più tecnologica, così possiamo portare avanti l'industrializzazione. Dare vita ad ogni genere di compagnia ecosostenibile sarebbe l'opzione migliore per l'Islanda, piuttosto che investire nell'industria pesante. La causa principale di tutto questo sono i bigotti che hanno potere in Islanda - scusa se li chiamo così, ma promuovono un'idea che è vecchia di mille anni. Nessun altro in Europa costruisce ancora dighe perché non è più sostenibile. Non è il futuro.

Significa fare un passo indietro.
Esattamente.

Indossi un braccialetto dell'Iceland Airwaves. Hai già visto qualche concerto al festival?
No, negli ultimi anni ho ascoltato ogni singola band prima del festival, scoprendo nuova musica, ma questa volta sono stata molto impegnata a preparare questa conferenza e a registrare il mio nuovo album. Ma sì, ho il braccialetto, e credo che Future Brown suonerà stasera, giusto?

Sì, sei una fan del grime?
Oh sì!

JME e Skepta suoneranno sul palco di i-D, quindi ci incontreremo lì. Suona anche tuo figlio, giusto?
Sì, suona al festival da un paio d'anni. La sua band fa una sorta di indie...roba molto emotiva, espressiva. Sono di parte ma è davvero bella la sua musica. 

Avete mai suonato assieme?
Qualche volta a Natale e così così, ma mai sul serio.

Dovrebbe collaborare al tuo album!
Sì...vedremo.

Che consigli dai ai tuoi figli? O c'è qualche consiglio che certi chi seguire tu stessa? 
Dipende dalla settimana. La prima parte dell'anno sono stata impegnatissima mentre ora voglio concentrarmi su alcune cose e farle bene, quindi per il momento sto cercando di allontanarmi dai riflettore ed essere me stessa. Mi entusiasmo sempre per mille cose; il mio appetito a volte è troppo grande e prima di rendermene conto mi ritrovo a dover fare dieci cose tutte assieme, e a quel punto diventano doveri piuttosto che qualcosa da fare per pure piacere. Perciò ora sto lavorando a questo. Cerco di svegliarmi al mattino ed improvvisare, e pianificare forse solo metà della giornata...o forse nemmeno quella, sai? Sto anche scrivendo il mio nuovo album, per cui è importante in questo momento isolarsi e lasciarsi guidare dai propri impulsi. Credo sia questo il consiglio che sto dando a me stessa e agli altri: non siate troppo duri con voi stessi. A volte pretendiamo troppo da noi stessi. Ma non devo nemmeno dimenticare che se mi metto in queste situazioni è perché ho fame di vita, e l'entusiasmo non è una brutta cosa, ma è importante focalizzarsi su alcune cose e farle bene, ricavarsi del tempo libero, in modo che quello che facciamo sia anche divertente e non diventi un peso. Credo sia un problema che hanno molti. Non esiste solo un modo per affrontare la cosa, ogni giorno o ogni settimana devi trovare un nuovo modo per riassestarti perché metà dei tuoi piani vengono sconvolti dalle influenze esterne, che si tratti delle persone che ami, di amici o della tua famiglia, di collaboratori o estranei. Devi aprirti a più possibilità.

Hai detto che stai lavorando al tuo album...dove lavori? Hai uno studio tuo? 
Di solito scrivo i pezzi a casa mia, e poi ho una casetta dove mi ritiro in montagna. La mia casa qui è sull'oceano ed è bello vivere in città ma allo stesso tempo avere la spiaggia nelle vicinanze, ma se voglio scappare per un po' vado in montagna. Ma come ho detto prima mi piace improvvisare, per cui a volte mi sveglio e penso di dover affittare una casa dall'altra parte dell'isola. Mi piace sorprendermi e mantenermi attiva. E poi a volte ricevo degli ospiti, persone con cui collaboro, ed è sempre divertente quando vengono qui per restare. 

L'album si ispira a qualcosa in particolare?
Credo sia troppo presto per dirlo. Ogni album è l'opposto del precedente perché altrimenti mi annoio...dopo tutti i concerti del tour diventa ripetitivo. Per ora ho pubblicato un album in acustico e uno sui live, quindi il prossimo sarà tutt'altro. Tuttavia i tuoi lavori sono concatenati, che tu lo voglia o no. Probabilmente c'è un filo conduttore di cui non sono nemmeno a conoscenza, e quando avrò 90 anni mi guarderò indietro e capirò che tutti i miei dischi sono connessi tra di loro.

Crediti


Foto Lorenzo Agius. [The Love Life Issue, no. 154, Luglio 1996]

Tagged:
Interviste
islanda
natura