Tre mesi via FaceTime: guarda il nostro nuovo editoriale scattato in remoto!

Loro sono Omar, Jem, Martina, Xuwei, Vittoria, Gugol, Princess e Vittoria. Queste le immagini che documentano il loro lockdown.

di Redazione i-D
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23 giugno 2020, 8:49am

Ad alcuni sembra sia durato anni, ad altri pochi giorni, ma una cosa è certa: il lockdown ha cambiato tutti noi, i nostri pensieri e le nostre azioni. Il nostro lavoro è cambiato, così come le modalità in cui lo svolgiamo. Molti hanno dovuto reinventarsi in questo periodo, ma se c'è una cosa che abbiamo imparato è che anche dalle peggiori tragedie, come una pandemia mondiale, si possono trarre piccoli insegnamenti positivi.

Noi di i-D Italy, ad esempio, abbiamo scoperto che la collaborazione e le connessioni interpersonali che si creano durante le ore di lavoro non sono elementi esistenti solo quando si è tutti nella stessa stanza, anzi: si può creare una vicinanza emotiva anche a migliaia di chilometri di distanza. "Paradossalmente, abbiamo lavorato più a stretto contatto gli uni con gli altri in questo shooting fatto in remoto, rispetto a quando lavoriamo tutti insieme sul set," riassume il fotografo Rosario Rex di Salvo.

Durante questi tre mesi di lockdown siamo infatti virtualmente entrati negli armadi di alcuni dei ragazzi appartenenti alla i-D Family, la nostra rete di creativi e cool kids sparsa in giro per il mondo. Insieme alla nostra stylist Giorgia Imbrenda, abbiamo selezionato accuratamente tre outfit dai loro armadi e cercato gli spot più interessanti all’interno delle loro case. E se di solito i compiti di ogni figura professionale presente sul set sono ben distinti, lavorando in remoto c'è stata una maggiore collaborazione e ibridazione dei ruoli, tra stylist che segue i sopralluoghi e fotografo che magari osserva attento anche la parte di fitting, così da studiare nel frattempo la location e il modo in cui i talent si muovono davanti alla camera.

È stato uno shooting insolito, dunque, perché ci ha permesso di stabilire un legame con i ragazzi coinvolti più confidenziale rispetto a quello che si crea su un set ordinario. E neanche scegliere i luoghi e i props giusti per ognuno di loro è stato difficile, perché niente ti rappresenta come il luogo in cui vivi.

Omar, 18 anni, Modello

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Come e dove hai passato questa quarantena?
In camera mia, tra playstation, musica e graffiti.

Descrivila in tre canzoni
Te la posso descrivere in 3 album, invece: Eternal Atake di Lil Uzi, Amer Hours di The Weeknd e Partymobile di Partynextdoor.

In che modo il coronavirus ha cambiato il modo in cui ti esprimi, creativamente parlando?
Ha un po’ soffocato la mia creatività, perché per me è impossibile creare dal nulla. Ho bisogno di input esterni, quindi stare chiuso in casa per più di due mesi mi ha tolto parecchio. Però sono comunque riuscito a tenermi attivo e presto inizierò a condividere tutto quello a cui ho lavorato.

Magari hai iniziato a fare qualcosa che non avevi mai fatto prima in questo periodo?
Ho letto, e io sono uno che non legge mai! Di solito preferisco parlare con le persone e vedermi dei film, ma in questa quarantena ho letto!

Cosa vuoi portare con te dopo la fine di tutto questo?
L'idea che noi esseri umani dobbiamo smettere di crederci i padroni del mondo, la maggior parte delle cose che facciamo sono danni e la natura prima o poi si ribella.

Cosa vorresti dire al te stesso di inizio febbraio 2020?
Probabilmente di stare calmo e prepararsi a due mesi di relax assoluto.

Jem, 25, Artista

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Come e dove hai passato questa quarantena?
Prevalentemente a casa, come tutti. Ho creato un piccolo studio per lavorare e non ho sofferto questa condizione, perché mi ha permesso di dedicarmi unicamente alla pittura.

Descrivila in tre canzoni!
Sinnerman di Nina Simone, Alone together di Kenny Dorham e Underdog di Alicia Keys

In che modo il coronavirus ha cambiato il modo in cui ti esprimi, creativamente parlando?
Dopo un primo periodo di stallo, questa situazione mi è stata utile per immergermi di più nello studio. Ho letto molti testi che mi hanno tenuto compagnia e fatto concentrare ancora di più sul mio lavoro. Credo che per un artista la cosa più importante sia il tempo, che ci permette di riflettere di più.

Magari hai iniziato a fare qualcosa che non avevi mai fatto prima?
Sì, con un amico ho iniziato ad allenarmi tramite videochiamata. È stata un'esperienza che non avevo mai fatto prima.

