le 35 cover più iconiche di tutti i tempi

Dal momento che i-D celebra il suo 35esimo compleanno con 18 cover di Alasdair McLellan – e visto che Caitlyn Jenner ha fatto impazzire il web con la sua cover in arrivo su Vanity Fair – abbiamo deciso di dare un occhio alle cover che in passato hanno...

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03 giugno 2015, 1:54pm

Caitlyn, Vanity Fair. Luglio 2015.

I giornali hanno dato la prova di riuscire ancora a stupire la gente e farla discutere. L'ultimo numero di Vanity Fair, con Bruce Jenner che invita tutti a chiamarlo "Caitlyn", ne è un chiaro esempio. Ha fatto impazzire il web ancora più della figliastra Kim con la cover di Paper.

Angela Lansbury, The GentlewomanAutunno/Inverno 2012.

Angela Lansbury è uscita nelle edicole su questa cover rosa cipria di The Gentlewoman, fotografata da Terry Richardson. Il magazine ha sempre proposto una concezione alternativa dei magazine per le donne, ma questo numero ha fatto capire che fossero interessati a rappresentare donne di ogni età in un modo che poche testate hanno il coraggio di fare.

Alexander McQueen, The FaceAprile 1998.

Questa cover estremamente dark di The Face si è dimostrata un'inquietante premonizione. Anche se è un triste rimando, ha comunque catturato accuratamente la fascinazione per il gotico e il macabro dello stilista. 

Kim Kardashian, W MagazineNovembre 2010.

W Magazine è stato il primo a capire il potenziale di Kim, e ad analizzarlo. È stata sulla loro copertina dell'Art Issue del 2010, fresca, con il viso paffuto, con dei titoli brillanti di Barbara Kruger.

Are You Mom Enough? Time magazineMaggio 2012.

La cover ha fatto molto scalpore quando è uscita negli USA. L'argomento in questione era "Attachment Parenting", e l'immagine di una madre mentre allatta il figlio oltre l'età normalmente accettabile (3 anni) ha davvero stupito la gente.

Britney Spears, Rolling StoneMarzo 1999.

Questa è stata una delle prime cover di Britney dopo l'uscita di …Baby One More Time, ed è stata criticata per essere troppo sexy per una ragazzina di 17 anni. Britney è stesa in intimo mentre stringe un Teletubbie e parlando al telefono (con il filo!), su delle lenzuola rosa posando per David LaChapelle. "Inside The Heart, Mind & Bedroom of a Teen Dream" dice il titolo.

The Passion of Muhammad Ali, EsquireAprile 1968.

Questa cover del 1968 arrivò quando ad Ali sono stati tolti i titoli per aver rifiutato di combattere per le forze armate degli Stati Uniti nella guerra in Vietnam. Il direttore artistico, George Lois, ha deciso di ritrarlo come un moderno, sportivo San Sebastiano, uno dei martiri più pregati dai cattolici.

Tupac Shakur, VibeAprile 1995.

Il titolo fa capire come Tupac temesse per la sua vita prima di essere ucciso a Las Vegas nel 1996. Vibe ha denunciato pesantemente gli screzi tra East e West Coast e tra lui e Biggie, e alcuni ritengono abbiano aizzato le fiamme della rivalità fatale dell'hip hop. 

TLC, VibeNovembre 1994.

Questa immagine è un riferimento cattivello a Lisa Left Eye Lopes che da fuoco alla casa del partner Andre Rison. "Burning up the charts, burning down the house" urla il titolo, con il trio vestito con uniformi da pompieri. Chiaramente non è andata giù al fidanzato e alla famiglia.

Kate Moss, The FaceLuglio 1990.

Il ritratto di una giovane Kate Moss fatto da Corinne Day mentre la modella saltella in spiaggia con una corona di piume è gioia sfrenata. È stato un primo esempio della proficua collaborazione tra le due.

Helmut Lang, Fantastic Man. Autunno/Inverno 2006.

Un Helmut Lang senza maglietta che abbraccia una gallina fu un colpo di genio di Fantastic Man. Bruce Weber ha fotografato Lang fuori dall'ambiente della moda, nella sua fattoria a nord dello stato di New York, dove si era spostato per dedicarsi al suo lavoro. Trasuda l'umorismo non convenzionale per cui il giornale è conosciuto, ed è stata la sua intervista più importante dopo essersi ritirato dal mondo della moda.

