8 freelance ci raccontano come la quarantena ha stravolto le loro vite

"Poi ti ripeti che la situazione cambierà e quando lo farà tu dovrai essere pronto a ripartire, altrimenti sarà due volte più dura."

di Carolina Davalli
|
16 marzo 2020, 11:16am

Siamo alla seconda settimana di lockdown, e se anche sappiamo che ce ne aspettano altre, ufficializzare lo scorrere del tempo riesce comunque a far tirare un semi-sospiro di sollievo.

Vale sopratutto per quei professionisti che, a causa dell'impossibilità di movimento e incontro, hanno visto drasticamente ridursi la loro mole di lavoro.

Ma questa situazione, paradossalmente, non ha fatto altro che alimentare la proattività di questi freelancer che, obbligati alla stasi, hanno trovato modi alternativi per tamponare la situazione e, sopratutto, per prepararsi al momento in cui tutto finirà.

Ovviamente le preoccupazioni ci sono, indubbiamente i loro business e le loro finanze ne soffriranno, ma tutti sembrano essere legati da un qualcosa, come dice Antonio Brizioli, fondatore di Edicola 518, "La tradizione insita in chi produce, progetta o diffonde cultura di sentirsi una responsabilità cruciale in tempi duri o estremi, quella di reagire e di restare presenti."

Noi abbiamo intervistato 8 di loro loro, che bloccati a casa ci hanno raccontato le loro reazioni e cosa stanno imparando dalla quarantena.

Freelance: come cambia il lavoro durante quarantena

Maria Clara Macrì, fotografa, Reggio Emilia

Che effetti ha avuto il lockdown sulla tua vita e il tuo lavoro?
Nonostante la mia casa sia da anni il luogo dove lavoro, questa situazione di emergenza ha squarciato i miei programmi e il mio workflow, riempiendo la mia routine di nuove ansie e stimoli. La mia stessa fotografia sta cambiando in base alle nuove necessità: non so quando vedrò i miei ultimi rullini. Ma per assurdo non sono sprofondata nel baratro, ho messo in atto meccanismi virtuosi per poter lavorare comunque senza uscire, sto producendo e scrivendo incessantemente.

Come stai reagendo alla situazione?
Cerco di guardare alla ricchezza di questo momento, prendendomi cura della mia salute sia psichica che fisica. Ho certamente tutte le preoccupazioni che possono avere in questo momento i freelance, in quanto entrambi i significati dentro la parola, la libertà e la mobilità, sono stati messi in discussione. Ho deciso di guardare le news solo una volta al giorno per mantenere il controllo creativo e la serenità durante la giornata. Mi lascio trasportare dalla musica, poi lavoro all'editing del nuovo progetto e al mio archivio. La sera mi dedico allo studio della letteratura Queer e gli studi di genere. Di notte scrivo tutto quello che sento, annoto le mie ispirazioni e le cose da fare il giorno dopo. L'unico modo che ho trovato per convivere con queste preoccupazioni è vivere il qui e ora nel mio corpo, nella mia casa, sapendo che sto facendo l'unica cosa che posso fare per il bene della comunità e per il mio.

Cosa stai imparando, grazie alla quarantena?
Faccio videochiamate con amici, soprattutto artisti. Lo scambio delle nostre esperienze sta diventando di vitale importanza per me, e penso anche per loro. Finalmente abbiamo il tempo di capire la società e noi stessi da fermi e non nella frenesia delle date di scadenza. Un elemento fondamentale per me e il mio lavoro è l'empatia, alla quale non sto rinunciando grazie ai social network, mi sembra che in questo momento li stiamo sperimentando in una forma nuova e radicale e questo è uno stimolo fortissimo. La limitazione della libertà di movimento può generare claustrofobia, ma la mente è un veicolo meraviglioso e dobbiamo preparare ora la rinascita che verrà quando tutto sarà passato.

Freelance: come cambia il lavoro durante quarantena

Marcello Farno, organizzatore di eventi - ufficio stampa, Milano

Che effetti ha avuto il lockdown sulla tua vita e il tuo lavoro?
Le ultime sono state settimane molto dense, in cui più volte sono stato costretto a mettere a dura prova i codici con cui solitamente approccio la realtà. Ho sperimentato diverse reazioni di fronte all’emergenza: dalla superficialità (questo sino alla prima metà di febbraio, quando continuavo a pensare che Wuhan fosse un punto lontanissimo), alla consapevolezza, arrivata puntuale come uno schiaffo in faccia, durante i giorni dei primi contagi in Italia. A catena sono saltati eventi e date programmate nelle ultime settimane e una bolla di irrealtà avvolge ancora il futuro prossimo.

