Fotografia di Suleika Mueller. Immagine courtesy di Vivien Canadas 

I 10 designer neolaureati alla Central Saint Martins che dovresti tenere d'occhio

Segnati i loro nomi, perché sentirai parlare di loro molto presto.

di Mahoro Seward
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29 marzo 2021, 11:56am

Fotografia di Suleika Mueller. Immagine courtesy di Vivien Canadas 

La pandemia ha sottoposto un'intera micro-generazione di studenti a difficoltà pragmatiche e pesanti pressioni psicologiche, costringendo a forti limitazioni le sfilate di laurea in moda di tutto il mondo. Tagliati fuori dai laboratori e dal supporto tecnico delle loro università, e privati ​​delle sfilate finali—un momento per cui stavano lavorando da tre o persino cinque anni—, gli studenti di moda hanno però saputo dimostrare incredibili capacità di intraprendenza, resilienza e flessibilità nel produrre e dare vita alle proprie visioni.

Chi ha frequentato il corso MA Fashion della Central Saint Martins, la cosiddetta classe 2021, non fa eccezione. Dopo aver sognato per anni e anni di mostrare il proprio lavoro alla sfilata annuale dell’università organizzata durante la London Fashion Week—ovviamente una delle piattaforme più rinomate per i talenti emergenti del settore—, si sono ritrovati a dover presentare le proprie collezioni in modo decisamente diverso da come si aspettavano. Eppure, come ci ha dimostrato la sfilata dei neolaureati alla CSM di quest'anno, "diverso" non significa necessariamente un calo degli standard.

Per il 2021, infatti, l'istituto di King's Cross ha progettato una mostra 3D interattiva, navigabile da qualunque schermo e su qualsiasi supporto. Con un introduzione performata da Michèle Lamy, un libro fotografico in edizione limitata prodotto da Anna Fox che documenta la realizzazione delle collezioni e gli immersivi spazi virtuali in stile white cube ideati per ciascuno dei 33 diplomati, è stata la vetrina di moda più coinvolgente e impressionante che abbiamo visto dall’avvento della pandemia. Così, per invogliarti ad abbandonarti all’interno di questa immensa piattaforma, abbiamo chiesto a 10 neolaureati al corso di raccontarci un po’ di sé, delle loro collezioni e di come l'anno passato ha plasmato le loro prospettive e visioni sulla moda.

Ecco i 10 designer emergenti neolaureati alla CMS che dovresti tenere d’occhio

Le 10 migliori collezioni della classe 2021 in MA Fashion alla Central Saint Martins
Le 10 migliori collezioni della classe 2021 in MA Fashion alla Central Saint Martins
Le 10 migliori collezioni della classe 2021 in MA Fashion alla Central Saint Martins

Adam Elyassé

@dam29th_

Raccontaci la tua collezione di laurea.
Tratta di estremi in costante spostamento, risultati dal potere e dal dolore. Parla di comunicazione, cooperazione, dualità e concinnità.

Come hai gestito lo sviluppo e la creazione della tua collezione di laurea durante la pandemia?
All'epoca non lo sapevo ancora, ma ero pronto a lavorare in isolamento. Avevo romanticizzato l'idea di questo momento per anni, il che mi ha costretto a riempire la mia stanza di quasi tutti i macchinari e gli strumenti necessari per produrre un'intera collezione direttamente a casa. È stato un viaggio poco ortodosso, ma questo periodo ha dato luogo ad un percorso estremamente personale.

Ti stai diplomando in un momento in cui le conversazioni su etnia, genere, sessualità, classe e questioni più ampie rispetto all’identità sono diventate estremamente urgenti ed essenziali. Come posizioni il tuo lavoro rispetto a queste conversazioni?
La mia doppia identità mi porta a rappresentare la diaspora africana nel Regno Unito, ma senza limitarmi totalmente a questo. Sono entrato nella moda in un momento in cui mi stava cominciando a dare fastidio, così mi sono rivolto alla mia comunità e all'artigianato locale per trovare ispirazione. Anni dopo, ecco un cambiamento nelle conversazioni affrontate nel settore e il fastidio che sentivo prima ha iniziato a scemare, anche se non del tutto. Tupac una volta ha detto: “Quando mi vedono sanno che ogni volta che respiro è per andare più lontano. Ogni volta che parlo, voglio che la verità venga fuori." C'è un eccesso di rabbia e passione nella nostra comunità che non può restare in silenzio. Il mio lavoro nasce da un luogo che dà voce a molti, e non a pochi.

