La vendita annuale delle stampe Magnum è tornata!

Ecco la tua occasione per accaparrarti una stampa Magnum da esposizione a soli 80 euro.

di Ryan White
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22 marzo 2021, 11:27am

Emin Ozmen / Collezione Magnum. 


Folla assemblata in uno stadio durante una manifestazione per il referendum per l'indipendenza a Erbil, Iraq. September 2017.

Ogni anno, per una sola settimana, Magnum vi dà la possibilità di acquistare una stampa autografata o con il timbro real estate a soli 100 dollari [circa 84, NdT]. Stampe di qualità talmente alta da poter essere esposte in un museo. La celebre agenzia fotografica cataloga infatti sistematicamente queste stampe, e ogni anno riesce a ripescare e riproporre dei thread del passato che siano in qualche modo collegati al presente.

Il tema di quest’anno è “L’inaspettato”, ovvero una serie di foto che rappresentano l’imprevedibilità della vita, quei “felici incidenti di percorso che ci portano a conservare nella memoria immagini memorabili”.

“Fin dalla sua nascita, la fotografia è stata associata all’inatteso,” scrive l’agenzia fotografica, “al racontare problematiche di nicchia, rappresentare eventi che avvengono in luoghi generalmente lontani dall’occhio del pubblico, o catturare millesimi di secondo di inattesa leggerezza.”

Durante il Women’s History Month—il mese dedicato al contributo delle donne nella storia e nella società contemporanea, celebrato nel mese di marzo in Stati Uniti, Regno Unito e Australia—Magnum si prefigge come obiettivo della vendita quello di portare l’attenzione su alcune grandi figure femminili della fotografia: la foto scattata da Sabiha Çimen delle studentesse alla scuola di Corano, i figli di Olivia Arthur al centro sci di Dubai e l’iconica foto di Marilyn Monroe che legge l’Ulisse di Joyce scattata da Eve Arnold—per nominarne giusto tre.

La fotografia continua ad affermarsi come il medium principale per raccontare le storie della nostra generazione, portando alla luce gli alti e bassi più significativi della pandemia e denunciando le disuguaglianza sociali di questa epoca. Se ci pensate, il potere delle immagini stampate non è mai stato così forte. “Questa collezione di più di 90 stampe rappresenta l’ampiezza e la varietà della produzione Magnum, ma anche i messaggi di cui la fotografia può farsi carico.”

La vendita delle stampe Magnum avverrà sullo shop online della’agenzia (magnumphotos.com/shop) dalle 14:00 di lunedì 22 marzo alle 21:00 di domenica 28 marzo.

un tramonto rosso su muro verde
Alex Webb/Collezione Magnum

‘Sancti Spiritus’. Cuba. 1993. Dal book fotografico di Violet Isle, in collaborazione con Rebecca Norris Webb

“Riesco a raggiungere un posto soltanto muovendomi a piedi. Quello che fa uno street photographer è proprio camminare e aspettare che qualcosa lo ispiri, rimanendo fiducioso che l’inaspettato, lo sconosciuto, o che il cuore segreto di ciò che già conosce, arriverà a mostrarsi.” —Larry Towell

marilyn monroe reading ulysses
EVE ARNOLD/MAGNUM PHOTOS

Marilyn Monroe mentre legge l’Ulisse di James Joyce. Long Island, New York, Stati Uniti, 1955

“Questa immagine è stata scattata da Eve durante il suo primo servizio fotografico con Marilyn Monroe. Mentre lavoravano insieme, Monroe si è rivelata una persona alla mano, rilassata. Ma Eve all’epoca non aveva ancora colto il candore dell’attrice. Quello che segue è un estratto dal libro della fotografa, Retrospettiva, in cui ricorda il suo secondo incontro con Marilyn, dove le ha mostrato le foto che aveva scattato:

Mi è venuta incontro sulla porta, indossando un negligee nero. Aveva una spazzola in mano. Mi ha chiesto se mi andava di assistere a un’intervista per un giornale europeo, prima di parlare delle foto. La giornalista è comparsa praticamente in quel preciso momento. Marilyn l’ha salutata, e mentre la donna aveva la testa abbassata a cercare il taccuino in borsa, Marilyn ha chiesto se le dispiaceva se si spazzolava i capelli mentre veniva intervistata, e lei ha detto di no. Quando la donna ha alzato la testa, Marilyn si stava spazzolando i peli pubici.

Grazie principalmente al suo temperamento rilassato, le due sono poi diventate grandi amiche.” —Michael Arnold, erede di Eve Arnold.

due bambini che fanno scii a Dubai
Olivia Arthur/Collezione Magnum

Bambini che sciano a Dubai. Dubai. U.A.E., 2013

“Una delle esperienze più surreali che abbia mai fatto è stata una settimana bianca a Dubai, in un centro sci indoor con temperature sotto zero e neve vera. Sali sulla vetta di un pendio a quasi un chilometro di altezza, dove a metà puoi fermarti in una piccola baita di legno per mangiare o bere qualcosa di caldo. In piedi, fuori dalla baita con in mano il mio caffè caldo, sotto una stufa a gas, mi sono reso conto che mi trovavo in un gigantesco congelatore nel bel mezzo del deserto. Non ho potuto non pensare a quello che siamo disposti a fare e trasformare soltanto per il nostro divertimento.” —Olivia Arthur.

bambini con aquilone in Oman
Ian Berry/Collezione Magnum

Ras al-Hadd vicino a Sur. Oman, 2004.