Andy Warhol, EsquireMaggio, 1969.

Un'altra cover del leggendario George Lois. Il numero che proclama "the final decline and total collapse of the American avant-garde" mostra Andy Wharol che affoga in una lattina della passata Campbell, che ha reso iconica con la sua pop art. Fu uno dei primi casi di copia-incolla e fotoritocco.

Jared Leto, Candy. Estate 2013.

L'estate prima di vincere un Oscar per il suo ruolo di transessuale in Dallas Buyer's Club, faceva la drag sulla cover di Candy, il giornale "dallo stile trasversale" di Luis Venegas. "There's no people like show people" scritto al posto delle sopracciglia, è un chiaro riferimento al fatto che l'essere attori a Hollywood - come testimonia RuPaul - è un modo di essere drag.

Kanye West, Rolling StoneFebbraio 2006.

Prima di battezzarsi Gesù, Kanye si faceva ritrarre come Cristo - con l'aiuto di David LaChapelle - con la sua corona di spine e il titolo "The Passion of Kanye West." Ci sono volute 13 ore per scattarla ed è stata ampiamente additata come blasfema. 

Kim Kardashian, Paper MagazineInverno 2014.

Kim ha fatto impazzire il web con il suo scatto con il sedere scoperto e il corpo lucido d'olio immortalato da Jean-Paul Goude, il quale ha rielaborato la sua opera di Champagne Incident di inizio anni '80 per la regina dei social media.

Beth Ditto, Love MagazinePrimavera/Estate 2009.

Il primo numero di Love, il magazine che Condé Nast ha creato specificatamente per una donna (l'editor Katie Grand) ha visto Beth Ditto tutta nuda per Mert & Marcus. È stata Grand a dichiarare di voler fare la differenza, anche se il Guardian ha accuratamente osservato che "non è una dimostrazione di un nuovo consenso da parte della moda, ma una svolta prima di ritornare alla smunta normalità."

Prince Fielder, ESPN2014.

Il numero Body Issue annuale di ESPN causa sempre un gran trambusto. Chi non vuole vedere i corpi definiti di atleti sovraumani? Ma il numero del 2014 ha visto molte facce contrariate tra i lettori quando hanno messo Prince Fielder in copertina e lui ha commentato: "Solo perché sei grosso non significa che non puoi essere un atleta. E solo perché ti alleni, non significa che avrai dei super addominali. Mi alleno solo per assicurarmi di fare il mio lavoro al massimo delle mie capacità. A parte questo, non cercherò di essere un modello del fitness."

LeBron James & Gisele, VogueAprile 2008.

La cover all'inizio fu un trionfo, perché il giocatore di basketball LeBron era il primo uomo afroamericano su una cover di Vogue negli USA. Poi però alcuni hanno visto il suo atteggiamento aggressivo, il suo viso e il modo in cui stringe Gisele come un riferimento rozzo e razzista a King Kong.

Janet Jackson, Rolling StoneSettembre 1993.

Il seno di Janet è coperto dalle mani dell'ex marito René Elizondo Jr mentre il titolo la proclama "the joy of sex." Lo scatto di Patrick Demarchelier predice il "nipplegate" al Super Bowl con Justin Timberlake nel 2004.

Rihanna, Lui2014.

Il look sudato da spiaggia di Rihanna sulla cover di Lui è un rimando all'attrattiva sessuale degli anni '70. Mario Sorrenti ha scattato la cantante con le treccine, un cappellino a secchiello, e i capezzoli visibili a tutti (adatto a un magazine francese, dato che prendere il sole in topless è sempre stata la norma lì).

Demi Moore, Vanity FairAgosto 1991.

Una Demi Moore incinta (c'è uno "Scout" non ancora nato lì dentro) ha adornato la cover di Vanity Fair. Il modo in cui si copre il seno con le mani e in cui sostiene il pancione sono fatti per una bellissima composizione e un pizzico di semplicità. Il famoso direttore artistico George Lois l'ha definita "una istantanea demolizione della cultura".

Naomi Sims, LIFEOttobre 1969.

La modella Naomi Sims è stata la bellezza disadorna scelta per la cover del numero intitolato "Black Models Take Center Stage." L'acconciatura elaborata si attorciglia in modo strano attorno al suo collo e, tristemente, più di 45 anni dopo, le modelle nere non hanno ancora ottenuto l'uguaglianza, per non parlare del centro della scena.