Lo scorso anno ha in qualche modo cambiato la tua visione della moda?
È stato un catalizzatore per rimuovere il fumo e gli specchi intorno alla moda. E come conseguenza, rimangono le conversazioni necessarie e la tensione a trovare delle soluzioni. Oltre all'artigianato, penso che la cosa più potente nella moda sia la capacità di comunicare senza aver bisogno di parole. Chi non vuole ascoltare sentirà comunque queste conversazioni sulla propria pelle.

Le 10 migliori collezioni della classe 2021 in MA Fashion alla Central Saint Martins
Le 10 migliori collezioni della classe 2021 in MA Fashion alla Central Saint Martins
Le 10 migliori collezioni della classe 2021 in MA Fashion alla Central Saint Martins

Andrej Gronau

@andrejgronau

Raccontaci la tua collezione di laurea.
Mi interessava vestire quel tipo di persona che si sente stranamente normale a vestirti in modo anomalo, ignorando i codici di abbigliamento legati al genere e godendosi effettivamente il colore, l'artigianato e l’atto di vestirsi. Sono stato enormemente attratto da questa idea di progettare un personaggio quasi infantile che esplorasse le fantasie surreali simili a quelle dei videogiochi, sentendosi autorizzato ad indagare la versione più infantile di se stesso e a distanziarsi dagli stereotipi tossici. Il processo è stato piuttosto giocoso e la collezione si è rivelata estremamente personale. Esplora la mia ossessione per l'arte grezza e goffa e i ricordi nostalgici dell'infanzia.

Ti stai diplomando in un momento in cui le conversazioni su etnia, genere, sessualità, classe e questioni più ampie rispetto all’identità sono diventate estremamente urgenti ed essenziali. Come posizioni il tuo lavoro rispetto a queste conversazioni?
Il mio lavoro è fortemente influenzato dalla sessualità, dal genere e dalla mia esperienza personale rispetto alla mia identità. Con il mio lavoro, cerco di sostituire l’idea dominante e imposta di mascolinità con un'alternativa più infantile e fantasiosa. Anche se mi definirei un designer di abbigliamento maschile, il mio lavoro può essere eventualmente considerato anche abbigliamento femminile. Questa collezione non parla esclusivamente di sensualità e non cerca di contribuire alla pressione sociale dell’aspetto fisico. Come designer, devi metterti alla prova e chiederti costantemente cosa penseresti del tuo lavoro se lo guardassi da una prospettiva diversa. Devi essere consapevole, riflettere e chiederti se il tuo lavoro è effettivamente positivo o potenzialmente dannoso.

Lo scorso anno ha in qualche modo cambiato la tua visione della moda?
Credo che la moda sia uno dei nostri più importanti strumenti di comunicazione. Collega la nostra società e tutti coloro che ne fanno parte e vi partecipano. Anche essere anti-moda è, era e sarà sempre una dichiarazione di moda. Semplicemente non puoi non prendere parte alla conversazione.

Le 10 migliori collezioni della classe 2021 in MA Fashion alla Central Saint Martins
Le 10 migliori collezioni della classe 2021 in MA Fashion alla Central Saint Martins
Le 10 migliori collezioni della classe 2021 in MA Fashion alla Central Saint Martins

Chaney Manshu Diao

@chaney_dms

Raccontaci la tua collezione di laurea.
È una collezione abbastanza teorica, anche se visivamente e artisticamente impattante. Ho cercato di portare avanti la mia collezione triennale, indagando il mio disagio per le norme del vestire. Il suo tema centrale è la relazione paradossale tra l'io interiore e l'io esteriore, quello visibile. Filosoficamente parlando, è il risultato della separazione della mente e del corpo in un mondo orientato sugli oggetti. Sociologicamente parlando, è il risultato di come siamo definiti e percepiti attraverso gli occhi degli altri.

Come hai gestito lo sviluppo e la creazione della tua collezione di laurea durante la pandemia?
Non ho riscontrato alcun reale svantaggio, poiché ho deciso di creare una collezione che non fosse fisica. Ma ho sofferto dell'isolamento e della mancanza di positività, che sono le principali sfide che ho dovuto, e sto ancora affrontando in questo periodo.

