FotografieMartina Gilardi 

Back to School: incontriamo gli studenti del Politecnico di Milano

Abbiamo intervistato alcuni talenti emergenti dell'università milanese per scoprire i loro universi creativi, le loro ossessioni del momento, le loro estetiche sperimentali e i loro valori.

di Gloria Bertuzzi
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02 novembre 2021, 11:23am

FotografieMartina Gilardi 

Nuovo anno, nuovi talenti emergenti da conoscere. Questo è il motto che guida Back to School, la nostra rubrica che si spinge nelle università di moda italiane per dare voce alle nuove generazioni di talenti che le abitano e che, attraverso i loro punti di vista personali, stanno alzando l’asticella dell’intero settore, affermandosi come designer, progettistə e pensatorə del futuro.


Durante queste settimane, ci siamo inoltrati negli spazi del Polimoda di Firenze, nei magazzini dello IUAV di Venezia, nei campus di IED,  Istituto Marangoni e NABA - Nuova Accademia di Belle Arti di Milano e nella sede dello IUAD - Accademia della Moda di Napoli.

Oggi è il turno del Politecnico di Milano, università e hub creativo dove prendono forma i corsi di Design del prodotto, Design industriale, Design della Comunicazione e degli Interni e Design della Moda. Qui, abbiamo chiesto ai giovani talenti che lo animano di parlarci del futuro della moda, delle loro ossessioni del momento e della scena artistica milanese.

Niccolò Nsonde, 20, Milano

interviste studenti di moda politecnico milano

@nickvswrld

Cosa studi?
Studio Interior Design al Politecnico di Milano.

Quali sono i tuoi obiettivi per quest’anno?
Quest’anno voglio cogliere più opportunità possibili e fare nuove esperienze sia a livello personale che professionale.

Dicci le tue tre ossessioni del momento.
I cappellini (dagli snapback ai bucket hat), i calzini colorati e gli accessori per le treccine.

Secondo te, quali trend saranno il futuro della moda?
A livello estetico, spero in un utilizzo sempre maggiore di materiali sintetici, utilitaristici, e di design techwear che creino abiti comodi e dinamici. A livello concettuale, invece, sono sicuro che ci sarà sempre più attenzione per l’ambiente da parte dei produttori e sempre più richiesta da parte dei consumatori di indossare abiti a basso impatto ambientale.

E cosa manca ancora nella moda che invece dovrebbe esserci?
Una celebrazione della monotonia.

Come descriveresti il tuo stile/look?
Dripposo é il termine che userei.

Hai qualche motto che plasma la tua attitudine?
”Stai in chill, che si vive meglio.”

Descrivi la scena creativa della tua città in tre parole.
Cultura, innovazione, status.

Dove ti vedi da grande?
A fare quello che mi piace, senza rimorsi.

Flavia Bonanni, 19, Milano

interviste studenti di moda politecnico milano

@misdreasvus

Cosa studi?
Studio Design del Prodotto al Polimi.

Quali sono i tuoi obiettivi per quest’anno?
Voglio cominciare a trasformare in un vero e proprio lavoro la mia passione per il disegno.

Dicci le tue tre ossessioni del momento.
I videogame, EBM e qualsiasi cosa contenga della cannella.

Secondo te, quali trend saranno il futuro della moda?
Le spille da balia!

E cosa manca ancora nella moda che invece dovrebbe esserci?
Più influenze cyberpunk.

Come descriveresti il tuo stile/look?
Mi interessano molte cose che non c’entrano nulla tra di loro, perciò spesso è un mix inusuale di colori e pattern. È uno dei modi che ho per esprimere ciò che più mi piace, lontano da qualsiasi etichetta estetica.

Hai qualche motto che plasma la tua attitudine?
“Ho capito che è meglio stare da solo e swaggare.”

Descrivi la scena creativa della tua città in tre parole.
Eclettica, disinibita, accogliente.

Dove ti vedi da grande?
Realisticamente, non ne ho la minima idea.

Alessio Rigamonti, 21, Milano

interviste studenti di moda politecnico milano

@alessio.rigamonti

Cosa studi?
Frequento il terzo anno di Product Design al Politecnico di Milano.

