Immagini per gentile concessione di gorunway.com 

9 collezioni che hanno segnato la Milano Fashion Week Uomo S/S 23

Dall'abbigliamento vacanziero di Fendi alla sartoria freudiana di Jordanluca, ecco cosa è successo durante questa settimana della moda maschile estiva.

di Mahoro Seward
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23 giugno 2022, 12:41pm

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Come sappiamo, dopo Londra arriva Milano, città che per questa stagione ci ha accolto con una nuova e irrefrenabile ondata di moda ad alto tasso di sperimentazione. Dalla semplicità raffinata di Prada all'esuberanza massimalista di Versace, dal surrealismo bizzarro di JW Anderson all'ascesa di giovani audaci talenti come Magliano, questa è stata una stagione in cui l'abbigliamento maschile milanese—che ogni tanto pecca di predicibilità—si è mostrato particolarmente vario e vivo, lasciando un senso di fresca energia creativa nell'aria. Così, abbiamo voluto passare in rassegna le collezioni più avvincenti di questa stagione.

Emporio Armani

Uno degli elementi che sembrano caratterizzare maggiormente le collezioni Uomo S/S 23 è un disinvolto senso di ottimismo, una nonchalance che fa da contrappunto a quello spirito più eccentrico che abbiamo visto la scorsa stagione. E questa qualità era ben visibile anche da Emporio Armani, che ha realizzato una collezione capace di calibrare sapientemente raffinatezza urbana e la spensieratezza delle vacanze. La precisione dei blazer in lana leggera è stata compensata da pantaloni fluidi a gamba larga che fluttuavano a ogni passo, mentre tagli verticali e colletti giocosamente tirati all’insù hanno aggiunto una certa sensualità estiva nel mix. Il tocco artigianale si è visto nei jacquard e nelle stampe blu cielo/mare che emanavano una sensazione di libertà attraverso pennellate di colore spontanee, così come accadeva anche nei look all’uncinetto e nelle pesanti maglie mariniere, il tutto compensato da tute sportive in toni a contrasto. E se la chiusura della sfilata—un modello maschio caucasico con lunghi dreadlock arruffati, che balla lungo la passerella su una colonna sonora reggae—sembrava un po' datata, per il resto quella di Emporio Armani è stata una sfilata decisamente in linea con l'estate a venire.

Fendi

Le vacanze sono un tema di cui sentiremo parlare molto nel corso della stagione S/S 23. Da quando le restrizioni si sono allentate, infatti, la voglia di viaggiare sembra essere tornata più forte che mai per chiunque—designer inclusi. Con la prospettiva di non dover più sognare di viaggiare, ma di poterlo effettivamente fare, anche le proposte di questa S/S 23 inaugurano una stagione vissuta all’insegna dell’esplorazione. È questo il sentimento che ha pervaso la collezione uomo che Silvia Venturini Fendi ha presentato sabato, in una Milano così rovente da sembrare una destinazione tropicale, più che metropolitana. “L’idea è quella di interpretare l’abbigliamento estivo come fosse un biglietto di sola andata per fare il giro del mondo, verso destinazioni vicine e lontane,” si legge nelle note di sfilata. E la collezione, in effetti, era un corpus di pezzi intrisi di una spensierata joie de vivre—blazer squadrati con risvolti color sabbia, beige e blu mediterraneo erano indossati da modelli a torso nudo e abbinati a cappelli a secchiello, pantaloni a gamba larga e ampi kaftani erano decorati con ricami floreali, trasportando all’interno della collezione una nota kitsh.

Moschino S/S 23
Moschino S/S 23
Moschino S/S 23
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Moschino

Nel secondo giorno della Milano Fashion Week Uomo S/S 23, Jeremy Scott ha ufficializzato il revival dell'illustrazione di moda che abbiamo già visto sulle passerelle negli ultimi tempi con una collezione che ha reso omaggio alla vita e al lavoro dell'artista e fotografo Tony Viramontes. Meglio conosciuto per il suo lavoro nei primi anni '80, così come per il suo contributo al movimento fondato da Ray Petri, Buffalo—uno dei momenti nella storia della moda che hanno plasmato l'immagine della moda oggi—purtroppo l’artista fa parte di quella lunga lista di creativ3 morti durante l’epidemia di AIDS della fine degli anni '80, prima che potesse godere del merito che gli spettava. La collezione Moschino Uomo, dunque, è stata un tentativo di presentare il lavoro di Tony Viramontes a sguardi nuovi. Traendo ispirazione dalle audaci tavole dei sui lavori, gli abiti si sono stati coperti di scarabocchi in technicolor e ricami scintillanti delle illustrazioni di Tony. Questo tocco di camp era tuttavia smorzato dal grintoso spirito punk dei berretti in pelle, delle gonne a portafoglio e degli stivali al polpaccio. Un omaggio completo e dovuto a un artista iconico.

Jordanluca

L'auto-sabotaggio è un atteggiamento umano condiviso, si potrebbe dire. Nel corso della vita, infatti, chi mette più paletti e ostacoli, di solito, siamo proprio noi stessi. Questo è stato il punto di partenza della collezione firmata Jordan Bowden e Luca Marchetto, un progetto decadente e lunatico intitolato Sabotage. Ispirandosi al concetto freudiano di "pulsione di morte"—l'impulso contro-intuitivo che ci spinge a prendere tutte le scelte sbagliate—Jordanluca ha esplorato il motivo per cui non resistiamo alla tentazione di metterci in difficoltà, come falene attirate da una fiamma. Una cosa che il duo non ha sicuramente ostacolato, però, è la confezione dei loro vestiti. La sartoria e l'abbigliamento outwear erano squadrati e sapientemente realizzati, con giganteschi tagli orizzontali che andavano da una manica all'altra uniti da scintillanti cerniere metalliche. Altrove, troviamo jeans brutalmente consumati e gli iconici pantaloni del brand—una silhouette leggermente gotica con un fondo largo e pesante—trascinati sul pavimento, incarnazione del mood contemplativo della collezione.

