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se vi manca phoebe philo da celine, questi profili ig sono perfetti per voi

Il debutto di Hedi Slimane vi ha fatto provare ancor più nostalgia per l'era Phoebe Philo? Non siete i soli, tranquilli. Basta un giretto su Instagram per accorgersene.

di Federico Rocco
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02 ottobre 2018, 11:26am

Immagine via @philo_finds

L’attesa stremante quest’anno era tutta per due debutti, e per nessun altro. Il primo, già iper discusso e chiacchierato quanto criticato, è stato quello di Riccardo Tisci per Burberry. Il secondo, ma non per questo meno atteso, quello di Hedi Slimane da Céline. Anzi, forse dovrei scrivere Celine, perché a inizio settembre l'ex direttore creativo di casa Saint Laurent ha fatto il primo passo di rottura con il passato: niente più accento acuto. E ovviamente non sono mancate le polemiche. Da una parte chi sostiene fosse superfluo, tant’è vero che nelle collezioni degli anni '60 non compariva, dall’altra chi sostiene che non si tratti affatto di un vezzo estetico, ma semplicemente di una questione di pronuncia. Pura ortografia. L’accento ci va perché si scrive così.

Che abbiate sostenuto l’una o l’altra fazione, avrete di sicuro compreso come il problema sia ben più ampio di così e che l’accento non sia altro che un pretesto, il casus belli, la più mera provocazione in pieno stile Slimane. Perché provocare l’attività preferita di questo designer, senza dubbio alcuno. Nel 2012 aveva aveva tolto Yves dal logo più famoso del mondo, lasciando solamente un laconico e volutamente anonimo quanto, a posteriori, iperpopolare e ipervenduto Saint Laurent. E la gente era scesa in piazza. Adesso si diverte con il brand dall’estetica più alta ed elitaria, più pulita e allo stesso tempo complessa: il Céline di Phoebe Philo. Esattamente come aveva infiammato gli animi degli affezionati clienti dell'Yves Saint Laurent firmato da Stefano Pilati, Slimane si trova oggi davanti a una folla di nostalgici, che tutto vogliono tranne che il marchio del loro cuore cambi.

Basta andare su Instagram a leggersi i commenti sotto le immagini delle prime due borse disegnate da Hedi per capire quanto i fedelissimi della Philo abbiano preso male questo cambio di rotta. Due copie di una Hermès e di una Chanel per una cosa di moda che sulle borse ha costruito la sua clientela, dicono. Da un giorno all’altro tabula rasa, niente più Céline come lo conoscevate, niente più post sul profilo Instagram della maison. Piuttosto scioccante. Non vogliamo anticiparvi niente, ma vi basti sapere che i commenti più quotati non sono precisamente in linea con la nuova estetica dettata dal designer parigino. Ma guardiamola da un altro punto di vista: anche questa volta la provocazione Slimane ha avuto successo.

E dato che a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria, la reazione c’è stata e si è decisamente fatta sentire. Nei giorni immediatamente precedenti la sfilata Celine del 28 settembre e negli istanti immediatamente successivi il grande evento, sono nati su Instagram decine di account in ricordo del Céline che fu. Alcuni si dichiarano offesi e vorrebbero che si facesse un passo indietro, altri accettano con una nostalgia rassegnata l’evolversi del marchio. Il tratto comune a tutti loro? Un riproporre con metodo paziente, quasi monacale, l’immenso archivio di dieci anni di Céline pre-Slimane, fedelissimi sempre e comunque a Phoebe Philo.

Si parte con l'hashtag #philophilie, quasi un manifesto di appartenenza estetica. Invece, @philo_find si propone di vendere online capi e accessori disegnati dalla designer britannica durante la direzione creativa di Philo appunto. E ancora @phoebephilodiary, per ripercorrerne i momenti salienti o @phoebesceline, un precisissimo archivio cronologico con foto di sfilata e dettagli, dalle prime collezioni alle ultime. Non è ancora abbastanza? Tra i neonati ricordiamo anche @celine.world, @__philophobiaa, @oldceline e @phoebephilos.celine. Tutti appena nati, tutti che non promettono nulla di diverso dagli altri.

Non siamo in vena di tirare fuori il fazzoletto, ma la prova per Slimane questa volta sembra essere più impegnativa della precedente in casa YSL. I fashion critic delle testate più importanti non sono stati generosi, da Vanessa Friedman a Robin Givhan, fino a Tim Blanks. Spalline appuntite, risicatissimi chiodi in pelle e minigonne affilate avranno la meglio sui capi d’archivio morbidi e destrutturati, un po’ Yamamoto un po’ Margiela, del Céline accentato?

Crediti


Testo di Federico Rocco
Immagini via Instagram