Com'è cambiata la tua routine?
Continuo a lavorare da casa, l’ho fatto per lunghi periodi e mi rilassa piacevolmente, anche se in questa piramide di comodità la cosa che più destabilizza la mia routine è la tapparella che si è rotta qualche giorno fa, costringendomi alla scrivania dal mattino senza un filo di luce. Quando sono prossimo al soffocamento inizio a muovermi per casa, lasciando che ad accogliermi a ruota siano il divano del soggiorno o le scomode sedie del tavolo da cucina.

Cosa stai imparando, grazie alla quarantena?
In questo nomadismo tutto casalingo, stiamo cercando di modulare con i singoli artisti un approccio a questo momento particolare. Con Balera Favela—il progetto che ha più risentito nell’immediato di ciò che è successo—abbiamo partecipato alla maratona di “Milano Suona Ancora” e stiamo pubblicando su SoundCloud le registrazioni dei set delle ultime feste; Delmoro sta proponendo dei set in diretta sul suo profilo Instagram; Capibara sta mettendo sul piatto la sua passione per videogame e anime, proponendo playlist a tema, intanto stiamo studiando dei contenuti per Twitch. Sono strumenti che ci permettono di veicolare un messaggio proattivo, che può aiutare a fronteggiare l’isolamento e in parallelo contribuire a delle pratiche comunitarie di cui, mai come in questo momento, abbiamo la necessità.

Freelance: come cambia il lavoro durante quarantena

Zoe Mannella, fotografa, Ticino

Che effetti ha avuto il lockdown sulla tua vita e il tuo lavoro?
Nella mia vita da freelance c’è comunque sempre stato tanto tempo libero e con gli anni sono diventata brava a gestirlo. In genere seguivo le lezioni all’università, andavo a yoga o in piscina. Ora ho deciso di prendere questo tempo libero, vuoto, di solitudine, per approfondire cose che non avevo mai avuto tempo di fare prima. Pratico yoga e meditazione, sia da sola che guidata. Mi aiuta a rimanere focalizzata, mi alleno, vado a correre, stare tanto tempo tra il divano e il letto dopo un po’ ti indebolisce.

Cosa stai imparando, grazie alla quarantena?
Ho approfittato per rimettere a posto l’archivio, quel buco nero che ogni fotografo si porta dietro per anni mischiando lavori e progetti in cartelle dai nomi vaghi tipo ‘varie’ ‘def’ ‘varie_def’ etc. Sono assieme mio padre in Ticino, con i ritmi frenetici delle nostre vite negli ultimi anni non riuscivamo mai a passare del tempo di qualità insieme. Ora cuciniamo, lavoriamo fianco a fianco, guardiamo film italiani degli anni ’70, e rilasciamo la tensione che invade la casa ogni volta che apriamo le news. Trovo molto rilassante leggere mentre faccio il bagno e ho imparato a fare maschere homemade con prodotti naturali. Ovviamente non perdo occasione per sperimentare con la fotografia, mi faccio video, mi piace l’idea di avere un ricordo fotografico di ciò che mi sta accadendo, mescolando autorappresentazione e reportage, in linea con la mia estetica personale.

Come stai reagendo alla situazione?
Passo molto tempo sui social, sento che si stia creando una sorta di rete di scambio, ora che le interazioni non avvengono più per interessi di lavoro. È una fase di stasi in cui però dobbiamo ritenerci fortunati di poterci rintanare nelle nostre case, guardando dalla finestra e dalla tv il mondo fuori. Stiamo vivendo un periodo che entrerà nei libri di storia, possiamo uscirne rafforzati come persone, più umani, felici, emancipati dai nostri (spero vecchi) ritmi frenetici.

Freelance: come cambia il lavoro durante quarantena

PERSONA, agenzia di casting, Milano

Che effetti ha avuto il lockdown sul vostro lavoro?
L’output finale di PERSONA non è mai stato esclusivamente il business, ma il coinvolgimento delle persone con cui collaboriamo nella creazione di contenuti rispetto l’identità del singolo, in rapporto alla propria personalità e alla collettività, i processi comunicativi contemporanei, la figura umana e la morfologia del volto. Il momento storico in cui ci troviamo si pone in netta opposizione rispetto alle fondamenta del nostro progetto: laddove l’obiettivo è appianare le distanze tra i singoli, oggi siamo impotenti nel vederle aumentare. Al momento è difficile trarre un bilancio diretto di quanto sta accadendo lato business, se ne potrà parlare con più consapevolezza alla fine di questo periodo di quarantena. Molti lavori sono stati cancellati, e la contingenza sta portando non poche difficoltà al mantenimento e crescita della nostra realtà.