Ti stai diplomando in un momento in cui le conversazioni su etnia, genere, sessualità, classe e questioni più ampie rispetto all’identità sono diventate estremamente urgenti ed essenziali. Come posizioni il tuo lavoro rispetto a queste conversazioni?
Il mio lavoro è in opposizione al comportamento collettivo dello scrutare, presente in ogni aspetto delle interazioni sociali. In questo caso, non cerco di combattere questa pratica per la mia identità, ma di mettere in discussione quanto brutalmente, nella moda e fuori dalla moda, le diverse razze, generi, classi siano state etichettate e definite in modo piatto, quasi 2D, e abbiano di conseguenza ricevuto vantaggi o svantaggi sociali.

Lo scorso anno ha in qualche modo cambiato la tua visione della moda?
Dal mio punto di vista, lo scorso anno mi ha fatto ricredere nella capacità artistica della moda, nella sua abilità di accogliere la trascendenza del suo status di merce, delle sue qualità più superficiali ed effimere. Ma, a seconda della forma che assume, la moda dovrebbe avere più di uno scopo. Il termine moda contiene già molteplici significati, relativi a capi di abbigliamento, stile, immagini. Per me, la moda dovrebbe servire allo scopo di provocare, interrogare e farci pensare.

Le 10 migliori collezioni della classe 2021 in MA Fashion alla Central Saint Martins
Le 10 migliori collezioni della classe 2021 in MA Fashion alla Central Saint Martins
Le 10 migliori collezioni della classe 2021 in MA Fashion alla Central Saint Martins

Chloé Nardin

@chloe_nardin

Raccontaci la tua collezione di laurea.
La collezione parla delle periferie francesi, del sud, del calcio e del romanticismo. È influenzata in egual misura da entrambe le silhouette di abbigliamento sportivo predilette dai giovani del piccolo sobborgo francese in cui ho trascorso gran parte della mia infanzia, nonché dai tessuti tradizionali e dall’artigianato francesi. Volevo raccontare una storia contemporanea della Francia… stando lontano dai cliché dell’idea di chic e proponendo un nuovo punto di vista.

Ti stai diplomando in un momento in cui le conversazioni su etnia, genere, sessualità, classe e questioni più ampie rispetto all’identità sono diventate estremamente urgenti ed essenziali. Come posizioni il tuo lavoro rispetto a queste conversazioni?
Volevo espandere ciò che sappiamo sulla cultura francese, volevo dare un'idea della diversità e del dinamismo che contraddistingue il mio paese. Poi, come ragazza che progetta abbigliamento maschile, è stato interessante per me avvicinarmi al concetto di mascolinità attraverso un tenero prisma. Un mio amico ha descritto la collezione come abbigliamento sportivo sensibile, una descrizione che mi piace molto. Affermare che la tenerezza sia cool è, per me, piuttosto progressista … e sexy;)

Lo scorso anno ha in qualche modo cambiato la tua visione della moda?
Mi ha convinto a progettare tute invece che abiti! Il comfort è fondamentale.

Le 10 migliori collezioni della classe 2021 in MA Fashion alla Central Saint Martins
Fotografia di Aidan Zamiri
Le 10 migliori collezioni della classe 2021 in MA Fashion alla Central Saint Martins
Fotografia di Aidan Zamiri
Le 10 migliori collezioni della classe 2021 in MA Fashion alla Central Saint Martins
Fotografia di Aidan Zamiri

Horace Page

@horacep

Raccontaci la tua collezione di laurea.
È una fusione tra la campagna inglese e la città. Ho guardato ai materiali e agli indumenti associati storicamente alle classe agiate (abiti militari del XVIII secolo, abiti da caccia) e li ho reinterpretati per essere indossati oggi per strada. L’idea è quella di trattare l’abito formale in modo informale e di togliere il controllo e la struttura simbolica dalle cose; vedere come i materiali e gli indumenti associati alla tradizione britannica possano essere appropriati dall'abbigliamento casual. Film classici come Barry Lyndon e Trainspotting, mi hanno pensare all'idea del libero arbitrio di un personaggio, o della sua mancanza, e come questo si applica alla loro vita a seconda delle circostanze in cui sono nati.

Ti stai diplomando in un momento in cui le conversazioni su etnia, genere, sessualità, classe e questioni più ampie rispetto all’identità sono diventate estremamente urgenti ed essenziali. Come posizioni il tuo lavoro rispetto a queste conversazioni?
Questa collezione ha lo scopo di rendere accessibile l'inaccessibile. Ho indagato in quali luoghi risiedesse il potere maschile nell'élite e poi ho cercato modi per scomporlo e ammorbidirlo—un fenomeno che penso stia lentamente iniziando a prendere piede in tutti gli ambienti della cultura in questo momento.

