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secondo una ricerca gli adolescenti comprano droga su instagram

I social media sono diventati l'habitat naturale degli spacciatori, i preferiti Tinder e Instagram.

di i-D Staff
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11 aprile 2016, 2:05pm

È evidente come Tinder e Instagram ormai siano molto più che delle piattaforme da cui prendere spunto per il look del venerdì sera e assicurarsi un appuntamento per il sabato. I social media e le app per incontri sono diventate un mezzo valido per portare avanti campagne politiche, dar voce all'attivismo femminista, far conoscere progetti artistici e per vendere prodotti. E se è possibile comprare un paio di sneaker con un solo un tocco, chi dice che procurarsi un grammo di MDMA non sia altrettanto semplice? Sicuramente non i ragazzi d'oggi, almeno secondo quanto affermano dei recenti studi i cui risultati, sinceramente, non ci sorprendono poi così tanto. Chi preferirebbe aggirarsi in luoghi poco raccomandabili per incontrare un tizio che si fa chiamare "Fun Timez" invece di mandare comodamente un DM dal proprio divano di casa? È una moda che fa paura, è vero, ma si tratta anche di un'evoluzione naturale della cultura giovanile, che si rivolge alla tecnologia per facilitare (o rimpiazzare) i contatti diretti.

Secondo il Guardian, gli acquisti di stupefacenti su Instagram di solito iniziano con la ricerca tramite hashtag come #mdmda o #weed4sale. Lo scambio avverrà di persona o online, attraverso modalità di pagamento criptate oppure difficilmente rintracciabili. Basta dare un'occhiata a cosa si trova sotto l'hashtag #mdma per capire che agli spacciatori non importa nascondersi. "Novità: mdma Sponge Bob", si legge su uno dei primi post che compaiono. La bio del profilo dal quale proviene recita "Cercasi potenziali acquirenti. Ho delle cose delle quali vorrei sbarazzarmi, scrivetemi in privato se siete interessati." Moe, un ex utente che ha iniziato a comprare droga online quando aveva 16 anni, ha riferito al Guardian che la maggioranza degli spacciatori vende i propri prodotti in quanto "ricerca". Racconta, "Nonostante siano pensate specificatamente per il consumo, gli spacciatori cercano costantemente di camuffare ciò che stanno vendendo" Nel frattempo, un reporter sotto copertura del Liverpool Echo è riuscito ad accaparrarsi due buste da venti grammi di mdma da un tizio di nome "Jack", tutto questo limitandosi a fare swipe tra i suoi match di Tinder.

Nel mondo dei social media, però, non vengono spacciate solamente sostanze illegali. Il Guardian fa notare come internet sia anche diventata la piattaforma ideale per gli adolescenti transgender che non possono avere accesso agli ormoni legalmente. Gli acquisti online permettono a questi ragazzi di aggirare le restrizioni sia dei loro genitori che della Food and Drug Administration, l'ente governativo per la regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici. "Il sistema non garantisce ciò che i giovani trans necessitano e questo diventa il modo più semplice e rapido per ottenerli. Una modalità d'acquisto che dà vita a tutta una serie di problemi sistemici… comprese le prestazioni sessuali che vengono offerte in cambio del prodotto," spiega il sociologo Bilal Zenab Ahmed.

Ovviamente, Instagram ha preso le distanze dalle accuse di essere diventato la mecca degli spacciatori. "Promuovere la vendita o vendere marijuana o altre sostanze stupefacenti va contro le politiche della nostra community," ha affermato un portavoce di Instagram. "Incoraggiamo chiunque si trovi di fronte a delle violazioni di segnalarlo immediatamente." Tinder ha mantenuto il silenzio stampa sulla questione.

Quindi su Instagram si può comprare #mdma, ma di postare un capezzolo non se ne parla! Che bel mondo, vero?

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Crediti


Testo Hannah Ongley
Foto Jamie