Fotografia di Eleonora D'angelo

Il brand di calzature che vuole dare un nuovo significato al concetto di "virilità"

Virili dice addio a mascolinità tossica, pregiudizi sull'espressione di genere e binarismo. Benvenuta fluidità!

di Giovanni Garofalo​
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21 gennaio 2021, 12:35pm

Fotografia di Eleonora D'angelo

Siamo nel pieno della lotta contro il pregiudizio, di ogni tipo: sull’identità di genere, sull’espressione di genere, sui corpi, sulle culture, sulle apparenze estetiche, sugli usi e costumi. Stiamo cercando di abbatterli tutti, uno dopo l’altro, a colpi di decostruzioni, messe in discussione e visioni alternative, andando a intervenire anche sul linguaggio, perché, come sosteneva Foucault ne L’ordine del discorso, il linguaggio è un “meccanismo di controllo” il cui utilizzo riproduce meccanismi di potere, rapporti di forza e discriminazioni con effetti concreti sulla società. Quindi la lingua agisce sul pensiero, e, viceversa, il pensiero può agire sulla lingua, che non è monolitica ma si evolve, influenzata dai cambiamenti sociali e culturali.

Questa posizione, però, potrebbe portare a un intervento censorio nei confronti della lingua, eliminando le parole che riteniamo problematiche per le loro implicazioni sociali e politiche. Se a volte questa operazione può essere l’unica soluzione possibile, tante altre l’atto veramente rivoluzionario consiste nel prendere quei lessemi e ricontestualizzarli attraverso un’operazione di reframing o détorunement, dandogli nuovi, rinnovati significati. È su questa idea di rivoluzione linguistica e stilistica, di rapporto tra significato e significante, che si fonda la prima collezione di VIRILI, il brand fondato da Davide Favetta e Daniela Ragosta.

L’essenza del brand è chiara fin dal suo stesso nome: la volontà di smantellare la mascolinità tossica, utilizzando lo stesso linguaggio su cui si basa ma rinnovandolo nei significati, al fine di cambiarne l’incidenza politico-sociale. Il fine ultimo di questa operazione è infatti quello di creare una community sempre più inclusiva, come dichiara il duo creativo dietro a Virili:

Molto spesso si è parlato di come il mondo della moda femminile prenda in prestito capi dal guardaroba maschile, e solo raramente avviene il contrario. Ma in una società che sta cambiando, in cui la fluidità dell'identità di genere si presenta come uno dei primi, fondamentali passi verso una vera e propria rivoluzione, non si può più trascurare questo dibattito. Chiunque si deve sentire in diritto di indossare qualsiasi tipo di abito e accessorio, superando la divisione binaria di genere.

Ispirandosi a personaggi e icone di ieri, oggi e domani che hanno contribuito, con la loro immagine e personalità, a fare evolvere il concetto di identità di genere, la collezione presenta nove modelli, nove come le personalità da cui prendono nome e ispirazione. Ad esempio, troverete scarpe col tacco unisex con numeri fino al 45, per smantellare definitivamente l'idea che sia un capo esclusivamente femminile e, soprattutto, che un uomo in tacchi alti sia meno “virile”.

Quello di Virili è un messaggio rivoluzionario e scevro di ogni pregiudizio. Per questo motivo la campagna di lancio della collezione Milleluci vede come volto quello di Mark Bryan, che mette le cose in chiaro con una trasparenza spiazzante fin dalla sua bio su Instagram: “I am just a straight, married guy, that loves Porsches, beautiful women, and incorporating high heels and skirts into my daily wardrobe.”

Dare un nuovo significato alla parola “virile”, “virilità” e, di conseguenza, a tutta la sfera semantica che la circonda, e farlo attraverso un tacco, è la missione di Davide e Daniele. Per saperne di più, abbiamo deciso di farcelo spiegare direttamente da loro.

virili brand moda unisex mascolinita tossica mark bryan
Fotografia di Eleonora D'angelo

**Come è nata l'idea di creare un brand di calzature unisex?
**Tutto è iniziato verso la fine del 2018, a partire dalle riflessioni sollevate dalla tesi di laurea in Fashion Design di Davide, intitolata Identità in movimento. Il lavoro era incentrato sul rapporto tra queerness e fashion system attuale, e fu proprio quella l’occasione in cui, oltre ai capi di abbigliamento, è stata realizzata una prototipia di scarpe col tacco numero 44, una bozza di idea che è rimasta nelle nostre menti, finché non abbiamo deciso in seguito di riprenderla e svilupparla.