Lo scorso anno ha in qualche modo cambiato la tua visione della moda?
Mi ha fatto capire fino a che punto la moda non sia un fenomeno a sé stante. Esiste proprio per interagire con le persone e il mondo esterno, ma non so ancora come sarà questa interazione dopo che tutto questo sarà finita—lo scopriremo.

Le 10 migliori collezioni della classe 2021 in MA Fashion alla Central Saint Martins
Le 10 migliori collezioni della classe 2021 in MA Fashion alla Central Saint Martins
Le 10 migliori collezioni della classe 2021 in MA Fashion alla Central Saint Martins

Jamie Challinor

@jamie_challinor

Raccontaci la tua collezione di laurea.
Tomoe è una mia reazione al senso di escapismo e liberazione, fortemente ispirata alle influenze interculturali delle band New Wave britanniche e giapponesi degli anni '80. Pensa a Re Artù e Tomoe Gozen che combattono fianco a fianco in un film in stile Kill Bill!

Ti stai diplomando in un momento in cui le conversazioni su etnia, genere, sessualità, classe e questioni più ampie rispetto all’identità sono diventate estremamente urgenti ed essenziali. Come posizioni il tuo lavoro rispetto a queste conversazioni?
La mia collezione è iniziata davvero quando ho letto un articolo che discuteva di come le band britanniche della New Wave usassero la moda e la musica come forma di evasione dal loro ambiente, sia geograficamente che da quelle limitazioni imposte da Thatcher. Durante la pandemia, mi è sembrato che gli studenti, in particolare delle arti creative, avessero ricevuto poche certezze o sostegni, e ho sentito un forte allontanamento dalle persone che stanno gestendo questo paese. Le band New Wave degli anni '80 usavano l'abbigliamento per proiettare sfumature e ideali rispetto all'abbigliamento maschile dell'alta società, creando look quasi queer—basti pensare alla copertina dell'album Seven and the Ragged Tiger dei Duran Duran. Così, volevo incarnare i codici dell’abbigliamento formale come quelli delle immagini di Dafydd Jones, utilizzandoli come una sorta di armatura.

Lo scorso anno ha in qualche modo cambiato la tua visione della moda?
Quando è scoppiata la pandemia, mi sono sentito come se quello che stavo facendo avesse perso ogni significato e ho trovato davvero difficile trovare la motivazione per creare qualcosa verso cui mi sentissi realmente connesso. Penso che con il passare degli anni, però, le persone abbiano iniziato a orbitare attorno all'arte e alla moda proprio per trovare un senso di fuga e di divertimento. La moda non è una necessità, ma è decisamente cruciale per quelle persone che vogliono esprimere le proprie visioni.

Le 10 migliori collezioni della classe 2021 in MA Fashion alla Central Saint Martins
Le 10 migliori collezioni della classe 2021 in MA Fashion alla Central Saint Martins
Le 10 migliori collezioni della classe 2021 in MA Fashion alla Central Saint Martins

Lucile Guilmard

@lucile_guilmard

Raccontaci la tua collezione di laurea.
La mia collezione di laurea è un'azione, oltre che una reazione. Cheers, j’ai de la Fortune, o SHEER GOOD FORTUNE, è una collezione di idee piuttosto che una collezione di vestiti. Tratta di: Generazione. RI-Generazione. Auto-sufficienza.

Come hai gestito lo sviluppo e la creazione della tua collezione di laurea durante la pandemia?
Non voglio parlare troppo di quanto sia stato difficile, perché il modo in cui mi sento realmente è: privilegiata. Ho avuto il privilegio di frequentare l'istruzione, di non dovermi preoccupare di perdere il lavoro, né di essere cacciata dal mio appartamento.

