come raf simons ha contribuito a creare il guardaroba di tilda swinton in a bigger splash

La costumista Giulia Persanti parla dell'impeccabile collaborazione con Dior nello scegliere i costumi perfetti per il nuovo thriller mediterraneo di Luca Guadagnino.

di Larry Easley
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11 maggio 2016, 11:49am

tilda swinton in 'a bigger splash'

Sesso, suspense e mar Mediterraneo: questo è il mondo di A Bigger Splash, il thriller erotico del regista italiano Luca Guadagnino. Ispirato al film del 1969, Le Piscine, A Bigger Splash s'incentra su Marianne Lane (Tilda Swinton), una rock star disturbata che si sta riprendendo da un'operazione chirurgica alle corde vocali e il suo fidanzato fotografo Paul (Matthias Schoenaerts) in vacanza sull'isola italiana baciata dal sole Pantelleria. Il pacifico viaggio di coppia viene inaspettatamente interrotto dall'arrivo dell'ex fidanzato di Marianne, Harry (Ralph Fiennes) e la sua figlia civettuola Penelope (Dakota Johnson). La trama dinamica e il cast stellare guidano il film, ma sono i suoi costumi impeccabili che spiccano assieme alla star.

È Giulia Piersanti la mente dietro i seducenti look del film. Piersanti ha lasciato la Parsons a soli 19 anni per iniziare a lavorarenell'industria della moda, e dopo essersi fatta le ossa da Lanivin, Missoni e Fendi, ora lavora come consulente per Dior Homme e Balenciaga. La moda è nella sua natura, ma quando il suo grande amico Luca Guadagnino le ha chiesto di collaborare con Raf Simons e Dior per i costumi di A Bigger Splash, si è ritrovata ad immergersi in un mondo a lei meno familiare: il mondo del cinema. i-D l'ha incontrata per parlare dell'esperienza dietro le quinte.

Lavori da tempo nella moda, in che misura questo ti ha influenzato in questa esperienza?
Ovviamente collaborare con il team dell'atelier Dior è stato più facile per me rispetto ad un atelier in cui si realizzano costumi di scena. Si tratta di due cose completamente diverse. È un'esperienza fantastica poter lavorare con una casa di moda come Dior e poter essere tanto precisi su cosa volevamo. Abbiamo ideato i costumi insieme a Raf e al suo team, ed è qui che la mia esperienza nella moda si è rivelata molto utile. Abbiamo anche lavorato con Charvet per la realizzazione delle camice indossate da Ralph Fiennes. Per poter scegliere i vari tessuti siamo dovuti andare da Charvet a Parigi, un posto magico.

I look di Marianne, ideati assieme a Raf Simons, sono uno degli aspetti migliori del film. Cosa ha fatto sì che l'estetica di Dior fosse la più adatta per il film? 
Nella collaborazione con Dior abbiamo ritenuto importante mantenere intatta l'estetica del brand. Abbiamo tentato di riproporre quello stile resort proveniente da un'altra epoca. Abbiamo sentito la necessità di cambiare i tessuti per donare ai capi un tocco più mediterraneo; righe sottili e linee. Raf ha uno stile moderno e i tessuti sono stupendi, ma allo stesso tempo volevamo un'estetica più naturale.

Parlando di Marianne, in una scena Penelope la descrive come "piuttosto addomesticata per essere una rock star", i suoi look non sembrano quelli tipici di una rock star. Che ragionamento c'è dietro questa decisione?
Volevamo specificatamente che Marianne Lane, il personaggio di Tilda, fosse più elegante rispetto agli altri personaggi. Era importante che il suo guardaroba fosse un po' sopra le righe. Alla fine è stato importante anche per la recitazione e la raffigurazione del suo personaggio che lei non si curasse di questo e che fosse semplice. Lei è una star e non si nasconde. Anche quando va in piazza è vestita benissimo, come lo sarebbe una star dei vecchi film. Aveva bisogno di mantenere un tocco glamour. La parte più difficile era farla sembrare reale e non costruita. Credo che abbiamo fatto un buon lavoro mantenendo un equilibrio tra glamour e semplicità.

La sessualità gioca un ruolo importante nel film. Come l'avete indirizzato tramite i costumi?
Sessualità? È tutto merito di Luca. Non posso dire che abbiamo provato a creare dei costumi sexy, quell'aspetto è venuto fuori recitando. A parte per l'intimo e le maglie vedo-non-vedo di Penelope, nulla voleva essere provocatorio. Con Dakota abbiamo lavorato per fare in modo che fosse soddisfatta dei suoi costumi e che avessero senso per una ragazza di quell'età.

I due personaggi maschili -- Paul e Harry -- hanno personalità opposte. Come avete provato a renderle attraverso i costumi?
Il personaggio di Matthias non dimostra nulla attraverso i costumi. In un certo senso me lo sono immaginata un po' come Avedon, come un fotografo o un regista che da più importanza agli aspetti tecnici, è come se indossasse un'uniforme, senza dare importanza a cosa scegliere dall'armadio. Sta tutto nella praticità. Con Ralph Fiennes fu l'opposto. Lui è un produttore musicale e più selvaggio, i suoi vestiti non dovevano sempre combaciare alla perfezione. Se li guardi uno accanto all'altro sono molto diversi.

Hai un look o un capo che hai preferito particolarmente nel film? 
Il look di Tilda alla fine del film, dove lei indossa una gonna a scacchi con un top abbinato. Siamo andati da Dior con una fotografia di Ingrid Bergman dal film Viaggio in Italia dove lei indossa un cappotto pesante a scacchi grossi e una gonna di lana, e abbiamo trasformato il look rendendolo più moderno e estivo.

Cos'hai in mente per il futuro?
Ora stiamo lavorando al prossimo film di Luca. In realtà ci sono due film in arrivo. Quello sul quale stiamo lavorando è basato su un libro chiamato Chiamami col tuo nome. Sarà ambientato in Italia negli anni '80, è un film di formazione che racconta la storia d'amore tra due ragazzi. Abbiamo appena iniziato a lavorarci, iniziamo le riprese tra una settimana. Inizieremo a lavorare al remake di Suspiria a settembre. Ci divertiremo moltissimo. Realizzaremo i costumi per tutti. È strano perché non era questa la carriera che mi immaginavo, ma amo lavorare con Luca, quindi perché no?

Crediti


Testo Larry Easley
Immagina da A Bigger Splash courtesy Fox Searchlight

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