7 make-up iconici di "Edward mani di forbice"

Il 25 aprile 1990 usciva in Italia uno dei film più amati di Tim Burton. Lo festeggiamo con una selezione di beauty look indimenticabili.

di Beatrice Birolo
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25 aprile 2022, 11:20am

Fin dagli esordi della sua carriera, a cavallo tra gli anni ‘80 e ‘90, Tim Burton si è affermato all’interno del panorama cinematografico attraverso una visione forte e un immaginario ben definito; una combinazione di colori brillanti, elementi gotici, inserti fiabeschi e black humor che ha dato forma a un vero e proprio stile, definito appunto “burtoniano”. Ed è a questo che si pensa immediatamente non appena ci si imbatte nel suo nome, che sia nella veste di regista, di sceneggiatore o di produttore.

Il percorso di Tim Burton inizia nel 1985 con la commedia Pee-Wee's Big Adventure (1985) ed esplode poi con opere di grande successo come Beetlejuice - Spiritello porcello (1988) e Batman (1989), andando a consolidare un tocco cinematografico iper personale che raggiunge uno dei suoi apici più iconici in Edward mani di forbice, film di culto senza tempo che riflette sull'ipocrisia dello status quo dell’America suburbana.

Favola grottesca ambientata in una visionaria e stereotipata periferia statunitense, Edward mani di forbice racchiude un contenuto profondo che trascende la superficie e contemporaneamente la permea, veicolato attraverso l’utilizzo del simbolo come mezzo d’espressione. Simboli funzionali sono infatti l’ambientazione, i personaggi, la regia, la colonna sonora (curata da Danny Elfman) e, soprattutto, le scelte di costume design, styling e make-up, cruciali per trasmettere l’universo poetico e onirico, personale e fantasioso che caratterizza l’intera opera di Tim Burton.

La storia, scritta da Burton insieme all’autrice Caroline Thompson, vede al centro Edward, un ragazzo artificiale un po’ naive e dalla capigliatura selvaggia, creato da un non meglio noto “inventore” (aka Vincent Price) utilizzando vinile, cuoio e vecchi macchinari. A causa dell’improvvisa morte dello scienziato, Edward rimane incompleto, con delle forbici al posto della mani, costretto a vivere isolato in una gotica villa sulla collina che sormonta su una distopica cittadina hopperiana dai colori pastello e le siepi ordinate, popolata da personaggi dal poco carattere e dalla poca “vita” con i quali Edward cerca disperatamente, ma invano, di integrarsi, forse, sembra suggerirci Burton, proprio a causa dell’estrema purezza che custodisce dentro di sé.

Considerato uno dei lavori più visionari e d’impatto di Tim Burton, Edward mani di forbice fu acclamato da pubblico e critica, fissando nell’immaginario di intere generazioni, dalla Millennial alla Gen Z, il personaggio di Edward e tutti gli altri che costellano l’universo straniante del film.

Così, abbiamo selezionato 7 beauty look e make-up iconici da Edward mani di forbice per approfondirne il valore simbolico e narrativo e indagare il modo in cui sono stati creati.

Edward

L’estetica del personaggio è stata realizzata dalla make-up artist Ve Neill (premio Oscar per il trucco di Beetlejuice), insieme a Matthew Mungle, Rick Stratton, Brad Wilder e Selena Miller. Fondotinta più chiaro rispetto alla tonalità della pelle dell’attore per ottenere un incarnato pallido e cipria per fissare il tutto. Le cicatrici sono state realizzate con protesi in schiuma di lattice, come anche la protesi per coprire le sopracciglia. Il resto del look venne completato con ombreggiature sul viso, in particolare intorno agli occhi, e protesi, a seconda dell’umore e delle espressioni del personaggio. Anche il colore delle labbra segue le ondate emotive di Edward, passando da un grigio scuro a una tonalità sempre più chiara man mano che si avvicina a Kim e si integra nell’ambiente della cittadina, per poi tornare ancora più scuro verso il finale drammatico.

Il processo di applicazione del trucco e dei costumi richiedeva in totale un’ora e 45 minuti al giorno. Escluse le mani di forbice. Per realizzare questo dettaglio venne assunto il noto MUA e designer di effetti speciali Stan Winston, che prese alla lettera l’idea di Burton: dopo diverse prove di lame, il team utilizzò principalmente la resina, su cui venne applicato un processo di metallizzazione in sottovuoto con dell’alluminio, per conferire un effetto acciaio. Le mani meccaniche, invece, furono realizzate in vero acciaio, comandate da un team di burattinai durante le sequenze più complesse, come quella del taglio delle siepi.