Come state reagendo alla situazione?
In questi giorni siamo molto più a contatto con le nostre famiglie di quanto non lo siamo durante il nostro quotidiano. Gli affetti, le video telefonate, ci aiutano a riscoprire lati umani offuscati dalla routine. Stiamo riscoprendo le nostre passioni, che vengono soffocate da un dovere imposto, incalzante. L’essere in difficoltà ci porta a forme di sincerità verso noi stessi che spesso mettiamo in secondo piano, a discapito della nostra immagine pubblica e virtuale. Diventa più complicato indossare una maschera in queste giornate di bisogno collettivo.

Quali sono i vostri obiettivi per questo periodo?
Quello che farà PERSONA adesso sarà acquisire ogni giorno consapevolezza del momento storico e di questi processi, provando a catalizzarli: vogliamo incoraggiare i singoli a lavorare su quanto elaborato insieme in questi mesi e - seppur a distanza - mantenere un rapporto sincero e produttivo. Questo isolamento non sarà necessariamente qualcosa di negativo in termini assoluti, sarà più come una lunga pausa di riflessione. Dobbiamo conservare una memoria collettiva di quanto sta accadendo, e come spesso accade in questi tempi di ultra velocità comunicativa, spesso non si ha tempo di assimilare nozioni che si è subito sommersi da altre più recenti. Senza un tempo di assimilazione non possiamo conservare una memoria.

Freelance: come cambia il lavoro durante quarantena

Ricardo Garcia Baez, organizzatore di eventi, Firenze

Che effetti ha avuto il lockdown sulla tua vita e il tuo lavoro?
Facendo il DJ, organizzando un evento settimanale e seguendo la direzione artistica di un club e un cocktail bar, io ad oggi sono disoccupato fino a data da destinarsi. Non posso esibirmi ne tantomeno fare consulenza a club o eventi che sono chiusi o non possono tenersi. Sto dedicando questo tempo alle produzioni musicali. Tempo che negli ultimi anni mi è sempre mancato. Sto passando le mie giornate in studio e spero che questo momento possa essere per me il più produttivo possibile.

Come stai reagendo alla situazione?
Per quanto riguarda Tropical Animals, stiamo lavorando tramite e-mail e video call con le agenzie per riprogrammare tutti gli artisti appena questo incubo sarà terminato. Sicuramente saremo aperti anche nel primo periodo estivo per riprendere tutte le gig che non si sono svolte. Il mio lavoro si basa sul campo e non avendo un “campo” possiamo fare poco o niente. Esco solo per portare fuori MOU, il mio cane, e per i bisogni di prima necessità. Nel tempo che resta, cerco di leggere e scrivere i miei pensieri.

Cosa stai imparando, grazie alla quarantena?
Il lavoro online è una cosa che ho sempre amato, perché velocissimo e efficace. I meeting online ci aiutano anche ad essere più rilassati, ma allo stesso tempo concentrati, e si può essere più reattivi mentalmente stando nella safe zone delle quattro mura di casa. Oltre a questo sto studiando insieme al mio team la nuova collezione di abbigliamento estiva di Tropical Animals, tramite meeting e incontri via Skype. Insieme a Michael, il mio collaboratore sulla record label di Tropical Animals, ascoltiamo le DEMO e ci interfacciamo via telefonica sul da farsi per i prossimi mesi. Stiamo realizzando una serie di mixtape di artisti nazionali e internazionali per non fermare la musica. Tutti possono ascoltarli e fruirne da casa direttamente sulla nostra pagina SoundCloud.

Freelance: come cambia il lavoro durante quarantena

Marta Blumi Tripodi, giornalista, Milano

Che effetti ha avuto il lockdown sulla tua vita e il tuo lavoro?
Senz'altro effetti negativi, anche perché in questo periodo stavo già affrontando delle grosse spese impreviste. Per fortuna ho famiglia e amici vicini e c'è il mio cane a tenermi compagnia, ma l'isolamento e l'incertezza si fanno sentire parecchio. I concerti e conferenze stampa sono bloccati, dunque ho molto meno materiale su cui scrivere. Dal punto di vista didattico, avendo sospeso le lezioni in aula, con l'università stiamo erogando i corsi online, ma con i master non so quando potrò recuperare i workshop che avrei dovuto tenere. Anche per quanto riguarda la radio, tv e podcast, molte registrazioni e programmi sono sospesi.

Cosa stai imparando, grazie alla quarantena?
Ho scoperto che esistono piattaforme online che funzionano benissimo e fanno risparmiare molto tempo: credo che continuerò a sfruttarle anche in futuro. Ho anche imparato a essere più proattiva: di solito lascio che sia il mio curriculum a parlare per me, ora invece mi sforzo di inventarmi nuovi modi per entrare in contatto (virtuale) con realtà che potrebbero portarmi ad altri incarichi. Se c'è il sole, cerco di lavorare sul balcone almeno per un paio d'ore al giorno, per prendere un po' d'aria.

