"Middle East Festival" ti fa vedere il Medio Oriente oltre i soliti stereotipi

Se il Medio Oriente ti interessa anche al di là dei suoi conflitti, dai un'occhiata al festival che vuole presentare la complessità e la ricchezza della cultura mediorientale contemporanea.

di Sumaia Saiboub
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07 ottobre 2020, 11:31am

Fotografia di sinistra di Myriam Boulos, di destra di Erdem Varol

Da quando il Medio Oriente è diventato uno dei protagonisti indiscussi della cronaca estera, gli unici argomenti che sembrano portare la regione sulle pagine dei giornali e sotto l’attenzione collettiva sono generalmente legati a questioni di crisi e conflitti.

Allo stesso modo, gran parte della produzione cinematografica e televisiva occidentale ambientata nella zona non prescinde da storyline che hanno a che fare con spie, operazioni militari e risoluzioni di conflitti, delineando in maniera molto superficiale una dicotomia bene-male totalmente infondata e stereotipata. Questa narrazione piuttosto monolitica è parte del motivo per cui nell’immaginario collettivo Medio Oriente = posto pericoloso dove la vita quotidiana è orribile.

Eppure, non si potrebbe avere una visione più riduttiva e superficiale di questa regione, che forse così tanto diversa dalla nostra neanche lo è. Anche qui si parlano lingue diverse, si praticano fedi diverse e le città sono un melting-pot di culture diverse.

Ci sono sì conflitti, proprio come ce ne sono di molto vicini a noi (ad esempio in Bielorussia) ma una differenza la fa la posizione geografica del Medio Oriente: trovandosi in una zona strategica, in cui convergono gli interessi di tutte le maggiori potenze mondiali, tutto ciò che accade in questa regione preoccupa il resto del mondo.

Ma la narrativa legata a guerre, rappresaglie e turbolenze governative non rappresenta altro che una piccola percentuale di quello che in realtà accade in Medio Oriente, dove la gente, vive un quotidiano che vale la pena raccontare, tanto quanto tutto il resto.

Fra questa gente ci sono artisti, fotografi, videomaker e registi che vale la pena conoscere. Finalmente, anche in Italia è possibile farlo attraverso la rassegna Middle East Now, che porta a Firenze le culture del Medio Oriente dal 6 all’11 ottobre.

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Fotografia di Reem Falaknaz

Lo scopo dell’iniziativa è presentare la complessità e la ricchezza della cultura mediorientale contemporanea, con un programma che unisce cinema, arte, fotografia, musica, fumetti, incontri, teatro, progetti ed eventi. Il tema di quest’anno è “Visual Voices”, e vuole essere un racconto di come le espressioni visive siano strumenti attivi di impegno sociale in Medio Oriente.

Sono in programma oltre 40 proiezioni, sia in sala che online, come ormai è prassi ai tempi del Covid. Le pellicole portano alla luce lati inediti di paesi come Iran, Siria, Palestina, Israele, Turchia, Iraq, Afghanistan e Arabia Saudita. Dove possibile, saranno presenti i registi stessi per introdurre il loro lavoro e per sessioni di Q&A con gli spettatori, altrimenti saranno in collegamento video.

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Tavola da Mediterraneo
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Still da Rue du Desert

Ma non finisce qui, perché ci sarà anche una mostra fotografica al Mad Murate Art District, che esporrà i lavori di 7 fotografi emergenti della regione, ciascuno dei quali illustrerà 7 giorni di vita in 7 città diverse del Medio Oriente. Come novità assoluta, il Festival ha introdotto uno spazio dedicato interamente alle colonne sonore dei film, focalizzato sul contributo creativo che la musica dà all’arte cinematografica, nello specifico mediorientale, presentato da un ospite speciale: il musicista Omar Fadel. Non mancheranno poi talk sui temi più caldi e sentiti sulla regione, che oggi più che mai necessitano di essere approfonditi.

Middle East Now si prospetta un evento poliedrico, con qualcosa da offrire a tutti in base ai propri interessi, che sviscera temi spesso tralasciati, gettando luce su una zona del mondo spesso chiacchierata in maniera fin troppo superficiale. Per saperne di più, non vi resta che cliccare qui.

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Fotografia di Erdem Varol
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Formerly Youth Square
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Still da Ayouni
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Fotografia di Mouad Abillat
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Tavola da Mediterraneo
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Still da Sunless Shadows
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Tavola da Mediterraneo
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Fotografia di Ameer Hazim

Crediti

Testo di Sumaia Saiboub
Immagini su gentile concessione di MIDDLE EAST NOW

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