**Dall'idea alla creazione del brand: com’è successo?
**Quando abbiamo capito che i tempi erano più che maturi per un progetto del genere e per qualcosa di nostro, che rispecchiasse e appagasse noi, le nostre esigenze e quelle di chi ci circonda, ci siamo buttati. Nel 2019 è nato il progetto Virili, con l’intento di creare scarpe col tacco dal design accattivante, confortevoli per i numeri grandi e, soprattutto, con varie tipologie di modelli che potessero soddisfare più esigenze possibili, adattandosi a diverse occasioni e fasi della giornata.

virili brand moda unisex mascolinita tossica mark bryan
Fotografia di Eleonora D'angelo

**Cosa rappresenta Virili?
**Rappresenta un’idea moderna di bellezza non binaria, che sovverte ogni ordine e schema sociale pre impostati.

**Perché proprio la parola Virili per un brand di scarpe col tacco? C'è della provocazione dietro questa scelta?
**Assolutamente sì. La nostra è una provocazione. Vogliamo che le parole e i loro rispettivi significati si adattino alla nuova realtà. In latino la parola virilis rappresenta, in senso figurato, la forza, il coraggio e il vigore; tutte accezioni solitamente associate alla sfera del maschile. A partire da questo concetto, abbiamo deciso di destrutturare il significato della parola e la sua accezione maschilista, rendendola invece manifesto di libertà: vogliamo che chiunque con dei tacchi al piede possa sentirsi potente e virile, a prescindere dalla sua identità di genere.

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Fotografia di Eleonora D'angelo

**Il prodotto punta a un messaggio ben chiaro, ed anche un prodotto di qualità…
**Per questo abbiamo deciso di puntare sul Made in Italy, sull’artigianalità campana e sopratutto su persone giovani come noi, con voglia di cambiamento e riscatto. Il prodotto è stato ideato e sviluppato con design esclusivi, lavorando su forme completamente nuove e con una scelta di materiali di qualità. L’intento è quello di creare un prodotto che sia duraturo e che non solo un trend di stagionalità, fatto per restare a lungo.

**Ogni scarpa rappresenta una storia, una nuova forma di essere…
**Ogni scarpa è unica e ispirata a una diversa personalità che ci ha influenzato e ispirato, come recita il nostro manifesto. Per la campagna A/I 2021/22 abbiamo deciso, insieme alla direzione artistica di Mariaelena Morelli, di raccontare una bellezza sfaccettata, che assumesse nuovi codici e inglobasse quegli aspetti che di solito vengono considerati difetti, trasformandoli in elementi di unicità e valore. Le nostre reference sono persone vicine a quelle che acquisteranno il prodotto, sono tutte parte di una community sempre più inclusiva. Tra i volti della campagna abbiamo infatti deciso di inserire Mark Bryan, che incarna a pieno la nostra idea: i vestiti, e nel nostro caso specifico le scarpe, non hanno genere.

virili brand moda unisex mascolinita tossica mark bryan
Fotografia di Eleonora D'angelo

**C'è una creazione che ti rappresenta nello specifico, Davide?
**Lo stivale Achille, lo indosserei tutti i giorni e tutto il giorno. Uno stivale che si sposa bene con lo streetwear e si mixa anche con il classico guardaroba “maschile”, ma ma rivisitato in chiave queer.

**Mentre per te, Daniele?
**Ci sono più modelli che mi rappresentano, ma forse le Ambrosia sono quelle che sento più mie. Nella sua semplicità e comfort si adattano a più stili, sono un passe-par-tout in tutte le occasioni. A me piace molto variare nei look, da quelli più “barocchi” a quelli più “dark”, dalle sfumature glam a influenze più classiche ed eleganti.

virili brand moda unisex mascolinita tossica mark bryan
Fotografia di Eleonora D'angelo

**Quali sono i principali ostacoli che un brand emergente deve affrontare durante questo periodo?
**La pandemia ha sicuramente rallentato il nostro lavoro. È stato difficile organizzare la campagna in queste condizioni, perché alcuni personaggi del team e alcune figure non potevano fisicamente spostarsi per arrivare a Napoli. Fortunatamente ci siamo riusciti, rispettando tutte le norme di sicurezza. La creatività non va mai in crisi.

**Cosa vi augurate per il futuro del brand?
**Di andare semplicemente oltre, oltre il binarismo, oltre il capitale, oltre la pandemia, oltre la crisi economica. Speriamo di affermarci ed espanderci anche oltre le calzature. Non escludiamo l’idea di fare delle collaborazioni con brand già presenti sul mercato e che hanno voglia di mettersi in gioco insieme a noi.

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Fotografia di Eleonora D'angelo
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Fotografia di Eleonora D'angelo
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Crediti
**Testo di Giovanni Garofalo
Fotografia @eleonora__dangelo
Art Direction & Styling @mariaelena_morelli 
Hair Styling  @anastasia_nasty_s
Make-up  @databeauty.jpg 
Casting  @danilocautero
Set Design  @antimoassuntore 
Assistente alla fotografia @simone_lista
Assistente allo styling @adelaidevasaturo 
Produzione @vdambrosio
Assistente alla produzione @martinatorcia

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