Fotografia diMatteo Buonomo 

Il 2019 secondo Matteo Buonomo tra Islanda, entroterra siciliano e New York

Scattate a migliaia di km di distanza, le foto di Matteo sembrano seguire un fil rouge ben preciso: la ricerca della verità, ovunque.

di i-D Staff
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16 dicembre 2019, 10:16am

Fotografia diMatteo Buonomo 

Questo contenuto fa parte della nostra rubrica Il 2019 in foto, in cui abbiamo chiesto ai nostri fotografi italiani (e non) preferiti di scegliere le 12 immagini che meglio rappresentano l'anno che si sta per concludere.

Questo è Matteo Buonomo, e questo è il suo 2019 in foto. Abbiamo conosciuto Matteo qualche mese fa, quando è venuto in redazione e ci ha raccontato dei suoi ultimi progetti realizzati in giro per il mondo. Per lui la fotografia è un mezzo di studio personale, un modo per fare analisi interiore e contemporaneamente entrare in contatto con i suoi soggetti, che si tratti di un contadino siberiano o di una modella durante la fashion week poco importa.

Il 2019 secondo Matteo Buonomo

Gennaio e il gelo
Il mio 2019 è cominciato dall'altra parte dell'oceano, a New York. In questa foto ero con Alessia, una delle persone a me più care, a casa sua. Erano giorni freddissimi, si gelava anche solo nel fare la poca strada che divide casa di Alessia dalla fermata della metro di Morgan Av. Abbiamo trascorso quei giorni ad ascoltare dischi e guardare film mentre fuori il freddo se ne fregava di noi e noi ci dimenticavamo di lui.

Il 2019 secondo Matteo Buonomo

Febbraio il mio caro amico
Ho rischiato di perdere un amico e questa è la foto dell'amico che non ho perso, scattata la mattina in cui sono andato a trovarlo in ospedale.

Il 2019 secondo Matteo Buonomo

Marzo danzante
A Marzo per un lavoro ho avuto la fortuna e il piacere di incontrare Giacomo Rovero. Un giovane uomo davvero talentuoso, ballerino alla London Opera House. Il talento lo esprime con i suoi movimenti, tutti. Da come si toglie la giacca, come si siede a tavola e appoggia le posate sul tavolo dopo aver mangiato. Il corpo di Giacomo non fa mai rumore, non è mai spigoloso. Vederlo ballare sul palcoscenico di un teatro vuoto che ospitava solo noi mi ha fatto sentire privilegiato. Mai mi ero reso conto che un corpo potesse muoversi con così tanta delicatezza ed esprimere così tanto.

Il 2019 secondo Matteo Buonomo

Aprile, l'importanza dell'amicizia
il 2019 è stato anche l'anno in cui ho sentito che alcune buone amicizie sono diventate amicizie importanti, quelle che senti che possono durare nel tempo. Qui ero con Claudio a Monza in un tiepido pomeriggio d'aprile.

Il 2019 secondo Matteo Buonomo

Maggio, mio padre
Maggio è il mese in cui è nato mio padre. Ho un fortissimo legame con lui. Quest'anno, complice la mia partenza procrastinata per gli USA, forse più che mai sento di essermelo vissuto a pieno. Abbiamo passato molto tempo insieme, spesso su sentieri di montagna, spesso in silenzio. Abbiamo quasi scalato insieme un 4000 e abbiamo dormito in tenda in Islanda su un ghiacciaio dal nome impronunciabile. Ma è stato anche l'anno dove più che mai mi sono reso conto che sta invecchiando, e quando percepisco questa cosa mi viene voglia di fotografarlo. Questa foto l'ho fatta un pomeriggio in cui mi era sembrato stanco, più stanco del solito, così senza pensare troppo ho messo un rullino nella macchina, gli ho chiesto di togliersi la maglietta e di sedersi davanti a me.

Il 2019 secondo Matteo Buonomo

Giugno da backstage
Ho passato qualche giorno a Parigi per un bel lavoro con MAC COSMETICS. Mi hanno chiesto di andare a fotografare alcuni backstage delle sfilate. Unica regola: dovevo solo essere me stesso, portarmi dietro i rullini e 2 o 3 volte al giorno lasciarmi andare in quel vortice che è un backstage prima di una sfilata. Io in quella confusione mi sono sempre ritrovato a cercare della calma, della lentezza. Questa foto l'ho fatta alla sfilata di Paul Smith.