Boys will be boys? Girls will be girls! i-D. Maggio/giugno 1984.

La cover star Sophie Hicks (conosciuta ora da molti come la mamma di Edie Campbell) sfoggia il suo celebre stile mascolino, con una croce di nastro adesivo che le copre l'occhio, un rimando alle manifestazioni del Pride lesbico (anche se solitamente le croci sono sui capezzoli). 

The Happy Issue, i-D. Dicembre 1987/Gennaio 1988

Get Up! Get Happy! Incoraggia i-D con una faccina da rave che fa l'occhiolino. Era un'epoca in cui l'ecstasy stava prendendo piede nel Regno Unito, quindi si tratta di una beffa da club kid addetto ai lavori del "magazine trendy di moda".

The Body Issue, i-D. Giugno 1988

"Acid, casualties and body banter" era il tema centrale di questo numero estivo dell'88. Il dibattito sulla droga era un aspetto centrale per il mercato emergente della cultura giovanile. Ah, e la bhangra house andava a manetta. 

The High Spirits Issue, i-D. Marzo 1990.

La cover sfuocata era un segno della piena fiducia di i-D nel suo design. Quale altro magazine poteva uscirsene con un'immagine di copertina non messa a fuoco? Ma l'energia e gli "high spirits" significano che ha funzionato.

The Paradise Issue, i-D. Agosto 1990.

La concezione di supermodella come la conosciamo oggi era appena nata, e chi meglio dell'impeccabile Christie Turlington poteva stare di fianco alla scritta "Super Nature", con quegli orecchini a cerchio?

The Screen Issue, i-D. Gennaio 1993.

La superstar della Sega, Sonic the Hedgehog, è stato il primo personaggio d'animazione su una cover. È riuscito a fare l'occhiolino, e il team ha portato in auge il tema della "cultura dei videogame". Sembra che il grunge stesse anche per affacciarsi sulle passerelle.

The Boys & Girls Issue, i-D. Settembre 1993.

Le Spice Girls e il loro movimento "girl power" arrivarono un anno dopo rispetto al suo annuncio sulla cover di i-D con Naomi. E chi meglio della fiera Signora Campbell poteva essere la prima faccia per questa frase?

The Network Issue, i-D. Marzo 1994.

Amber Valletta fu il viso femminile della serie costituita prettamente da volti maschili della Network Issue: "funk, punk, junk, spunk" erano i titolo shock. E ci hanno anche detto "Never mind the new punk b*ll*cks."

VogueFebbraio 1977.

Terry Jones di i-D e Grace Coddington di Vogue lavorarono a questa cover gelatinosa con il fotografo Willie Christie. Fronteggiare la première mondiale del gloss con questa immagine è stata una cosa audace da fare, e lo sarebbe ancora oggi.

L'Officiel Hommes Paris, Will Ferrell.

Con la direzione creativa di André Saraiva, L'Officiel Hommes Paris è stato audace, divertente e come sempre ha saputo attirare l'attenzione. Come una fantastica cover con il rocker francese Johnny Hallyday steso su una cabriolet blu, c'è questa cover "Will Power" che vede il comico Will Ferrell vestito Prada, che mostra il suo pugno.

Vogue. Gennaio 1974.

La cover scattate da David Bailey con Manolo Blahnik e Anjelica Huston trasuda glamour. La scena con lo champagne al tramonto è stata una cover rara e trasgressiva al tempo di Beatrix Miller e Terry Jones a Vogue.

National Geographic. Giugno 1985.

La "bambina afghana", ovvero Sharbat Gula, è stata fotografata da Steve McCurry, che scattava ritratti di rifugiati afghani in Pakistan dopo l'occupazione sovietica. I suoi occhi verdi pungenti si intonavano allo sfondo e gli indumenti sotto il suo scialle stracciato color ruggine.

OUT MagazineMaggio 2007.

L'idea di questa cover fu rischiosa ma fruttuosa per OUT, il magazine americano gay leader. Hanno preso l'idea del cosiddetto "armadio di vetro", dove le celebrità fanno "coming-out-ma-non-davvero-coming-out", nascondendosi dietro a un dito. Dei modelli tengono in mano le maschere dell'attrice Jodie Foster e del presentatore Anderson Cooper, sostenendo siano gay, solo non l'hanno ammesso pubblicamente. Ha probabilmente scosso la coscienza di entrambi, dato che tutti e due hanno fatto coming out.

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