Attivismo e post-pandemia: come possiamo tornare ad agire concretamente nel mondo?

E quale sarà il ruolo dell’arte? "Resisting the Trouble", la nuova mostra collettiva internazionale di Manifattura Tabacchi a Firenze, prova a darci una risposta.

di Gloria Venegoni
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06 maggio 2021, 12:01pm

Pluralità è la parola chiave di Resisting the Trouble - Moving Images in Times of Crisis, la mostra collettiva internazionale aperta dal 4 maggio al 4 giugno a Manifattura Tabacchi a Firenze, curata da Leonardo Bigazzi e realizzata dai 12 creator under 35 che hanno partecipato alla IX edizione di VISIO - European Programme on Artists’ Moving Images—il programma di ricerca e residency promosso da Schermo dell’arte, in collaborazione con alcune tra le più importanti accademie d’arte di tutta Europa.

L’internazionalità dell’esposizione si riflette proprio nella selezione dei progetti presentati, provenienti letteralmente da ogni parte del mondo: si spazia dal Sud Africa al Marocco, arrivando fino all’Olanda e alla Polonia. Diversi punti di vista personali, unici e intelligenti che declinano attraverso la pratica delle immagini in movimento il tema centrale del progetto: la riflessione sulle tematiche più urgenti, cruciali e rilevanti che la società di oggi deve affrontare oggi, attraverso opere che usino immagini in movimento.

ragazze in divisa con in mano cellulari sdraiate in un campo sportivo, mostra resisting to trouble, foto courtesy of Manifattura tabacchi

La pluralità e la diversità dei punti di vista di Resisting the Trouble restituisce così una risposta quanto più stratificata possibile a una domanda profonda e complessa: in un periodo storico in cui abbiamo imparato nostro malgrado a fare i conti con le grandi questioni del nostro tempo quasi esclusivamente attraverso una dimensione virtuale, possiamo tornare ad avere un ruolo attivo e concreto nel mondo? E quale sarà il ruolo dell’arte in questo ritrovato scenario fisico?

Perché mentre ci abituavamo all’idea di vederci sottratte, pezzo dopo pezzo, quelle libertà che abbiamo sempre dato per scontato, ritrovandoci rinchiusi tra le quattro mura delle nostre case senza la possibilità di agire nel mondo se non attraverso schermi blu e pareti di vetro, le immagini in movimento sono diventate la nostra unica dimensione: per informarci, per trovare stimoli, per denunciare, per criticare, per problematizzare, per dire la nostra, per condividere, per sensibilizzare, per “agire”, per provare a cambiare le cose.

meduse blu, mostra resisting to trouble, foto courtesy of Manifattura tabacchi

Unico medium per rimanere ancorati al mondo e sopperire alla nostra solitudine, i contenuti audiovisivi che ci hanno inondato da quel fatidico marzo 2020 ci hanno garantito un simulacro di normalità e quotidianità, senza che avessimo il tempo e la forza mentale di porci troppe domande. E se da un lato abbiamo avuto conferma delle effettive potenzialità dell’arte audiovisiva di intervenire nel mondo in modo concreto, ora è arrivato il momento di farcele quelle domande, e capire per davvero che ruolo possano svolgere—e vogliamo che svolgano—le immagini e le piattaforme che le veicolano: cosa ci lasciano? Cosa possono continuare a comunicare? Che rilevanza possono avere nel futuro prossimo?

All'affacciarsi di un mondo traumatizzato, in bilico tra un incerto ritorno al contatto umano e la paura di una ricaduta, la mostra Resistin Trouble ci pone di fronte a questo dilemma, invitandoci a riflettere attraverso le 12 opere esposte, tra film, video e installazioni. Si tratta opere-spunto, che si pongono come pretesto per spingerci a immaginare possibilità alternative, a concepire strade nuove per quel futuro che a molte persone è stato sottratto, ma che è il momento di reinventare. L’arte diventa quindi di nuovo strumento da cui attingere per trovare la propria resilienza e ispirazione, creando nuovi modelli di realtà inclusivi e sostenibili.

schermo con scritta sedia stesso posto 23 anni, mostra resisting to trouble, foto courtesy of Manifattura tabacchi

Con questo progetto, Manifattura Tabacchi porta vanti il programma di arte contemporanea NAM—Not a Museum, di cui Resisting the Trouble è parte, rinnovando il proprio impegno nel sostegno di un’arte che sia progressista, indipendente e poliedrica nel suo contaminarsi multidisciplinare.

“Resisting the Trouble - Moving Images in Times of Crisis” sarà visitabile fino al 4 giugno, dal martedì al venerdì dalle ore 18:00 alle 21:00 . La prenotazione con 24h di anticipo è obbligatoria e può essere fatta qui.

persone a letto, mostra resisting to trouble, foto courtesy of Manifattura tabacchi
mani maniglie antipanico, mostra resisting to trouble, foto courtesy of Manifattura tabacchi
mani schermo giallo, mostra resisting to trouble, foto courtesy of Manifattura tabacchi
corpo bianco su schermo, mostra resisting to trouble, foto courtesy of Manifattura tabacchi
schermi ghiaccio persone, mostra resisting to trouble, foto courtesy of Manifattura tabacchi
scene rompighiaccio, mostra resisting to trouble, foto courtesy of Manifattura tabacchi

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Crediti

Testo Gloria Venegoni
Foto by Federica di Giovanni for Manifattura Tabacchi

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