Cinico, disilluso e spietato: 20 anni dopo, "American Psycho" è più contemporaneo che mai

Questo film offre uno scorcio attualissimo sull'élite sociopatica e narcisista che detiene il potere globale, oggi come allora.

di Paulie Doyle
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08 maggio 2020, 8:10am

Dall'uscita del controverso romanzo di Bret Easton Ellis American Psycho (1991) si è andata definendo una di tipologia umana sempre più precisa e concreta, che potremmo definire "alla Patrick Bateman" (per chi non lo conoscesse, si tratta del protagonista del libro e del successivo film, interpretato da Christian Bale). Dare un nome alle cose non è strettamente necessario, ma ci aiuta a razionalizzarle, individuarle e, a seconda dei casi, metabolizzarle o combattere. Così, se vi trovate di fronte a un tipo "alla Patrick Bateman" saprete non solo riconoscerlo immediatamente, ma anche tenergli testa e demolirlo. Anche perché si tratta di un fenomeno che tende a presentarsi davanti a i nostri occhi in innumerevoli forme diverse e sempre più di frequente. Tra film, meme e musical, il banchiere più narcisista di Wall Street si è fatto strada nella coscienza collettiva, diventando persino un modello a cui ambire, e sembra non avere la minima intenzione di sparire neanche oggi, 20 anni dopo l'arrivo di Amerincan Psycho (2000) al cinema—firmato dalla regista Mary Harron, che lo scorso agosto era in sala per affrontare un altra figura maschile parecchio problematica col film Charlie Says.

Capita spesso che film che oggi vengono universalmente considerati dei cult furono aspramente criticati--o incompresi--al momento dell'uscita. È questo il caso di American Psycho. Il suo arrivo in sala suscitò reazioni contrastanti nel pubblico: mentre alcuni elogiarono il personaggio di Christian Bale e la sua performance, molti altri si sentirono estremamente a disagio nel dover assistere a una così alta concentrazione di violenza e misoginia, per di più sul grande schermo. Sì, perché Patrick Bateman non è semplicemente un uomo narcisista e astioso verso le donne, è un vero e proprio assassino sadico. Volendo riassumere, il film potrebbe essere descritto con una domanda tanto semplice quanto azzeccata: gli americani davvero sono così pieni di sé che non noterebbero un serial killer nel loro ufficio? La risposta – spoiler alert – è sì: Bateman uccide, mutila, stupra e ruba quanto, come e chi vuole. E la sua intera esistenza è improntata su questa sua perversione: quando non è a Wall Street a fare affari o a commettere qualche crimine, è a casa a guardare porno estremi e film horror terrificanti.

Ma American Psycho non fu l'unico film del periodo ad adottare questo sguardo cinico, disilluso e spietato nei confronti dell'essere umano e della nostra società. Nell'arco di pochi anni uscirono infatti anche opere come Fight Club (1999) e American Beauty (1999), entrambi con protagonisti nichilisti, un sostrato vagamente anti-capitalista e una critica del declino della cultura americana. Ma American Psycho si spinge oltre e riesce a parlarci ancora oggi, a differenza degli altri film del periodo. In fin dei conti, Tyler Durden e Lester Burnham si lamentano continuamente della loro condanna a vivere con un tenore borghese, ad avere gli agi della classe media, inclusi un lavoro sicuro e ben pagato; così la loro ribellione autocommiserante perde di impatto oggi, perché critica quello che per molti giovani costituisce invece la condizione ideale da raggiugnere. Al contrario American Psycho è ancora attualissimo, e offre uno scorcio sulla psiche dell'élite sociopatica e narcisista che detiene il potere globale, sia allora che oggi.

Bateman, a differenza di altri anti-eroi, viene ritratto con toni assolutamente non romantici, emergendo per quello che è: un uomo patetico e inetto. Per questo il film è stato percepito come un'opera femminista, pur essendo pregno di violenza gratuita contro le donne. “È raro che un film affronti i temi del materialismo e della mascolinità e riesca a decostruirli in una maniera così grigia e così caricaturale. Credo che non solo sia stata brillante Mary Harron, ma anche la co-sceneggiatrice del film, Guinevere Turner. Perché a questo incubo sessista si aggiunge anche lo stile di vita malato dello stesso Bateman,” spiega Garrett McDowell, critico cinematografico e youtuber di soli 21 anni. “Non riesce a distinguere tra le sue fantasie assurde e la sua vita agiata e vanitosa.”

L'elezione di Donald Trump nel 2016 ha modificato ulteriormente la percezione di questa tipologia umana. In American Psycho Trump è presentato come una figura mitologica, che frequenta solo quei ristoranti in cui è impossibile trovare un tavolo oppure i club esclusivi con le loro inaccessibili aree VIP. Trump è infatti parte integrante dell'immaginario e della vita di Patrick Bateman, dai grattacieli presenti nel film al libro The Art of the Deal poggiato sulla sua scrivania. È costantemente ossessionato dalla presenza di Trump, tanto che in più di un'occasione ha creduto di averlo visto. Bateman, in piena sintonia con la visione di Trump, non aspira ad altro che a indossare i vestiti firmati più esclusivi, mangiare nei ristoranti più ricercati e vivere negli appartamenti più lussuosi nelle zone 'in' di New York.