Kim Boggs

Kim (Winona Ryder) conduce la più classica delle vite delle teenager americane popolari al liceo: cheerleader, fidanzata col ragazzo più cool della scuola e supportata da una famiglia amorevole. Ma la sua vita cambia radicalmente quando Edward piomba nella sua esistenza, facendo emergere tutta la la sua sensibilità e dolcezza.

La sua estetica, fragile e piena di grazia, è agli antipodi rispetto a quella del protagonista: capelli (ovvero una parrucca) lunghi e biondi dall’aspetto iper soffice e make-up altrettando semplice. Lo sguardo penetrante è leggermente ombreggiato lungo l’arcata sopraccigliare e nella rima inferiore dell’occhio, con un velo di mascara, le sopracciglia sono ben definite e il viso è coperto da una base semplice e opaca. L’unico tocco di glow è sulle labbra, tinte di rosa freddo, e la stessa tonalità è sfumata in modo leggero anche sulle guance.

Joyce Monroe

Joyce Monroe (Kathy Baker) è una casalinga annoiata e solitaria che invita continuamente operai a casa per risolvere problemi inesistenti: con i suoi vestiti dai colori sgargianti e i metodi di seduzione super aggressivi, viene dipinta come una predatrice sessuale e un personaggio ancora più spaventoso nel profondo rispetto ragazzo con le forbici al posto delle mani che terrorizza solo per il suo aspetto.

I suoi make-up look si presentano sempre con una forte tonalità di rossetto rosso o fuchsia, eyeliner grafico deciso e con ciglia ricoperte di mascara, ben definite e distanti l’una dall’altra, per concludere blush a non finire.

Vincent Price

Tim Burton ha scritto il ruolo dell’inventore su misura di Vincent Price, suo amico e attore preferito di horror, personaggio eccentrico e solitario, con una casa piena di progetti tra cui Edward, che però lasciò incompiuto.

Il beauty look dell’inventore riecheggia lo stile degli horror interpretati solitamente dall’attore: occhi glaciali, capelli pettinati all’indietro e baffi a trasmettere un senso di irrequietudine velato di malinconia.

Peg Boggs

Interpretata da Dianne Wiest, l’emarginata rappresentante di cosmetici Avon, Peg Boggs, se ne va in giro senza sosta per il quartiere a caccia di clienti a cui vendere rossetti e smalti. Nonostante non ottenga mai alcun risultato, non si perde d’animo e anzi si spinge fino al minaccioso castello sulla collina, dove incontra per la prima volta Edward.

Con il suo carattere docile e la sua gentilezza, Peg rappresenta un archetipo del tutto opposto rispetto alle altre persone che animano la socialità della cittadina. E il suo beauty look rispecchia questa attitudine: l’inconfondibile abito viola con cappello abbinato, frangia sfilata e un trucco occhi leggero ma scolpito da ombreggiature sulla palpebra superiore, con mascara e matita nera per definire lo sguardo e, per finire, un rossetto rosa chiaro opaco e un blush delicato dello stesso colore.

Jim

Anthony Micheal Hall interpreta Jim, il fidanzato violento e teppista di Kim che non perde occasione per bullizzare Edward a causa delle sue fattezze. Un personaggio circondato da casini, insicurezze e amarezza, che proietta e sfoga le proprie frustrazioni su chi lo circonda.

Il suo beauty look trasmette la vibe del classico bullo popolare delle superiori: viso fresco e squadrato segnato da occhi cupi, capelli di un biondo luminoso rasati ai lati e lunghi e al centro. Un po’ un James Dean hopperiano.

Esmeralda

Interpretata da O-Lan Jones, Esmeralda è una fanatica religiosa che non fa altro non che chiudersi in casa a suonare l’organo e pregare, giustificando con la fede la propria avversione per il resto del mondo e per chiunque sia diverso da lei.

Non appare in molte scene del film, ma il beauty look è talmente d’impatto da rimanere impresso. L’aspetto trascurato potrebbe apparentemente farci pensare a un “no make-up look”, ma, in realtà, il trucco c’è eccome: osservando con attenzione, si notano tonalità rosa-aranciate sulle labbra, in abbinamento col colore dei suoi capelli (a malapena pettinati), leggero blush rosa opaco e sopracciglia ben definite. 

Crediti

Testo: Beatrice Birolo

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