Gucci, Versace e Fendi primavera/estate 18. Fotografia Mitchell Sams.

la modella trans teddy quinlivan condivide la sua storia con i-D

La scorsa settimana, durante la NYFW ss 18, la modella americana Teddy Quinlivan ha condiviso un video con la CNN in cui rivela pubblicamente di essere trans. Spinta sia da ragioni personali che politiche, ci ha raccontato il suo travagliato percorso.

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set 26 2017, 12:59pm

Gucci, Versace e Fendi primavera/estate 18. Fotografia Mitchell Sams.

Sono Teddy Quinlivan, ho 23 anni e sono una donna. Sono cresciuta in un piccolo paese del Massachusetts, dove ho frequentato una scuola pubblica. Discriminazioni e bullismo erano all'ordine del giorno. Il luogo in cui sono cresciuta mancava di diversità, quindi sono diventata una reietta agli occhi di chi era perfettamente a suo agio nel vivere una "normale" vita cisgender ed eterosessuale.

Più venivo bullizzata e ostracizzata dai miei compagni di scuola, più sentivo forte in me la voglia di andarmene, di dimostrare a tutte le persone che dubitavano delle mie capacità che si sbagliavano. Pensavano che mi avrebbero sconfitta, invece hanno dato vita a un fuoco dentro di me. Volevo una vita migliore. Ho sognato a lungo il giorno in cui mi sarei potuta vestire come preferivo ed esprimermi liberamente, senza che le persone intorno a me mi dicessero che stavo sbagliando.

Ho sempre saputo di essere una donna, non l'ho mai messo in dubbio. Tutti mi consideravano un ragazzo e si riferivano a me con il pronome maschile "lui", ma per me erano solo etichette. Come il mio nome, erano appellativi usati senza chiedere il mio parere. Ovviamente, crescendo e acquistando consapevolezza delle norme di genere, ho provato a fare ciò che potevo per recitare il ruolo di uomo, anche se sapevo che non era quello giusto per me. Sapevo che esprimere ciò che sentivo avrebbe solo causato ancor più episodi di bullismo, il rifiuto della mia famiglia e la possibilità di non avere più un tetto sopra la testa. Mi sono adattata. L'ho fatto per sopravvivere.

Arrivata alle scuole medie, ho scoperto il mondo dei trucchi e le diversità nell'espressione di genere. Dopo anni di sperimentazioni e lotte per soffocare i miei istinti, una sera ho litigato con mia madre sul perché io continuassi a uscire di casa a notte inoltrata. Le ho detto che lo facevo per evitare gli episodi di bullismo e violenza che continuavo a subire quando camminavo per strada durante il giorno. E poi le ho confessato di essere una donna.

"Mi hanno sempre detto che il genere è solo o questo o quello. Oggi, so che il genere è uno spettro ben più ampio di quanto avessi mai potuto immaginare in precedenza."

Scendere a patti con la propria identità transessule significa fare un passo in direzione di una vita più autentica. Io sono nata con determinate caratteristiche fisiche che mi facilitano, in questo senso. Sono tratti che mi hanno permesso di presentarmi come donna senza suscitare troppe domande. Ho un fisico longilineo, la mia voce non è troppo baritonale e il mio viso femminile. Sono stata abbastanza fortunata da avere un corpo in cui riesco a sentirmi a mio agio. Ciò che non mi fa sentire a mio agio sono gli organi riproduttivi. Un'operazione per il cambio di sesso risolverebbe quest'incongruenza, ma la mia fitta agenda professionale mi ha finora impedito di prendermi il tempo necessario per farlo. In questo limbo, ho dovuto trovare il modo di accettare il mio corpo, in qualche modo. Ma non è facile. Mi hanno sempre detto che il genere è solo o questo o quello. Oggi, so che il genere è uno spettro ben più ampio di quanto avessi mai potuto immaginare in precedenza.