Ti stai diplomando in un momento in cui le conversazioni su etnia, genere, sessualità, classe e questioni più ampie rispetto all’identità sono diventate estremamente urgenti ed essenziali. Come posizioni il tuo lavoro rispetto a queste conversazioni?
Tutti questi argomenti sono conversazioni significative che i designer non possono più evitare di approcciare. Lavoriamo attorno al concetto di identità. Siamo dei barometri d'identità. Chiediamo: “Chi sei? Come ti senti con quei vestiti? Credi che abbia capito il tuo atteggiamento meglio di te stesso?” La conversazione parte da TUTTE le identità. Un designer non può fingere di essere in grado di parlare a metà del pianeta. Abbiamo bisogno di migliaia di designer perché tutti vengano inclusi nelle conversazioni. Penso che permettere a migliaia di designer di esistere consenta alle persone di capire che ogni singolo caso è molto più inclusivo di far parte di una maggioranza omogenea. Per quanto riguarda la classe, sono d'accordo con i poster di The White Pube: sarebbe interessante capire se è la ricchezza dei nostri genitori ad averci fatto arrivare dove siamo. Non si tratta di ostracizzare chi possiede questo privilegio; si tratta di aumentare la consapevolezza e raccogliere statistiche sulla realtà del settore. Se vogliamo che cambi, bisogna essere onesti. Dopo aver detto questo, sento che devo in qualche modo esprimere la mia posizione personale. Vengo da una formazione privata. L'ambiente di sinistra è quello che ho scelto per me, non quello in cui sono cresciuta. Essere privilegiati è un problema? O il problema è quello che fai con il tuo privilegio? Concedimi il mio passato, rendimi responsabile del mio futuro.

Le 10 migliori collezioni della classe 2021 in MA Fashion alla Central Saint Martins
Le 10 migliori collezioni della classe 2021 in MA Fashion alla Central Saint Martins
Le 10 migliori collezioni della classe 2021 in MA Fashion alla Central Saint Martins

Tasha Sweeney

@tasha_sweeney

Raccontaci la tua collezione di laurea.
La mia collezione è una serie di capi ibridi che fondono l'energia della strada con l'eredità tradizionale del Nord, ispirata dall'ossessione della mia famiglia per l'Everton Football Club, tramandata da generazioni. Esamina il rapporto tra abbigliamento sportivo e femminilità e indaga come i dettagli interni possono essere indossati all'esterno e come questo può influenzare o manipolare la silhouette del look. Il mio obiettivo era creare una collezione che potesse essere indossata in vari modi: nessun capo deve essere abbinato all'altro, qualsiasi cosa può essere indossata insieme. È lo stesso approccio che uso per vestirmi.

Ti stai diplomando in un momento in cui le conversazioni su etnia, genere, sessualità, classe e questioni più ampie rispetto all’identità sono diventate estremamente urgenti ed essenziali. Come posizioni il tuo lavoro rispetto a queste conversazioni?
Essendo di Liverpool e crescendo in un ambiente operaio, il mio background è inevitabilmente diventato la roccaforte estetica del mio lavoro. Frequentando un'università così prestigiosa come Central Saint Martins, sono diventata molto più consapevole della classe a cui appartengo. Prima di trasferirmi a Londra, non avevo mai notato quanto fossero palesi le divisioni di classe all'interno di istituzioni come le università. Sento che il mio lavoro è una risposta a questo e alle lotte risultate dalla mia classe.

Lo scorso anno ha in qualche modo cambiato la tua visione della moda?
Mi ha fatto rivalutare tutto quello che faccio. La sostenibilità è sempre stata importante per me nel mio processo di progettazione, ma durante il lockdown non ho potuto acquistare filati. L'unica opzione per me era l'utilizzo dei filati di progetti precedenti. Con la fine della pandemia, penso che possiamo tutti sperare che affiori una nuova prospettiva sulla moda. L'anno passato mi ha fatto rivalutare il divertimento che sta dietro alla creazione di collezioni; collezioni energiche, che fanno sorridere le persone in un momento in cui tutti ne abbiamo un estremo bisogno.

Le 10 migliori collezioni della classe 2021 in MA Fashion alla Central Saint Martins
Le 10 migliori collezioni della classe 2021 in MA Fashion alla Central Saint Martins
Le 10 migliori collezioni della classe 2021 in MA Fashion alla Central Saint Martins

Torishéju Dumi 

@toshiju

Raccontaci la tua collezione di laurea.
Sono stata fortemente ispirata dalle immagini di Body Horror nell'arte e nel cinema, che raffigurano forse la massima perdita del controllo. Forme che si liberano dal corpo, creando nuove entità e identità indesiderate; il disordine che emerge dall'ordine. Il mio obiettivo è progettare il caos nel cuore di ciò che suona familiare.

