riscoperti gli scatti della scena skate hollywoodiana anni '70

Facciamo un viaggio nel mondo degli skater, fatto di pantaloni corti, capelli lunghi e piscine vuote.

di Alice Newell-Hanson
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25 agosto 2015, 8:41am

Il fotografo Hugh Holland si trovava nel posto giusto al momento giusto, a quanto dice. LA, 1975, per essere precisi. "Skateare veniva fatto in molti luoghi, ma da nessuna parte come in California," afferma al telefono da LA, dove vive da 74 anni. "Per me, sembra che questo fosse il centro di tutto." Le foto di Hugh dei giovani dai lunghi capelli, biondi e magri che scendono le colline di Hollywood e salgono i suoi boulevard documentano le vere origini della cultura dello skate.

Durante tre anni, Holland scattò miliardi di foto della scena e della sua evoluzione da passatempo dopo la scuola a sport professionale, alle competizioni, al modo di fare e ai caschi. Sviluppate sotto la luce californiana, le immagini restarono per anni nei suoi scatoloni. Ma all'inizio di questo mese vennero esposte alla Blender Gallery di Sydney (Hugh: "Molti di questi surfisti australiani assomigliano ai giovani delle mie fotografie!"). E Hugh è ancora a caccia.

Come hai cominciato a fotografare skater? 
Ero qui nella parte più a sud della California, vivevo a Hollywood. Non ero particolarmente interessato allo skateboarding ma notai che c'era molta azione e mi piaceva il modo in cui questi giovani apparivano sui loro skate. Avevo circa 32 anni e avevo un business. Ho usato tutti i soldi per pellicole e sui modi di lavorarle fino a quando ho scoperto gli skateboarder. Prima di allora, scattavo soprattutto in bianco e nero. 

Perché sei passato al colore?
Semplicemente mi sembrava migliore per questi scatti. E avevo un nuovo laboratorio fotografico che ospitava pellicole invendute e impachettatte - perché questo era Hollywood. Aveva un'aria accogliente tipica dei vecchi film, cosa che ha dato vita al mio stile. 

Ricordi il tuo primo scatto? 
Stavo cominciando a prendere appunti sui vari skateboarder che vedevo in giro e poi un giorno li ho visti fare skate in un canale di drenaggio mentre stavo guidando attraverso il Gran Canyon. Ho notato queste piccole teste sulla superficie della strada perché il canale si era abbassato di livello. Mi sono fermato lungo la strada più vicina, sono tornato indietro a piedi e ho iniziato a fotografare. 

Mi hanno subito accolto perché ero l'unico attorno con una macchina fotografica. Aveva queste nuove ruote dall'Europa che davano loro trazione verticale, così tutti avevano qualcosa di nuovo che volevano mostrare. Cominciarono dal canale fino alle colline. (Difficilmente piove nella California del Nord). Non c'è voluto molto a scoprire una piscina vuota. E poiché avevo una macchina, cosa che molti non possedevano, ero dentro. 

Cosa delle tue fotografie affascina oggi le persone? 
Ho notato che il pubblico è più interessato alle persone della moda. Come Dov Charney [il fondatore di American Apparel], che trovò una mia foto appesa a un muro durante una festa e la usò per i suoi negozi. Disse che amava gli anni Settanta. Ed era vero. Indossava colli alti e aveva le basette. E una cosa di cui non andavo pazzo erano i calzini che tutti indossavano. Dov disse, "Mi prendi in giro, io li amo. Noi ne andiamo matti. Domani ne parlerò a un venditore." Era il 2005 o quasi. Ora ho 74 anni e non mi dispiacciono più quei calzini, infatti piacciono molto anche a me adesso.

Qualcuno degli skater da te immortalati è diventato un professionista? 
Alcuni del primo gruppo con cui ero solito stare lo divennero velocemente, prima ancora che smettessi. Dopo tre anni, molti di loro vennero scelti da compagnie come Quiksilver o ci furono industrie di abbigliamento che volevano ingaggiarli. 

Una delle mie immagini preferite si intitola "Down on the Corner". Si tratta di un ragazzino che fa skate sulla strada vicino alla spiaggia. Era molto, molto bravo - aveva stile. Qualche anno fa, qualcuno aveva lo sguardo fisso rivolto verso di me e mi disse,"Sai chi è? È Danny Kwok." È diventato una famosissimo surfista, e oggi è il presidente della Quiksilver.

Perché hai smesso nel 1978?
Ho perso l'interesse. Le cose hanno iniziato a cambiare. È cominciato con skatepark e gare - all'improvviso tutti gli skater indossavano le maglie con loghi di compagnie. E ginocchiere e gomitiere ed elmetti. Non ero attratto da questo, non era il tempo di calzini e scarpe. 

Che età aveva la maggior parte dei ragazzi?
Erano adolescenti, dai 13 ai 19. Lavoravo durante la settimana quindi uscivo nei pomeriggi del weekend. Un altro motivo per ci amo le mie fotografie è che hanno un abbigliamento da spiaggia - perché ero occupato e non ero libero di scattare presto durante il giorno. C'era anche più smog a LA, che dava alle foto una patina giallognola, aranciata. Era proprio un bel momento.

hughholland.com

Crediti


Testo Alice Newell-Hanson
Foto Hugh Holland, su cortese concessione della M+B Gallery, Los Angeles