“Mentre viaggiavo in Oman sono stato nei pressi di Sur. Sempre alla ricerca dell’inaspettato, ho visto dei bambini che giocavano con degli aquiloni creati con borse di plastica. Come mi succede forse una volta all’anno, l’intero quadro e tutti i suoi elementi—i bambini, gli aquiloni, persino il palo del telefono—sembravano messi apposta per essere fotografati.” —Ian Berry

uomo con vinile
Ernest Cole/Collezione Magnum

New York, U.S.A. 1971 circa

“Uno dei fenomeni più strani della street photography è quando il fotografo sembra coinvolto in una sorta di profezia culturale. La collisione del presente con il futuro necessita di una straordinaria capacità di scorgere il futuro nell’attimo presente.” —Ernest Cole

La foto di Ernest Cole di un hipster di New York nel lontano 1971 anticiperà lo stile b-boy di metà anni ‘80: cappellino da pescatore, sportswear, versione vintage dello stereo da beatbox. L’espressione sorpresa del proto b-boy sembra fare un salto in avanti di decenni, alle foto sulle pagine di magazine di moda come The Face e i-D.

La cultura moderna viene anticipata anche nelle altre foto di Cole scattate in quel periodo, in cui immortala i graffiti che ricoprono le strade di New York. Qualche anno più tardi, inizierà a mettere insieme e documentare questa fiorente forma d’arte in un libro. Dev’essere stato piuttosto strano per il fotografo assistere allo sviluppo della cultura hip hop tra gli anni ‘70 e ‘80, un’identità che lui era riuscito a prevedere negli anni' ‘60.” —Ernest Cole

donna su pedalò a Instanbul
Sabiha Çmen/Collezione Magnum

Studiose del Corano che si divertono su un lago artificiale durante il weekend. Istanbul, Turkey, 2018

“Le scuole in cui si studia il Corano sono un ambiente ordinato, strutturato e prevedibile. Durante le vacanze legate alle festività, le ragazze hanno la possibilità di passare il tempo come preferiscono. Di solito cercano soltanto un po’ di aria fresca all’aperto, senza un piano particolare o una direzione precisa. Lì, lasciano che il vento le porti alle lontane sponde dei loro sogni, facendosi condurre dalle correnti sorprendenti dell’immaginazione.” —Sabiha Çimen

una donna che spinge una donna più anziana in carrozzina sulla madison avenue
Bruce Gilden/ Collezione Magnum

L’espressione assurda di due donne sulla Madison Avenue. New York, USA, 1990

“Non potevo credere ai miei occhi quando ho visto l’espressione sulle facce di queste due donne—probabilmente imparentate—mentre la più giovane spingeva la più anziana in carrozzina lungo la Madison Avenue a New York. Qualunque fosse il motivo, la sua bocca era completamente spalancata. La scena mi ha ispirato a immortalare un quadretto familiare madre e figlia: ho immaginato che la figlia non ne potesse più e stesse tentando di buttare giù la donna più anziana da un burrone.” —Bruce Gilden.

un uomo lancia una molotov a Nicaragua
Susan Meiselas

“Molotov Man”. I Sandinisti assediano il quartier generale della guardia guardia nazionale. Estelì, Nicaragua, 1979

“Ho fotografato il sandinista Pablo ‘Bareta’ Arauz il 17 luglio 1979, il giorno prima che Somoza scappasse da Nicaragua. Mentre scattavo, non sapevo chi fosse. Stava lanciando una molotov su uno degli ultimi presidi della Guardia Nazionale a Estelì. In quel momento stavo lavorando con due macchine fotografiche. Una caricata con una pellicola in bianco e nero e l’altra a colori, con cui ho immortalato i gesti decisi di Bareta. L’immagine è conosciuta come Molotov Man. L’hanno affissa e riprodotta per tutta Nicaragua, prima ancora che comparisse sui libri che celebravano l’anniversario della rivoluzione Sandinista.

25 anni fa, il ritratto di Bareta è stato adottato come il simbolo ufficiale della lotta contro la dittatura di Somoza. Nel 2018, gli studenti che ora protestano contro il presidente nicaraguense sandinista Daniel Ortega hanno stampato sulle proprie magliette proprio Molotov Man. Un’immagine può avere molteplici vite diverse, che in questo caso né io né Pablo avremmo potuto prevedere o controllare.” —Susan Meiselas.

Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK.

Crediti

Tutte le foto courtesy of Magnum.

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