Studente di comunicazione visuale, Luke Dalton critica il fatto che l'omicidio sia la parte meno importante di tutto il film: “È una panoramica sulle tipologie umane che popolano New York, che si muovono tra club e uffici mentre comprano beni e oggetti. In questo senso il film muove una critica alla società e al materialismo. L'aspetto centrale del film è che Patrick Bateman è talmente ossessionato da se stesso e convinto della propria importanza che le attenzioni e i riconoscimenti che le persone gli danno non corrispondono mai a quanto lui si aspetta di meritare."

Tutte le relazioni nella vita di Bateman sono legate a una visione capitalistica, al punto che persino le sue mancanze o i suoi difetti si dissolvono tanto più velocemente quanto più denaro e potere riescei ad accumulare. Il personal branding di Trump -- una caricatura con capelli inguardabili, una personalità idiota e un'etica professionale discutibile -- è la prova che tutto questo esiste, è reale, e governa un intero paese. Bateman continuerà a sviare i problemi ostinandosi a mostrarsi come una persona di successo e di potere: potrebbe sparare a qualcuno sulla Fifth Avenue e l'opinione pubblica di lui non cambierebbe mai.

Bateman ha un'ossessione tossica per il proprio status sociale, invischiato in un circolo vizioso della competizione perpetua alla "chi ce l'ha più lungo" con i suoi colleghi, che vantano tutti lo stesso titolo di Vice Presidente. In una delle scene più famose di American Psycho, gli uomini si confrontano sui rispettivi biglietti da visita, tutti bianchi e quasi identici. Quando Paul Allen (interpretato da Jared Leto) mostra il suo, che viene considerato all'unanimità come quello nettamente migliore degli altri, Bateman ha quasi una crisi di nervi, e il suo ego ne esce fortemente intaccato.

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Le dinamiche di questa scena hanno creato un'immagine fittizia e simbolica di Wall Street che ora è stata traslata nella Casa Bianca. Nel pieno della pandemia da oronavirus, Trump è riuscito a vantarsi dei suoi rating e del numero di like ricevuti su Facebook durante le conferenze stampa. È geloso di Kim Jong Un per quanto sia amato dai cittadini terrorizzati della Corea del Nord e ha smantellato tutti gli accordi internazionali negoziati dai suoi predecessori. La politica americana è arrivata a un punto in cui le persone valgono ancora meno di mere pedine, oggetti che Trump può usare per mettere in luce il proprio valore personale e dimostrarlo ad altre figure politiche. Il culmine di questo approccio trumpiano alla politica che pertiene a Bateman è che, mentre Roma è in fiamme, lui cerca di prenotare un tavolo al Dorsia.

Non sorprende il fatto che entrambi questi uomini abbiano esercitato un grande fascino nei meandri più nascosti di Internet. L'immagine in cui Bale assassina Allen dopo un intero monologo su Huey Lewis and the News era conosciuta su 4Chan a metà degli anni 2000 col titolo di "dubs guy" e veniva postata dagli utenti per innescare un gioco con cui tentare di prevedere i numeri doppi nei thread. Come Tyler Durden, Bateman ha un certo appeal per i troll alienati e inetti, convinti che sotto le loro spoglie si nasconda un Chad dormiente. Questo è il brivido di riflesso che offre anche Trump e su cui ha basato la propria carriera politica.

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La deformazione verso un approccio "alla Bateman" nella politica americana era tanto prevedibile quanto terrificante. Ed è Trump stesso ad avere l'inclinazione ad aggiungere nel suo team personalità del genere, come il famoso Anthony "the Mooch" Scaramucci, un uomo così radicato nell'immaginario grottesco di American Psycho che su Twitter hanno iniziato a circolare battute sul fatto che l'uomo anni '80 di Futurama fosse diventato il nuovo Direttore delle Comunicazioni del governo americano. Ivanka Trump ha anche dichiarato che Patrick Bateman potrebbe essere il suo "uomo ideale", mentre Christian Bale crede che il suo personaggio si sarebbe candidato a Presidente degli Stati Uniti se fosse stato una persona vera nel 2020. Insomma, supportare Donald Trump nel 2020 è come guardare American Psycho e pensare che Patrick Bateman sia un tipo fantastico.

Bateman può essere considerato l'incarnazione degli impulsi meno riflessivi, delle voglie e dei desideri sfrenati del capitalismo americano, come se l'essenza degli Stati Uniti avesse preso le sembianze di un uomo in completo blu. E nel momento in cui il capitalismo si è fatto sempre più strada, questo uomo ha ottenuto maggiore importanza e così anche l'élite, accentrando ulteriormente il potere. American Psycho aveva previsto tutto questo, ma forse non aveva previsto che quella persona sarebbe entrata in possesso dei codici nucleari.

Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK.

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