Demna Gvasalia ci parla del suo debutto couture

Demna ha raccolto l'eredità del Brand per realizzare una collezione che è già iconica.

di Osman Ahmed
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18 novembre 2021, 9:54am

Questo articolo è apparso originariamente sul numero cartaceo di i-D “The Darker Issue”, N. 365, Inverno 2021. Ordina la tua copia qui.

Demna Gvasalia è uno dei più grandi designer della moda di oggi. Il suo lavoro parla di modernità, di che valore hanno gli abiti per le nuove generazioni che passano più tempo a casa con Internet che nel mondo reale. Da Balenciaga, ha delineato nuove tipologie di uniformi creando abiti archetipici—alcuni potrebbero chiamarli addirittura banali—proiettandole nel mondo della moda di lusso e ridefinendo così questo concetto. Quando ha annunciato che avrebbe sfilato con la sua prima collezione couture per il brand, la prima da quando Cristóbal Balenciaga ha chiuso i battenti del suo business nel 1968 (“non c’è più nessuno da vestire” ha famosamente affermato) sapevamo già che sarebbe stato un momento della moda leggendario. Le aspettative erano alle stelle e Demna—che deve il suo nome e heritage a sneaker, felpe e T-shirt—doveva affrontare l’immensa eredità di Cristóbal, il couturier che Christian Dior aveva descritto come “il nostro maestro”.

Spoiler alert: è stata la sfilata couture del secolo, e possiamo dirlo anche se siamo solamente negli anni ‘20.

Demna ha omaggiato il lavoro del fondatore della maison, offrendo allo stesso tempo un nuovo punto di vista sulla couture, in particolare rispetto a cosa potrebbe significare per le nuove generazioni. Così il designer ha spinto il team di petites mains della maison a realizzare ricami e applicazioni che conferissero l’idea dello scorrere del tempo, come se quei capi fossero stati riscoperti in qualche baule in soffitta. In questo modo Demna è riuscito a decodificare il passato, inserendolo in una nuova contemporaneità. “Ho capito che non basta guardare al futuro, serve anche guardare indietro al passato per capire dove stiamo andando,” ha spiegato dopo la sfilata, tenuta nei vecchi atelier del brand e immersa in un silenzio monastico proprio come voleva Cristóbal.

una modella indossa un cappotto di piume oversize con un cappello a ombrello di balenciaga.

Vestito completamente di nero, con l'apparecchio ai denti e l'aria di un uomo che ha finalmente riscoperto l’amore per ciò che fa, ha raccontato che c’è voluto più di un anno per progettare questa collezione. Nessun limite di budget, un tempo indefinito e ogni risorsa immaginabile. E dopo cinque anni da direttore creativo del brand, durante i quali era sempre stato timoroso nell’affrontare l’eredità del fondatore, c’è voluta una pandemia globale per fargli capire che era tempo di cedere a questa inevitabile sfida.

Così, il designer georgiano ha iniziato supervisionando l'acquisto e la ristrutturazione dei saloni originali di Cristóbal presso 10 di Avenue George V, riportandoli al loro antico splendore ma lasciando–o creando intenzionalmente–tracce di usura e danni, per ottenere una sorta di grandiosità shabby-chic. L'idea era quella di creare l’illusione che questi spazi fossero stati trascurati per mezzo secolo, piuttosto che rinnovarli e ripulirli perfettamente. Ed è proprio questo luogo ciò che ha dettato il mood della collezione, una meditazione su passato e presente e una messa in discussione di ciò che contraddistingue la couture.

"La pandemia mi ha obbligato a riconnettermi a me stesso, a prendere quel minuto di silenzio–qualche mese di silenzio–per riscoprire cosa amo di questo mestiere,” ha raccontato Demna. “Non si tratta della moda. Io amo i vestiti. Ho capito che lo scopo della moda non è la frenesia, il white noise e il caos digitale che stiamo vivendo. La moda sono i vestiti, la mia passione, e la couture è la piattaforma migliore per celebrarla. Non solo sneaker e felpe con cappuccio–oggetti che amo realizzare, e lo sanno tutti. Questo aspetto della moda è in realtà quello che mi emoziona davvero.