Come stai reagendo alla situazione?
Per prima cosa, salvo il salvabile, cercando di fare in modo che tutti i lavori che possono essere portati avanti anche in questa situazione proseguano, in un modo o nell'altro. Poi, lavorare di fantasia, cercando di immaginare nuove opportunità e potenziali progetti da imbastire adesso e da concretizzare quando finalmente sarà finita l'emergenza. Cerco di restare positiva e prendermi cura della mia serenità e della mia salute fisica e mentale, e di quella delle persone che mi sono vicine. Leggo libri e fumetti frivoli, gioco col cane, suono, disegno, telefono agli amici. Se sei freelance non farsi sopraffare dalle circostanze è la prima cosa che devi imparare a fare, perché non puoi contare su niente e nessuno se non sulle tue capacità.

Freelance: come cambia il lavoro durante quarantena

Edicola 518, edicola e bookstore indipendente, Perugia

Che effetti ha avuto il lockdown sulla vostra vita e il vostro lavoro?
Dal momento che l’Edicola e il negozio Paradiso 518 sono chiusi al pubblico, stiamo lavorando principalmente attraverso spedizioni giornaliere, cosa che si è intensificata visto che le persone sono bloccate a casa. Ovviamente sono stati annullati tutti i festival e le presentazioni a cui dovevamo partecipare, forse quello è stato il danno più grosso. Realtà come le nostre si reggono su equilibri molto sottili, anche in tempi di pace.

Come state reagendo alla situazione e cosa vi sta insegnando a fare la quarantena?
Abbiamo attivato una hotline telefonica perché la gente possa chiamarci qui al Paradiso 518 per chiederci quei consigli relativi alle pubblicazioni che vendiamo, che normalmente chiederebbero se fossero qui in negozio. Sicuramente la lasceremo attiva anche dopo la quarantena, è una modalità per relazionarci con il nostro pubblico e avere un feedback diverso da quello sui social. Nel mentre cerchiamo di lavorare al nostro progetto editoriale Lezioni d’Anarchia, che dovrebbe uscire a settembre, facendo quello che si può attraverso Skype o telefonicamente. La nostra attività commerciale avrà sicuramente dei danni molto grandi, ma siamo convinti che ci fa cultura abbia una responsabilità quando si attraversano dei momenti storici di questo tipo. Vogliamo dare un segnale di speranza e di presenza, cercando di mantenere sempre lo spirito giusto.

Freelance: come cambia il lavoro durante quarantena

Lorenzo Fantoni, giornalista, Milano

Che effetti ha avuto il lockdown sulla tua vita e il tuo lavoro?
La vita da freelance, almeno per me, è spesso fatta di scrivanie, giornate al computer, telefonate e videoconferenze. In questo il il mio ritmo non è cambiato. Mi sveglio alla solita ora, chiacchiero con il canale telegram di N3rdcore, pianifichiamo e scriviamo articoli con la redazione, faccio un po' di streaming, gioco, leggo e guardo serie tv. Ciò che è cambiato tantissimo ovviamente riguarda le anteprime stampa, viaggi, presentazioni. Quella parte si è totalmente azzerata, così come sono sparite alcune collaborazioni che saranno posticipate a chissà quando.

Come stai reagendo alla situazione?
L'unico modo che ho al momento per tamponare la situazione è cercare di continuare a fare qualcosa. E quindi scrivere articoli su N3rdcore e per le testate con cui collaboro, fare il punto con i colleghi, curare dirette streaming, che alla fine sono anche un modo per avere una forma di contatto. Negli streaming leggo le notizie della giornata, sfoglio qualche artbook di film o videogiochi, ci diamo consigli su cosa vedere. Poi cerchiamo di capire quali progetti possono essere avviati senza una presenza fisica e quali lo saranno nei prossimi mesi. Bisogna valutare più o meno tutto, continuando sempre a fare ciò che un freelance dovrebbe fare tutto l'anno: essere il primo nome in mente quando qualcuno pensa "mi servirebbe una persona per questo lavoro".

Hai un consiglio per chi come te è in quarantena?
L'importante in tutto questo credo sia mantenere salda la propria routine, non abbrutirsi, anche se per me a volte è difficile non farsi prendere da un senso di inutilità. In una condizione di emergenza parlare di cultura pop, gadget e Star Wars fa strano. Però poi ti ripeti che la situazione cambierà e quando lo farà tu dovrai essere pronto a ripartire, altrimenti sarà due volte più dura. E quindi ogni mattina ti alzi e fai qualcosa, perché ok che non salvi vite, ma le bollette le dovrai pur pagare.

Segui i-D su Instagram e Facebook.

Leggi anche:

Tagged:
Fotografia
Cultura
firenze
milano
Perugia
Italia
vox pop
quarantena