Gucci Garden Archetypes: dentro l’iperuranio giocoso di Alessandro Michele

Dopo la svolta hacker di "ARIA", continuano i festeggiamenti per il centenario con Gucci Garden Archetypes, un’esperienza multimediale immersiva che esplora l’immaginario cangiante delle ultime campagne della Maison.

di Gloria Maria Cappelletti
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14 maggio 2021, 10:11am

Il titolo più che promettente Gucci Garden Archetypes ci trascina subito in un mood eclettico che sa di inconscio collettivo, di miti, leggende urbane, idee platoniche, visioni mistiche, oggetti del desiderio, riti antichi e abduzioni extraumane.

Situato nello storico Palazzo della Mercanzia in Piazza della Signoria, accanto a Palazzo Vecchio, il cuore politico di Firenze, Gucci Garden non è un giardino tout court ma piuttosto un luogo trasformativo, un’eterotopia felice, un mondo trasversale a se stante, al di là del senso comune. Visitare questo luogo è come spostarsi tra diverse dimensioni con movimenti diagonali che intersecano mondi antichi e futuri anteriori, tutti nati nella mente di Alessandro Michele, Direttore Creativo di Gucci e curatore di Gucci Garden Archetypes.

“L’idea della mostra è quella di attraversare in modo giocoso la moltitudine di reference, idee e rimandi che ho messo in scena in questi sei anni e mezzo di lavoro e che in qualche modo riecheggiavano nella testa di molti,” ci racconta Alessandro Michele a proposito della sua visione della mostra, che celebra l’incontro con l’Altro e la moda come strumento di sensibilizzazione, evoluzione e trasformazione.

“L’Archetipo è prodotto dal nostro inconscio collettivo. Abbiamo raccontato la bellezza in milioni di modi, puntando su non-stereotipi, che però oggi lo sono diventati. In questi anni abbiamo tracciato degli spazi che oggi sono tutti praticabili e possibili. Ci siamo dati la libertà di creare immagini e oggetti pensando a persone di tutti i tipi, tutte le taglia, tutte le etnie, tutte le provenienze e sei anni e mezzo fa secondo me non era così usuale, quindi sono molto felice di questo percorso,” continua Alessandro.

Gucci Pràt O Porter, 2019, foto courtesy of Gucci

In effetti, l’approccio creativo di Alessandro ha sempre aperto un varco verso tutto ciò che non è ancora pur essendolo in potenza, verso uno sguardo Altro di ciò che siamo soliti guardare, offrendoci così la possibilità di una trasformare di ciò che facciamo, ciò che pensiamo, cosa ci piace e come ci vestiamo.

Gucci Garden Archetypes è un’esperienza multimediale immersiva IRL che esplora l’immaginario cangiante delle ultime quindici campagne pubblicitarie che hanno scandito il ritmo stagionale di Gucci, rimescolando narrative e bagliori che rimangono ancora oggi assolutamente attuali e hype. “Dobbiamo continuare a divertirci. Mi piace la sfida, devo sempre osare e sentirmi un pò scomodo.” Della serie: si cresce e si migliora solo uscendo dalla propria comfort zone.

Gucci Tokyo tribe, 2016

La mostra è pensata come un grande parco giochi con un percorso espositivo su due piani collegati tra loro da una scalinata completamente piena di graffiti in memoria della gioventù parigina del maggio ’68, protagonista della campagna Pre-Fall 2018. Così, salendo gli scalini tra i motti “Liberté, Égalité, Sexualité”, “L’amour est la réponse”, “Tourne ton visage au soleil” e “Ça dépend de nous”, si arriva preparati a procedere fuori da rassicuranti preconcetti per entrare nel giardino mentale di Alessandro, laddove il pensiero sa spingersi molto più in là delle rigide staccionate e delle canoniche convenzioni sociali.

Iniziamo il percorso espositivo accompagnati dal ritmo sospeso di The Dionysus Dance, video seminale della Cruise 2016 e le collezioni ossessive della campagna A/I 18 allestite con un effetto collasso-gravitazionale e moltiplicazione dello spazio infinita. Proseguiamo il viaggio e incontriamo la protagonista misteriosa della prima campagna A/I 15, scattata mentre la metro veloce di Los-Angeles le scompigliava i capelli coprendole il volto. Proseguiamo attraverso un tunnel umido, ricco di odori della Savana, per scoprire l’Arca di Noè della Cruise 2019 Gucci Gothic, tra Harry Styles, tigri, elefanti, cerbiatti e pappagalli. Non potevano mancare i sorrisi di Gucci Beauty moltiplicati a loop infiniti su schermi liquidi e il giardino paradisiaco dove Petra Collins, Hari Nef e Dakota Johnson hanno interpretato la fragranza di Gucci Bloom.

Gucci Dans Les Rues, Pre-fall 2018

L’incontro con l’Altro viene ulteriormente cristallizzato in un diorama museale con una ricostruzione impossibilmente tassidermica di alieni e presunte creature extraterrestri, protagonisti indiscussi della campagna A/I 17. Tappeti volanti e navicelle spaziali sono come dei giardini astratti che si muovono attraverso lo spazio e il tempo, cosi come gli archetipi sono direttamente collegati alla dottrina delle idee di Platone, ovvero esistono a prescindere dalla realtà.

Gli archetipi di Gucci sono in collegamento tra loro, e ciascuno di essi è indispensabile, come le sinapsi di un grande cervello o la retina fotosensibile del terzo occhio. Così la mostra presenta immaginari completamente diversi tra loro ma radicalmente connessi in un vagabondare tra spazi e possibilità che arrivano al metaverso. Gli avatar della community creativa virtuale di Roblox potranno trasformarsi in artwork digitali visitando la mostra programmata sulla piattaforma online dal 17 maggio per due settimane.

Gucci collectors 2018

“Roblox è un posto, un luogo virtuale che appartiene alle nuove generazioni e quindi appartiene anche a noi. Sarebbe un errore non vestire anche quel territorio, che non conosco bene ma mi affascina molto. Sono felice di approcciare e avvicinarmi a cose che non conosco. E’ bellissimo sapere che c’è una moltiplicazione di territori su cui lavorare. La moda è diventata molto più di una boutique su una strada. Credo che siamo arrivati ad un punto in cui il mondo vuole uscire dalle logiche della Rivoluzione Industriale, non sa bene come fare però ora, dopo l’esperienza della pandemia, siamo di fronte ad un momento che può essere l’occasione vera di un cambiamento importante.”

Lo sguardo e il pensiero creativo di Alessandro sono già diretti verso una nuova rivoluzione, in cui la nostra identità reale non potrà più prescindere da quella digitale, la grande scommessa sarà come creare una nuova grande Arca di Noè singolare, per traghettare memorie profondamente umane e desideri imprevisti. “In questi anni ho semplicemente raccontato chi sono e come sono, questa è stata una scommessa grandissima. Non sono sempre stato capito, ma questo non mi ha mai fermato. Alcuni puristi della moda mi hanno criticato, ma per me la moda è questo eclettismo dinamico. E’ un accadimento. E’ vita, quella vita che ho messo dentro i progetti e le collezioni e dove tutti ci si possono trovare,” conclude Alessandro.

La mostra-esperienza Gucci Garden Archetypes è visitabile tramite un tour virtuale su Gucci.com a partire dal 17 maggio 2021.

gucci scorcio da fuori della control room
Gucci control room
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Gucci Soul Scene, 2017
gucci summer 2020, of Course a Horse
Gucci Urban Romanticism 2015
Gucci Fall winter 2017
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Crediti

Testo di Gloria Maria Cappelletti
Foto courtesy of Gucci

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