Jason Whipple, 2006. Photography Miguel Villalobos.

forever butt: abbiamo parlato del rivoluzionario magazine gay con il suo fondatore gert jonkers

FOREVER BUTT è la nuova raccolta che riunisce i materiali di archivio con le interviste più recenti, storie, illustrazioni e fotografie dal provocatorio magazine BUTT. Soggetti famosi, noti e meno conosciuti ma ugualmente affascinati, appaiono tutti...

di James Anderson
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26 novembre 2014, 5:10pm

Jason Whipple, 2006. Photography Miguel Villalobos.

Perché tu e Jop avete lanciato BUTT Magazine nel 2001?
Volevamo fare qualcosa per il mondo gay contemporaneo. Un giornale fatto da e per gli uomini gay. Un terreno d'incontro, parlando metaforicamente. Volevamo che il magazine fosse come quando incontri un tipo fantastico sul treno o al bar, con il quale poi hai un'interessantissima conversazione. Miracolosamente, penso che BUTT sia diventato davvero un punto d'incontro. I nostri fan si incontrano grazie al magazine, ma anche online su Buttheads. Oppure si riconoscono perché indossano una t-shirt di BUTT e iniziano a parlare...e tutti sappiamo cosa può succedere dopo!

È un nome fantastico per un magazine. Chi ha avuto l'idea di chiamarlo BUTT?
Sono uscito per un drink con Jop e il primo nome di cui abbiamo discusso era BUTTSLUTS. Poi abbiamo ordinato un altro giro di birre e a un certo punto è diventato BUTT.

Il primo libro di BUTT del 2006 è diventato praticamente un classico. C'è qualcosa che cambieresti con il senno di poi?
No, penso che il libro sia bellissimo. Lo adoro e ne sono molto orgoglioso. Abbiamo scattato una serie di 'amici e familiari del magazine', come i collaboratori fissi e i nostri fidanzati. Ci sei anche tu dentro - una bellissima foto di Alasdair McLellan, forse la prima foto di Alasdair che abbiamo pubblicato - ti ricordi? E chiaramente, se scatti 25 persone c'è sempre qualcuno a cui non piace la propria foto. Ma no, non cambierei molto.

Karl, 2011. Foto Wolfgang Tillmans.

DI tutte le persone, le interviste e le foto su BUTT sin dall'inizio, chi o cosa ha causato la più intensa reazione o sensazione?
Mi ricordo di un'intervista a Dirty Danny, un omosessuale che non si era lavato per tipo 15 anni. È piuttosto interessante da leggere, come un'intervista a un tipo che lava i cessi e che ama davvero il suo lavoro. Queste storie possono essere definite 'scioccanti', ma penso siano invece molto interessanti se prese come uno sguardo sulla psiche umana.

Nei primi anni sulle pagine di BUTT c'erano spesso barbe e bear pelosi, molto prima che diventassero mainstream e popolari. L'essere pelosi è la vera anima di BUTT?
Sì, penso che siamo stati la piattaforma per la rivelazione dei peli. Verremo sempre ricordati come il magazine dei bear pelosi, delle barbe, dei peli e delle pance. Anche se abbiamo fatto comunque tante altre cose. Ma chiaramente abbiamo iniziato come il magazine che andava contro il prendersi cura di sé, mentre in giro eravamo pieni di magazine gay che sembravano delle pubblicità di Sephora o di tutti quei prodotti per la cura del corpo. Non che sembrassero proprio delle pubblicità, ma spesso pubblicavano contenuti che sponsorizzavano i prodotti per la cura del corpo o costumi da bagno che rialzavano il pene. Tutte quelle le cose di cui noi non avevamo voglia o che ci annoiavano.

Due famosi sostenitori e investor di BUTT sono stati Hedi Slimane, quando era da Dior Homme, e Tom Ford. Designer e icone di stile notoriamente timidi, come Antony Price e Peter Berlin, hanno accettato di essere intervistati. Perché credi che tutti si sentano a casa con BUTT?
Il fascino naturale non è la cosa più elegante di tutte? Penso che ogni designer ultimamente pensi, e direbbe, che un bel ragazzo normale e non consapevole del proprio fascino sia la cosa più elegante alla quale possano pensare. Credo sia questo che le persone apprezzino di BUTT. Parla della realtà.

Jason Whipple, 2006. Photography Miguel Villalobos.

Chi è l'intervistato di BUTT che ti ha più eccitato e che hai personalmente esplorato? A parole intendo...
Sicuramente Gore Vidal. Una leggenda che ti intimidisce così tanto e così eccitante da incontrare. Voglio dire, è come intervistare Barack Obama o Ronald Reagan. Da dove cominci la conversazione?! Un altro è Dave Butt, il fotografo che non solo ha un nome bellissimo - pura coincidenza - ma che apprezzavo da molto tempo. Mi ha parlato in modo onesto e allusivo. Mi ha mostrato una serie di due ragazzi che aveva scattato e che mi eccita ancora quando ci ripenso. Dovrei chiedergli di fare un libro con quella serie, con stampa a richiesta. È una buona idea. Consiglio a tutti di dare un'occhiata al suo lavoro. È piuttosto speciale e molto, ehm...pratico e reale. Il suo nome online è Suntown Photography o qualcosa del genere.

Di chi è secondo te il miglior sedere apparso su BUTT?
Ho controllato e quello di Greek Pete non è visibile nel libro o nel magazine, ma è davvero bello. Dio, è così adorabile. Anche il mio sedere era nel libro precedente scattato da Terry Richardson e spero che sia ancora così bello da vedere. Corey Corey ha un gran sedere, è a pagina 115 del libro. Quello di Lucas Nascimento, a pagina 25, è piuttosto perfetto e ha un look fantastico: lingerie, baffi, capelli lunghi e seducenti.

Hai lanciato Fantastic Man e poiThe Gentlewoman sulla scia del successo di BUTT e tutti e tre i titoli hanno dimostrato di essere influenti in diversi modi. Qual è la chiave per il successo dell'impero editoriale tuo e di Jop?
Penso il lavorare duramente, l'essere estremamente critici e il non arrendersi facilmente. Abbiamo un bel design e l'aiuto e il supporto di ottimi collaboratori e fotografi. Penso inoltre che tutti i magazine che creiamo abbiano alla base una buona idea, non c'è nulla di casuale.

Quale consiglio daresti a dei giovani che ora stanno pensando di lanciare un nuovo magazine?
Avere uno scopo. Eliminare tutte le idee che potrebbero stare bene su un altro magazine. 

Qual è il risultato dal lancio di BUTT che ti rende più orgoglioso? 
Da dove inizio? Sono orgoglioso del fatto che oggi sia una piattaforma. Che abbia dato a così tante persone la possibilità di dare uno sguardo sulla normalità e sull'eccentricità, oltre a renderle sicure di ciò che sono. Perché i soggetti che vedete su BUTT sono loro stessi e non hanno bisogno di essere nessun'altro.  Poi sono orgoglioso di tutte le persone che si sono incontrate attraverso BUTT. Attraverso il sito, un party, perché indossavano la stessa t-shirt di BUTT o perché hanno avuto un colpo di fulmine. E poi magari hanno fatto anche del sesso fantastico.

FOREVER BUTT è pubblicato da Taschen

buttmagazine.com

Crediti


Testo James Anderson

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