Come hai gestito lo sviluppo e la creazione della tua collezione di laurea durante la pandemia?
È stato un momento di riflessione per me. La pandemia mi ha fatto sperimentare tanta tristezza e terrore: sentivo di dover stare ferma, stare sola e pensare. Quello con cui ho lottato di più è stata la speranza, e la sua mancanza. La sfida principale è stata restare positiva e non soffermarmi sulla tristezza. Quindi ho letto molto, ho sognato molto, ho parlato molto con la famiglia e gli amici, il che mi ha aiutato a realizzare questa collezione.

Ti stai diplomando in un momento in cui le conversazioni su etnia, genere, sessualità, classe e questioni più ampie rispetto all’identità sono diventate estremamente urgenti ed essenziali. Come posizioni il tuo lavoro rispetto a queste conversazioni?
Queste conversazioni stanno aiutando a educare un settore che, per esempio, non troppo tempo fa sarebbe stato ostile a chi mi somiglia. Allo stesso tempo, voglio mettere in discussione le idee che le persone potrebbero avere su come le donne nere dovrebbero progettare, basandosi esclusivamente sulla loro etnia, genere e background. Attraverso il mio lavoro, voglio dimostrare che esiste più di un modo per possedere la propria identità. Non devo vivere all’interno di preconcetti per essere ascoltata—la mia identità si rivela attraverso vari dettagli nel mio lavoro, dalla ricerca alla confezione, fino al prodotto finale.

Lo scorso anno ha in qualche modo cambiato la tua visione della moda?
Ho avuto molta confusione durante quest’ultimo anno, ma ora ha molto più senso per me. Speranza è la prima parola che mi viene in mente. La moda ha la responsabilità di riunire le persone: sognatori, pensatori e lettori. Lo scopo della moda è aiutarci a colmare il divario tra realtà e fantasia.

Le 10 migliori collezioni della classe 2021 in MA Fashion alla Central Saint Martins
Fotografia di Suleika Mueller. Capelli Mai Ha. Makeup Matilde Caprilli. Modelle Lydia Reed e Olamide Mercy per IMG
Le 10 migliori collezioni della classe 2021 in MA Fashion alla Central Saint Martins
Fotografia di Suleika Mueller. Capelli Mai Ha. Makeup Matilde Caprilli. Modelle Lydia Reed e Olamide Mercy per IMG
Le 10 migliori collezioni della classe 2021 in MA Fashion alla Central Saint Martins
Fotografia di Suleika Mueller. Capelli Mai Ha. Makeup Matilde Caprilli. Modelle Lydia Reed e Olamide Mercy per IMG

Vivien Canadas

@viviencanadas

Raccontaci la tua collezione di laurea.
Si chiama Un sorso di aria fresca, A sip of fresh air. Dal cuore della città, è una fuga verso una campagna fantastica: un invito giocoso e personale per una gita fuori dalla città. In meno di un secolo l'umanità ha completamente trasformato il proprio habitat naturale fuggendo dalla campagna verso le metropoli. È una mutazione radicale che ha tracciato una sorta di nostalgia. La mia collezione esplora come l'ideale di una vita in campagna ridefinisce e trasforma il concetto di modernità. Una celebrazione del ponte tra le tradizioni e lo (strano?) progresso dell'umanità. Il vento soffia, le gonne ampie volano, i cappotti sono spinti contro la parte anteriore del corpo. Un sorso di aria fresca significa anche ribadire il nostro rapporto con gli elementi.

Ti stai diplomando in un momento in cui le conversazioni su etnia, genere, sessualità, classe e questioni più ampie rispetto all’identità sono diventate estremamente urgenti ed essenziali. Come posizioni il tuo lavoro rispetto a queste conversazioni?
Come designer non progettiamo solo capi di abbigliamento, progettiamo un mondo. È essenziale prendere parte a queste conversazioni e riflettere sui messaggi che stiamo diffondendo attraverso il nostro lavoro. Nel mio processo, è stato essenziale per me capire chi sono e cosa rappresento, al fine di diffondere un messaggio progressivo che riconosca ed elevi gli altri, indipendentemente dal genere, dalla etnia, dalla sessualità, ecc.

Lo scorso anno ha in qualche modo cambiato la tua visione della moda?
La moda è condivisione. È un'avventura umana che raggiunge il suo massimo quando inizi a collaborare, interagire e creare con gli altri.

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Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK

Crediti

Tutte le immagini courtesy dei designer

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