Unx modellx indossa pantaloni neri e una t-shirt balenciaga

Gli abiti in questione armonizzavano perfettamente le visioni di Demna e del suo precursore basco, figure che, almeno superficialmente, non potrebbero apparire più distanti. I jeans e le T-shirt c’erano, ma anche cappotti incredibili, una sartoria da capogiro, abiti con fianchi sporgenti e abiti statuari abbinati ai cappelli a forma di disco volante firmati Philip Treacy. Il denim era quello giapponese, tinto e tessuto a mano su vecchi telai americani e rifinito con vero argento, e le magliette, realizzate in seta tessuta a mano, hanno raggiunto volumi immensi–realizzate dopo più di tre mesi di progettazione. "È stato il pezzo più difficile da realizzare,” ha confessato Demna. "Ho sofferto per mesi, perché è molto più facile realizzare un abito da sera o una giacca su misura rispetto a una T-shirt couture".

Naturalmente, c'erano anche tutti i leitmotiv sartoriali di Cristóbal, come i colletti esagerati e l'esatta riproduzione di un abito da sposa in raso, così semplice eppure incredibilmente complesso da realizzare, con un'unica cucitura che corre lungo lo strascico. "Non potevo cambiarlo,” sospirò Demna. “Ci abbiamo provato, abbiamo aggiunto le maniche, abbiamo cercato di essere furbi. E poi, dopo quattro prove, siamo tornati all'abito originale perché non c'era modo di migliorarlo.”

Qui sta il genio dell'approccio di Demna. Sarà pure il re del branding ma, alla fine, quando si tratta di atemporalità, è capace di farsi da parte e farsi guidare dalle sacre cuciture di Cristóbal. Ciò che ha creato non può essere migliorato.

una modella indossa un completo nero balenciaga

Diana Vreeland una volta ha descritto le sfilate di Cristóbal come “nuvole di schiuma e fulmini.” Decenni più tardi, lo scenario è esattamente lo stesso. Si potevano sentire i mormorii della folla in lacrime, mentre entità statuarie e monumentali camminavano sui tappeti beige delle stanze immacolate.

Demna ha affermato che in quel momento è riuscito a sentire lo spirito di Cristóbal dentro alle mura 10 Avenue George V. E anche se non lo sapremo mai per certo, ci piace immaginare che stesse sorridendo dall’alto, considerando anche che una volta ha detto: “Rimpiango non essere più giovane, avrei potuto creare una moda ready-to-wear che il mondo di oggi ci sta chiedendo. Per me, è troppo tardi.”

53 anni dopo, i suoi sogni si sono avverati. Balenciaga è tornata a dominare entrambi questi mondi della moda: a match made in fashion heaven.

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una modella indossa un abito nero balengiaga e tiene in mano una rosa gigante
una modella indossa pantaloni neri, un abito a righe e un cappello a ombrello balenciaga.
una modella indossa un completo nero balenciaga. l'altro talent è nudo di schiena e tiene in mano una rosa
Una modella indossa gonna, maglione, cappello e borsa balenciaga
unx modellx indossa pantaloni, maglione, borsa e occhiali balenciaga
un modello indossa completo formale balenciaga
una modella indossa pantaloni, t-shirt e cappotto puffy balenciaga
unx modellx indossa pantaloni, giacca e cappello balengiaga
una donna nuda è stesa per terra, dei fiori coprono il suo corpo

Crediti


Fotografia: Rafael Pavarotti 
Moda: Alastair McKimm
Capelli: Anthony Turner per Streeters
Make-up: Ammy Drammeh con prodotti Danessa Myricks Beauty
Unghie: Ama Quashie per Streeters con prodotti Gucci Beauty
Set design: Ibby Njoya
Assistentз alla fotografia: Felix TW, Pedro Faria e Lucy Rooney
Operatore digitale: Paul Allister
Assistentз allo styling: Madison Matusich e Jermaine Daley
Assistentз capelli: Claire Grech e Bianca Porter
Assistentз al make- up: Isabel Seo, Chloe Palmer e Meg Kashimura
Assistentз unghie: Aliyah Johnson e Georgia Hart
Assistente set design: Axel Drury
Produzione: Holmes Production
Direttore casting: Samuel Ellis Scheinman per DMCASTING
Assistente casting: Helena Balladino
Talent: Awut Atak per XDIRECTN, Sebrina Auma per D1LON, Ajayi Temitope per MILK, Mamau Bokum e Cheikh Tidiane Beye per 777, Goy Manase, Diana Achan e Simon Deu per PRM.

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