La scorsa settimana ho condiviso su internet un video in cui parlo della mia transessualità. Durante la precedente amministrazione presidenziale, negli Stati Uniti sono stati compiuti passi in avanti nella tutela delle minoranze, ma la politica ha oggi preso un nuovo corso, optando per risoluzioni dure, che hanno messo in grave pericolo la comunità transessuale. Sentivo una responsabilità pressante verso le persone come me, dovevo dire chiaramente e condividere con il mondo la mia testimonianza: i transessuali sono membri attivi della società che meritano lo stesso rispetto riservato ai cisgender. Non c'è niente di male nell'essere trans. Sono fiera di chi sono.

E la risposta è stata incredibilmente positiva! Sono davvero orgogliosa del fatto che così tante persone abbiano visto il mio video, e che nel farlo magari abbiano imparato qualcosa di nuovo o si siano sentiti ispirati. Ho ricevuto migliaia di messaggi e commenti da persone che ammiro sinceramente, di cui seguo ogni passo da anni e che non avevo mai incontrato prima. Questo mi ha ricordato quanto questo messaggio sia importante. Fare la modella è sempre stato un sogno improbabile per me, simile al voler diventare una rockstar. Mi hanno notato durante il liceo, e ho lavorato come modella per alcuni piccoli progetti fino al diploma, quando mi sono trasferita a Parigi. Lì ho iniziato a fare la modella negli showroom e pian piano sono arrivata ai lavori che mi vengono commissionati oggi. Ma ci è voluto un sacco di duro lavoro. Ho proseguito con forza e resilienza. Sapevo che se fossi stata in grado di amarmi e apprezzare il mio corpo, anche i clienti e le agenzie avrebbero visto lo stesso in me. Facendo la modella ho imparato a dire al mondo chi sono davvero.

"Sapevo che se fossi stata in grado di amarmi e apprezzare il mio corpo, anche i clienti e le agenzie avrebbero visto lo stesso in me. Facendo la modella ho imparato a dire al mondo chi sono davvero."

L'industria della moda è un settore molto forte e può davvero influenzare i cambiamenti nella società. Decide cos'è il bello, cosa il cool, di cosa valga la pena preoccuparsi. Lo fa attraverso la cartellonistica, le copertine delle riviste, le pubblicità in TV, e così via. Chi finisce sulla cover di Vogue e chi no ha davvero rilevanza internazionale. Perché il messaggio che trasmette è: "questa persona è importante, merita la nostra attenzione e il nostro spazio." Riuscite a immaginare quanto sarebbe d'impatto vedere sempre più spazi pubblicitari occupati da persone come Elizabeth Warren, Wendy Davis e Laverne Cox? Detto questo, abbiamo comunque bisogno di assicurarci che le persone transessuali non diventino solo l'ennesima moda passeggera su cui lucrare. Si tratta di una linea molto sottile: i brand devono riuscire a celebrare le persone transessuali in modo appropriato e autentico. Ed è anche importante che le modelle trans scelgano con cura le persone con cui lavorare.

Le persone trans sono sempre più visibili, oggi. Internet ha un ruolo enorme nel connettere la nostra comunità e aiutare le persone a informarsi. Ci stiamo lentamente liberando dalle pressioni della società, che ci vorrebbero far conformare a ciò che gli altri ritengono la normalità. Ed è per questo che anche io mi sono unita a chi già usa la propria visibilità mediatica come piattaforma per far sentire la voce degli emarginati.

Andando avanti, spero di riuscire ad ampliare le mie conoscenze sulla comunità di cui faccio parte e su ciò che siamo in grado di ottenere. Infine, vorrei vedere un mondo in cui le persone possono esprimersi liberamente, senza dover temere violenze o insulti. Un mondo perfetto è un mondo sensibile, istruito e libero.

Il mio messaggio per tutti i ragazzi e le ragazze transessuali che stanno leggendo è questo: la parola "normale" non ha un solo significato. È una parola a cui ognuno deve trovare il proprio. Non siete soli in questa lotta. Fatevi forza, e lottate per la vostra libertà. Dimostrate a tutti che si stavano sbagliando! E, cosa più importante, AMATE voi stessi. Questa è la cosa più difficile da fare in assoluto, ma amarvi, non importa le circostanze, vi farà sentire liberi.