Il 2019 secondo Matteo Buonomo

Luglio a Milano
Dopo Parigi sarei dovuto tornare negli USA, ma problemi burocratici hanno fatto si che non sia potuto partire e mi sia trovato bloccato a Milano. In un attimo tutti i miei pieni erano cambiati. Mi sono ritrovato in un posto in cui non volevo stare, disorientato e senza saper bene cosa fare, pensando che tutto quello che mi interessava era lontano in un paesino sperduto nel centro degli Stati Uniti. Mi sono sforzato allora di cercare di fotografare quello che avevo vicino, ma tutto era molto meccanico. La verità è che non ho trovato niente e la mia frustrazione è aumentata. Questa foto l'ho scattata durante uno di quei pomeriggi in cui stupidamente mi ero detto che dovevo fotografare.

Il 2019 secondo Matteo Buonomo

Agosto, serenità
Per sfuggire alla mia frustrazione ho deciso di passare qualche settimana in Sicilia da amici che mi ospitano sempre molto volentieri in una casetta in mezzo al nulla nella campagna di Scicli. Qui ho passato molto tempo con Leo, loro figlio. Leo è speciale per me. Passare del tempo con lui è stata una cura. La sua leggerezza, il modo in cui vive quello che lo circonda, le domande che mi faceva... Sentivo che mi toglieva parte del peso che mi portavo dietro. Cercavo di rispondere alle sue domande. Spiegavo delle cose a lui e in qualche modo le spiegavo anche a me. Qui ero con Leo durante una delle nostre esplorazioni in campagna alla ricerca di tracce di animali.

Il 2019 secondo Matteo Buonomo

Settembre si rientra
Ero ancora in Sicilia, tornare a Milano era un'eventualità che cercavo di scongiurare, ma inevitabile. Gli ultimi giorni prima di partire li ho passati con Ari e Claudio a Catania, tra libri di fotografia e sessioni in camera oscura. In quei giorni mi sono reso conto quanto vale sapere di avere vicino amici di talento che fanno cose importanti e sentire che si sta crescendo insieme. Che si sta facendo lo stesso percorso nello stesso momento e non provare un minimo di competizione. Questa foto l'ho scattata l'ultima sera, prima che partissimo. Eravamo in ascensore, appena tornati a casa.

Il 2019 secondo Matteo Buonomo

Ottobre guidando in mezzo al nulla
Erano anni che con mio padre pensavamo all'Islanda, ma in maniera asincrona. Quando ci pensava lui io pensavo ad altro o ero da qualche parte lontano e quando ci pensavo io lui sognava qualche altro viaggio. A Ottobre siamo riusciti ad andarci. Abbiamo noleggiato un fuoristrada, da casa abbiamo portato la tenda, i fagioli e le zuppe liofilizzate e così abbiamo passato 10 giorni a guidare in mezzo al nulla, dormendo stretti nella tenda o sui sedili della macchina, scoprendo che mio padre è una fan di John Frusciante e scoprendo di più anche del nostro rapporto.

Il 2019 secondo Matteo Buonomo

Novembre lo sguardo
Questa è una foto da uno degli ultimi lavori che ho fatto e sicuramente uno dei più interessanti che abbia mai scattato. Si trattava di fare delle foto per una compagnia teatrale. Era la prima volta che lavoravo con degli attori ed è stato incredibile per me scoprire quanta verità riescono a concentrare in uno sguardo, in un gesto. A un certo punto mi sono reso conto che quello che gli chiedevo non erano delle pose, ma delle emozioni, degli stati d'animo, e per me che cerco un po' di verità in ogni cosa è stata una scoperta.

Il 2019 secondo Matteo Buonomo

Dicembre e la semplicità
È stato un anno fatto di cose semplici, ma soprattutto un anno in cui le risposte che cercavo alla fine le ho trovate nelle persone che mi sono vicino, e non in qualche sconosciuto a migliaia di chilometri da qui come ero abituato a fare. Con la fine dell'anno ho anche scoperto una persona. Questa foto l'ho fatta con lei qualche giorno fa mentre passeggiavamo al Parco di Monza.

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Crediti

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