Qual è la lezione che vuoi portare con te dopo la fine di tutto questo?
Durante la quarantena tutto il mondo ha dovuto reinventarsi, adattarsi a nuove routine. In questi mesi ciò che conoscevamo ci è diventato estraneo: gli affetti, gli spazi e anche il tempo si sono trasformati. Abbiamo imparato che un evento straordinario può ribaltare tutte le nostre certezze in un attimo e che bisogna essere sempre pronti a rinnovarsi.

Cosa vorresti dire al te stesso di inizio febbraio 2020?
Di organizzarsi per prendere più colori e pennelli possibile prima che chiudano i colorifici.

Martina, 29, studentessa

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Come e dove hai passato questa quarantena?
Quando è iniziato il lockdown mi trovavo a casa dei miei genitori a Fiesole, sui colli Fiorentini. Ho trascorso qui tutta la quarantena. Vivo a Milano da 10 anni e sono abituata a tornare a casa soltanto per i weekend (in cui ti devi dividere fra parenti e amici). Il cambiamento è stato totale.

Descrivila in tre canzoni!
Walk on the wild side di Lou Reed, Na na na dei My Chemical Romance, Hard knock life di Jay Z

In che modo il coronavirus ha cambiato il modo in cui ti esprimi, creativamente parlando?Come molti, anche io ho iniziato a cucinare, attività che avevo sempre denigrato. Mi sono resa conto che oltre a piacermi, è utile per lo spirito :ti concentri su quello che stai facendo in quel momento, senza pensare a quello che dovevi fare prima o che dovrai fare dopo. Ho anche iniziato a cantare: quando ho bisogno di sfogarmi prendo la macchina, faccio 500 metri verso il bosco e passo le ore a cantare, senza avere l’ansia che qualcuno mi possa sentire.

C'è qualcosa che vuoi portare con te dopo la fine di tutto questo?
L’inizio del 2020 è stato particolarmente difficile, ho avuto una brutta infezione che mi ha tenuta a letto per più di due mesi, quindi in realtà la mia quarantena è iniziata a gennaio. In quel periodo mi sono spaventata, in più avevano annullato lo stage che avrei dovuto iniziare ad aprile (causa Covid-19) e mi sono resa conto di quanto sono abituata a struggermi per cose che alla fine si rivelano non così importanti. La quarantena è stata quasi una rinascita, avevo bisogno di riprendere in mano la mia vita, dedicarmi a me stessa e alla mia famiglia. Spesso sono stata troppo concentrata nel voler raggiungere grandi traguardi, ma ora mi sono resa conto che mi basta veramente poco per sentirmi appagata.

Cosa vorresti dire al te stesso di inizio febbraio 2020?
È questione di tempo. Una frase fatta che in tanti mi hanno detto, ma che non sono mai riuscita ad apprezzare prima della quarantena. Però penso che accettare quello che ci viene dato in un certo momento sia il primo passo per un cambiamento.

Cesare, 21 anni, Assistente di show-room

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Come e dove hai passato questa quarantena?
La prima fase l'ho trascorsa a Milano, dato che mi trovavo lì per lavoro quando è iniziata, ora invece sono tornato dalla mia famiglia a Verona.

Descrivila in tre canzoni!
Bitter Sweet Symphony, dei The Verve, Dove gli occhi non arrivano di Rkomi e Faz Gostoso di Madonna.

In che modo il coronavirus ha cambiato il modo in cui ti esprimi, creativamente parlando? L'unico cambiamento è stato nel mio modo di vestire.

Qual è la lezione che vuoi portare con te dopo la fine di tutto questo?
Apprezzare le piccole cose a cui prima non facevo caso.

Cosa vorresti dire al te stesso di inizio febbraio 2020?
Se potessi tornare indietro prenoterei un volo per Bali.

Giorgio, 24, artista e grafico

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Come e dove hai passato questa quarantena?
A Milano, con la mia ragazza che al momento del lockdown era da me, per lo più disegnando.

Descrivila in tre canzoni
D.A.N.C.E dei Justice, Map Change dei Every Time I Die e Boredom di Tyler The Creator.

In che modo il coronavirus ha cambiato il modo in cui ti esprimi, creativamente parlando?
Mi ha fatto prendere più coscienza di alcuni lavori personali che stavo trascurando. All'inizio é stato stressante, ma ho trovato una sintonia nuova.

Magari hai iniziato a fare qualcosa che non avevi mai fatto prima?
Ho iniziato a studiare il mondo dell'animazione 2D, che é una mia passione da sempre e ho contattato alcuni professionisti per avere dei feedback.

Qual è la lezione che vuoi portare con te dopo la fine di tutto questo?
Sono contento di aver vissuto questa esperienza, paradossalmente: in questi tempi in cui si danno tante cose per scontate, é arrivato qualcosa che ha dato uno scossone al genere umano. Lo accetto volentieri, mi ha insegnato a dare il giusto valore alle cose, specie alcune che inseguivo con avidità e ora mi schiacciano di meno.

