Dior, Saint Laurent, Y/Project

saint laurent e dior sono (ancora) i simboli della capitale francese nella ss 18

Per la ss 18, Anthony Vaccarello ha scelto di celebrare presente, passato e futuro di Saint Laurent, Maria Grazia Chiuri si è ispirata ai movimenti giovanili degli anni '60 e Y/Project ci ha dato un'anteprima sul futuro.

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set 27 2017, 3:06pm

Dior, Saint Laurent, Y/Project

"Volevo davvero lavorare con l'atelier per raccontare la storia di Parigi e di Yves Saint Laurent—non c'è molto più di questo da dire," ha spiegato con modestia Anthony Vaccarello poco dopo l'epica sfilata all'aperto nel quartiere di Trocadero, illuminata dalla Tour Eiffel e osservata da truppe di turisti, oltre che dagli insider. "Si tratta della gioia che si prova nel creare abiti con un team che sa davvero fare magie," ha aggiunto. Dai giubbotti voluminosi che ricordavano le atmosfere hippie e bohémien di Marrakesh, fino alla sartorialità e tradizione di haute couture, Vaccarello e il suo team hanno reso omaggio alla ricca storia di moda di Yves Saint Laurent, riuscendo comunque ad ancorare la collezione nel qui e ora. In passerella abbiamo visto look divertenti, sexy, giocosi, provocatori, chic e magici, pensati per la nuova generazione. "Mi sono ispirato alle ragazze che hanno voglia di divertirsi, che sanno come godersi la vita. Se c'è un lato più oscuro? Probabilmente, in questa ragazza coesistono entrambi gli aspetti. Se è così, sa apprezzare anche il buio."

Saint Laurent

Scegliendo per la sfilata una location da cartolina, Vaccarello ha scelto di lasciarsi guidare dai cliché e dagli archetipi della città che l'ha adottato. È stata una dichiarazione d'intenti. "La Tour Eiffel può essere considerata un cliché, ma noi abbiamo voluto portare questo cliché al limite, alla bellezza," ha raccontato il Direttore Creativo. Questo sentimento ha riecheggiato attraverso il vasto set della sfilata, così come nelle cuciture degli abiti: tutto era portato all'estrema idea di vestirsi bene per uscire a Parigi. Anche la sensibilità dark di Vaccarello ha regalato a questi tropi culturali una strana tangibilità—le piume davvero arruffate e le gonne a sbuffo un divertissement delle sarte. Vaccarello è sempre stato un fan delle ragazze in déshabillé.

Saint Laurent

Mentre il nuovo Saint Laurent di Vaccarello si è concentrato sulla storia della maison, la recente scomparsa di Pierre Bergé era ovviamente nella mente di tutto lo staff. Poche settimane dopo la sua morte, la sfilata ha saputo celebrare il loro amour fou. "Volevo davvero rendere omaggio a Pierre, a Yves e alla loro relazione," ha aggiunto Vaccarello. Dopo aver co-fondato la casa di moda con Monsieur Saint Laurent nel 1961, Bergé ha avuto un ruolo di primo piano nel trasformare il suo geniale amante in uno stilista superstar. La loro unione ha causato un vero terremoto tra le placche tettoniche del mondo della moda: Parigi aveva una nuova Maison a dettare le regole del gioco. Con la sua collezione, il nuovo Saint Laurent potrebbe causare un nuovo sconquassamento nell'industria. Durante la sfilata, la città sembrava essersi fermata per ammirare il lavoro dello stilista nato a Bruxelles e oggi basato a Parigi. Il traffico di Place de Varsoive si è fermato, così come i turisti. Persino le luci della Tour Eiffel si accendevano e spegnevano al ritmo scelto da Vaccarello.

Saint Laurent

Mentre Vaccarello esplorava una delle due maison protagonista dell'epocale diatriba parigina, Maria Grazia Chiuri ha fatto lo stesso con la sua avversaria con una collezione strettamente legata al successore di Yves Saint Laurent in casa Dior, Marc Bohan. Lo stilista non si è mai avventurato troppo nei meandri della gioventu beatnik, ma Maria Grazia Chiuri ha reso proprio questo aspetto la sua raison d'etre, tra minigonne, stivali bassi e scacchi che al tempo risultavano scandalosi, ma oggi appaiono semplicemente perfetti.

Dior

È interessante notare che la colonna sonora firmata Michel Gaubert ha incluso anche il classico Polly Maggoo di William Klein. Sulle sue note, Chiuri ha fatto sfilare capi con inserti metallici, indossati da Adwoa Aboah, Binx Walton e Ruth May. Questo momento ha anche riflesso e rifratto la musa definitiva della collezione: la pittrice, scultrice e filmmaker franco-americana Niki de Saint Phalle. Il nuovo direttore creativo di Dior ha trovato alcune fotografie scattate proprio da questa artista all'interno degli archivi, e ne è rimasta colpita. "Su una di queste, Niki è su un cammello, in un'altra posa in abiti Dior durante gli anni del suo grande amico Marc Bohan, l'allora direttore creativo," si legge nel commento alla sfilata.

Dior

Nei giardini del Musée Rodin, il set disegnato dalla Bureau Betak si è ispirato all'odissea artistica dei Giardini dei Tarocchi della Saint Phalle stessa, in Toscana. Intanto, la collezione vera e propria ha reso omaggio al colorato mondo di Nana, draghi e cuori dell'artista. Dopo un autunno/inverno 17 dominato dal navy, Chiuri ha saltato senza esitazioni nella palette arcobaleno di Saint Phalle.

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