Versace

Mettiamo in chiaro una cosa: Versace non è solo un brand, è un vero e proprio stile di vita. E assistendo alla sua sfilata, allestita nel vasto giardino di quel palazzo milanese che chiama casa, questo era chiaro. Mentre la solita cerchia di stampa, buyer & co si è presentata per quella che è di fatto stata la prima sfilata maschile del brand in tre anni, infatti, il pubblico più importante è stato quello composto da fan irriducibili, che si sono presentati addobbati dalla testa ai piedi in sete decadenti stampate con le tipiche grafiche sfacciate di ispirazione greco-romana di Versace.

jw anderson S/S 23
jw anderson S/S 23
jw anderson S/S 23
Images courtesy of gorunway.com

JW Anderson

Se c'è una cosa da aspettarsi da JW Anderson, è, hai indovinato, l'inaspettato. In qualità di re indiscusso dell'haute-stravaganza della moda—sia grazie al suo omonimo brand che per il lavoro che sta facendo da Loewe—Jonathan nel tempo è riuscito a fondere il mondo prêt-à-porter di lusso con una vibe esoterica e a volte sinistra. Questa stagione, durante il debutto del brand a Milano, l'approccio creativo orientato agli oggetti quotidiani di Jonathan si è esteso a maglioni con skateboard incorporati, pullover a righe drappeggiati morbidamente su "collane" composte da manubri di biciclette, magliette squadrate bucherellate da lattine semiaperte o tenute unite da cardini delle porte. Il motivo dietro a questi giochi di parole indossabili è rimasto intenzionalmente oscuro, così come per il resto della considerevole offerta di vestiti: un maglione a intarsio con stampe QR code distorte, maglioni e scarpe con un autoritratto “insolente” del maestro olandese Rembrandt, abiti sottoveste in jersey trompe-l'œil con jeans in denim applicati nella metà superiore. E poi, quello che sarà sicuramente uno dei best-seller immediati della collezione: la versione borchiata-glitterata della Bumper Bag.

Magliano

Trascinare la moda in un edificio fatiscente situato accanto a una discarica comunale alla periferia di Milano alle 10 del mattino è ovviamente una scelta rischiosa, ma è una scelta che Luchino Magliano, l'omonimo fondatore di uno dei brand di abbigliamento maschile più giovani di Milano, era disposto a prendere. Per fortuna, ha ripagato il pubblico con una presentazione emotivamente densa, che si è posizionata tra i momenti più salienti della settimana. Lungo una passerella di vetro installata davanti a panche e sedie vintage, un cast di modelli particolarmente diversificato oziava e indugiava nello spazio, come fantasmi del suo passato, indossando abiti che avevano un aspetto altrettanto spettrale: le camicie in raso erano drappeggiate e foderate di finissimo tessuto oppure avvolte, annodate e allacciate a casaccio, i pantaloni svolazzavano e gli abiti oversize cadevano sulle spalle abbandonati. La tavolozza terrosa ha contribuito alla malinconia che sembrava indugiare sulla collezione, anche se non sarebbe del tutto corretto dire che sia culminata con un senso di tristezza. Al contrario, ciò che è stato messo in mostra è stata una manifestazione di crudezza emotiva, che si faceva sentire nei bordi frastagliati della collezione, nei cuori spezzati e nei blue jeans con le ginocchia macchiate di terra. Milano non è necessariamente una città nota per i suoi talenti emergenti, ma Magliano sta facendo un ottimo lavoro per cambiare le cose.

Prada

Nella moda, l'inquadratura è tutto: un cambiamento nell’ambiente può influenzare notevolmente il modo in cui percepisci gli abiti che vi sono immersi. Da notare, quindi, che entrando nel Deposito di Fondazione Prada per la sfilata Uomo S/S 23 della casa di moda milanese, il pubblico è stato accolto in un'ampia sala con pareti di carta bianca, accentuata dai drappeggi di tende rosse a quadretti. Privo di distrazioni, la location ha offerto uno spazio lineare e pulito in cui i vestiti potessero parlare da soli. Leggi la nostra review completa della sfilata qui sopra.

Giorgio Armani S/S 23
Giorgio Armani S/S 23
Giorgio Armani S/S 23
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Giorgio Armani

Ad aprire l'ultimo giorno della Milano Fashion Week Uomo è stato uno dei grandi sostenitori della città: Giorgio Armani. Per la sua ultima collezione Uomo, il designer ha presentato una rassegna ispirata alle silhouette degli anni '90, la stessa che la Gen Z affamata di archivi sta riscoprendo sui social: capi sartoriali ampi e satinati che trasmettono una mascolinità sensuale e libera. Sagome leggere ma strutturate si presentavano in grigio pietra, cielo tenue e blu mediterraneo, indossate con maglioni in maglia fine con motivi geometrici, mentre elementi eccentrici coloravano giacche viola e camicie di seta con delicati alberi e stampe grafiche giganti.

Questo articolo è comparso originariamente su i-D UK.

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