Cosa vorresti dire al te stesso di inizio febbraio 2020?
Magari il me stesso di settembre saprà darti le risposte che cerchi.

Linlin, freelance

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Come e dove hai passato questa quarantena?
A casa, con il mio ragazzo e il suo gatto. Il primo mese dovevo dare degli esami all'università, quindi ero mega presa. Poi sono iniziate le lezioni online, la primavera è arrivata a bussare alla nostra porta e i ritmi sono rallentati. Ogni giorno cercavo di fare qualcosa per che mi ricordasse che la vita continuava, seppur più lentamente. A volte cucinavo, altre cucivo a mano piccole borsette guardando la mia serie tv coreana preferita.

In che modo il coronavirus ha cambiato il modo in cui ti esprimi, creativamente parlando?
Non è cambiato molto, ma in questi momenti così misteriosi in cui il mondo sembra essersi congelato abbiamo tutti più tempo per pensare. Prima avevamo le nostre cose da fare, ma ho davvero l'impressione che questo periodo sia stato uno snodo essenziale nella vita delle persone. Questo non vuol dire obbligarsi nel fare qualcosa di concreto, quanto invece adattare il nostro modo di pensare alle nuove esigenze.

Magari hai iniziato a fare qualcosa che non avevi mai fatto prima in questo periodo?
Ho iniziato a studiare After Effects, dato che fa parte del mio corso universitario. Prima avevo un rifiuto per l'editing video, ma adesso che ho deciso di imbarcarmi in questa avventura ce la voglio mettere tutta.

Qual è la lezione che vuoi portare con te dopo la fine di tutto questo?
Apprezzare e dare valore alle piccole cose quotidiane.

Cosa vorresti dire al te stesso di inizio febbraio 2020?
Ringrazierei me stessa, perché nei mesi successivi avrei vissuto una primavera speciale e unica.

Vittoria, 21 modella e art director

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Come e dove hai passato questa quarantena?
Al momento del lockdown mi trovavo a Parigi, e sono dovuta tornare in Liguria, a casa della mia famiglia—anche se io vivo stabilmente a Milano.

Descrivila in tre canzoni
Sara non piangere di Pino Daniele, The Beach House di Benny Sings e Come Down di Evelyn Champagne King.

In che modo il coronavirus ha cambiato il modo in cui ti esprimi, creativamente parlando?
Penso al mio ultimo shooting, ero alle Canarie con un team di 10 persone che oggi probabilmente potrei vedere su Zoom. Ma dal punto di vista artistico, il coronavirus è solo riuscito a chiudermi in una stanza: non penso di essere cambiata, sono sempre alla ricerca di cose che mi aprano il cervello ed è divertente riscoprirle in un ambiente familiare, dato magari per scontato e considerato banale sino a poco prima.

Magari hai iniziato a fare qualcosa che non avevi mai fatto prima in questo periodo?
Oltre ai film, i libri, i podcast, la skincare, e i workout casalinghi, la cucina, l’ordine fisico e mentale, dipingere, fare le perline e lavorare a maglia ho dovuto convincermi a FERMARMI. (Verbo mai pronunciato prima) E-ehy! Non è detto che uno STOP debba per forza immobilizzarti!

Qual è la lezione che vuoi portare con te dopo la fine di tutto questo?
Ho sempre pensato che la manifestazione più semplice di libertà sia quella di movimento. Dopo questo periodo ho rivalutato il valore della possibilità di spostamento: la distanza da raggiungere era quella che ci separava da Marte, poi improvvisamente è diventata quella (di sicurezza) dagli scaffali dell’Esselunga.

Cosa vorresti dire al te stesso di inizio febbraio 2020?
Il pigiama è comodo anche per fare sport.

Xuwei, 17 anni, modella e studentessa

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Come e dove hai passato questa quarantena?
Dopo essere stata a Milano e Parigi nella prima metà di febbraio, verso la fine del mese sono tornata nella mia città natale in Cina, Guangzhou.

In che modo il coronavirus ha cambiato il modo in cui ti esprimi, creativamente parlando?
Credo sia stata un'opportunità per tutti noi di passare del tempo con la nostra famiglia e comunicare con più sincerità. Ma è stato anche un momento in cui migliorare noi stessi. Ho imparato un sacco di cose nuove, fatto programmi per il futuro e provato mille workout diversi.

Magari hai iniziato a fare qualcosa che non avevi mai fatto prima in questo periodo?
Sono migliorata in cucina: ora so fare cose sane e gustose, e ho anche imparato a usare il forno!

Cosa vorresti dire al te stesso di inizio febbraio 2020?
Trova il momento GIUSTO per fare la cosa GIUSTA

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Crediti

Editor Amanda Margiaria
Fotografia di Rosario Rex di Salvo
Styling Giorgia Imbrenda
Art Direction Maria Laura Buoninfante

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