Fotografia di Alessandro Gattuso

napoli is burning: foto dalla prima ballroom partenopea

Il vogueing è arrivato anche a Napoli, e lo ha fatto grazie a un collettivo queer completamente autogestito.

di Amanda Margiaria
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15 ottobre 2019, 1:32pm

Fotografia di Alessandro Gattuso

Da sottocultura di nicchia sconosciuta ai più, negli ultimi anni il vogueing sta diventando un trend a tutti gli effetti, così popolare e diffuso da essersi guadagnato non solo qualche apparizione in RuPaul’s Drag Race, ma una sua serie tv prodotta da Netflix di cui molto si è parlato e molto si parlerà ancora, dato che nelle prossime settimane è prevista l’uscita della seconda stagione. Insomma, dagli scantinati di NYC in cui la comunità queer di colore si riuniva negli anni ‘80, creando un safe space per i suoi membri e proteggendoli dal mondo esterno, oggi il vogueing si fa un po’ ovunque, spesso senza preoccuparsi troppo di rendere giustizia al suo passato.

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“Quando un movimento underground si espande fino ad arrivare alla cultura mainstream, ci sono diversi rischi,” mi dice Alessandro Gattuso, fotografo napoletano che ha documentato la prima, Major Ball di Napoli. “Ma a organizzare l’evento NeaBALLis è stato un collettivo queer nato proprio tra una lezione di vogueing e l’altra, che si occupa di raccontare il mondo delle ballroom a chi ancora non ne fa parte.”

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Parliamo di ANOmalie, collettivo queer napoletano formato, e fondato, da Danilo (Yunikon Ninja), Laura (Amazon Medusa), Catia (Topdog 007), Antonio (Jupiter 007), Joey 007, Shopika (Durga 007), Andrea (Ninì) e Ross. Come mi spiegano via e-mail, “ANOmalie nasce come collettivo autorganizzato e queer che, attraverso la danza, crea uno spazio safe per una comunità, attraversando la ballroom per rivendicare con orgoglio la nostra esistenza in quanto persone non conformi, queer, nere, trans.”

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In ANOmalie, tuttavia, hanno le idee chiare non solo sul loro presente, ma anche sul futuro: “Con la crescita della ballroom scene partenopea speriamo di creare uno spazio sicuro per le persone queer e sensibilizzare la città sulle tematiche che trattiamo,” proseguono. E tale missione è stata tradotta in azioni concrete durante la ball, con la distribuzione gratuita di profilattici e materiale informativo sulla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili (curato dal collettivo Conigli Bianchi) e l’offerta di un catering curato da Cucine Autogestite, che utilizza i pasti come pratica di resistenza.

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“È una realtà giovanissima, nata poco più di un anno fa,” mi spiega al telefono Alessandro quando lo chiamo per farmi raccontare meglio com’è stato partecipare a NeaBALLis. Ma questo non ha impedito ad ANOmalie di mettere su come primo evento di vogueing una Major Ball di tutto rispetto, con partecipanti dalle Houses (gruppi di performer che lavorano e vivono insieme) di tutta Italia e giudici di calibro internazionale, tanto da essere candidato al prestigioso premio Ball of The Year, che verrà conferito durante la Galaxy Ball Pt.3 a Parigi, a inizio 2020.

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Parlare di vogueing a Napoli, inoltre, significa parlare con un popolo che ha storicamente una maggiore affinità con il concetto di fluidità di genere: il pubblico era non solo numeroso, ma anche “eterogeneo per età, provenienza e genere,” mi confermano i membri di ANOmalie, “includendo sia persone della comunità LGBTQI+ che non, compagn* che ci sono stati vicino nell’attraversare questi spazi politici e che ci hanno sostenuto nell'organizzazione di NeaBALLis (come LO Ska e Non una di meno Napoli), o anche solo persone curiose esterne al mondo della ballroom.” L’obiettivo ultimo, insomma, non era esclusivamente presentare il vogueing a Napoli, ma anche Napoli al vogueing, perché, concludono “È stato importante per noi rendere omaggio proprio a quella parte della storia e della cultura di Napoli in cui siamo sempre esistit*.”

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PS: volete qualche info in più sulla ball? Questi i nomi e provenienze dei giudici: Mother La B. Fujiko Ninja (Milano), Legendary Marina 007 (Amsterdam), Legendary Father Vinii Revlon (Parigi), Amazon Soraya (Parigi), Alaïa Balenciaga (Parigi). Come MC c’era invece il parigino Khyree Mizrahi e da New York il DJ Iconic Vjuan Allure. Specifichiamo inoltre che per “007” o Free Agent si intende chi non ha affiliazioni con una House; lo status di Legendary, che segue Stars e Statements, viene riconosciuto a membri della ballroom di fama internazionale per il loro apporto alla scena dopo circa 10 anni di presenza (salvo casi particolari). Lo status di Icon, infine, viene riconosciuto a pochissime persone dopo un periodo di tempo ancora maggiore per l'enorme contributo dato alla ballroom.

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Se volete sapere com'è essere un club kid a Napoli, ce l'ha spiegato qui Dramna:

Crediti

Fotografia di Alessandro Gattuso
Testo di Amanda Margiaria

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