Quali sono i tuoi obiettivi per quest’anno?
Migliorare come designer e progettista, riuscire a dedicare più tempo e impegno possibile ai miei progetti personali, per concretizzare le idee che ho in testa.

Dicci le tue tre ossessioni del momento.
Gli stivali di Guidi, Wong Kar-Wai e la Drain Gang.

Secondo te, quali trend saranno il futuro della moda?
Penso che si continueranno a rivisitare stili e trend del passato in una chiave moderna e più contemporanea, con un’influenza della cultura di internet sempre più presente e incisiva.

E cosa manca ancora nella moda che invece dovrebbe esserci?
Credo che con lo strapotere del fast fashion sia venuta meno la consapevolezza che i vestiti siano più che un bene usa e getta, e che bisognerebbe comprare poche cose di qualità che durino nel tempo.

Come descriveresti il tuo stile/look?
In continuo cambiamento, ma con un interesse particolare per i vestiti segnati e resi unici dal tempo e dall’usura, con influenze punk e rock anni ‘70 e molto vintage.

Hai qualche motto che plasma la tua attitudine?
“Cerco un centro di gravità permanente.”

Descrivi la scena creativa della tua città in tre parole.
Stimolante, competitiva, giovane.

Dove ti vedi da grande?
Ovunque mi senta in grado di poter esprimere me stesso creativamente al 100% e circondato da persone che mi facciano sentire nel posto giusto.

Martina Paggi, 22, Milano

interviste studenti di moda politecnico milano

@mrtxnyx

Cosa studi?
Sono al primo anno di Magistrale in Design della Comunicazione al Politecnico di Milano.

Quali sono i tuoi obiettivi per quest’anno?
L’unico e vero obiettivo che ho fissato per quest’anno è quello di essere il più onestə possibile con me stessə e con gli altri. E procrastinare un po’ di meno…

Dicci le tue tre ossessioni del momento.
Cappotti lunghi strutturati, sleeveless turtleneck e quelle camicie super fancy in stile vittoriano.

Secondo te, quali trend saranno il futuro della moda?
Mi auguro di cuore che in futuro si segua sempre di più il trend di una moda genderless. Sarebbe fantastico se un giorno potessimo esprimerci liberamente senza per forza doverci giostrare tra il reparto uomo e donna.

E cosa manca ancora nella moda che invece dovrebbe esserci?
È una domanda abbastanza difficile. Per me, la moda dovrebbe essere pura libertà e vorrei che questa libertà fosse alla portata di tuttə, indifferentemente dal propria identità di genere, background o stile personale. Insomma, direi che per ora manca di inclusività.

Come descriveresti il tuo stile/look?
È un po’ altalenante, un giorno è più street/techwear, quello dopo visual key, quello dopo ancora goth punk. L’importante è sembrare sempre una sorta di anime villain ahah!

Hai qualche motto che plasma la tua attitudine?
I miei amici di solito mi prendono in giro per questa cosa però il mio motto è sicuramente “Go big or go home.” Se devi fare una cosa, tanto vale farla il più in grande (e al meglio) possibile!

Descrivi la scena creativa della tua città in tre parole.
Vibrante, in evoluzione, caleidoscopica.

Dove ti vedi da grande?
Onestamente, non lo so neanche io. Non sono quel tipo di persona che progetta nei minimi dettagli la sua vita. Prima di giocare, voglio imparare le regole: vedrò dove mi porterà la corrente e afferrerò tutte le opportunità che mi si presenteranno davanti.

Veronica Paolucci, 19, Milano

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@veronica_paolucci

Cosa studi?
Studio Design di Interni al Polimi.

Quali sono i tuoi obiettivi per quest’anno?
Superare gli esami, ambientarmi a Milano e andare a più concerti possibili.

Dicci le tue tre ossessioni del momento.
Donda, l’Estathè zero alla pesca e Alessandro Michele.

Secondo te, quali trend saranno il futuro della moda?
Il total black.

E cosa manca ancora nella moda che invece dovrebbe esserci?
L’inclusività e il rispetto per l’ambiente.

Come descriveresti il tuo stile/look?
Semplicemente, street.

Hai qualche motto che plasma la tua attitudine?
Sometimes you gotta close a door to open a window.”

Descrivi la scena creativa della tua città in tre parole.
Fresca, colorata e innovativa.

Dove ti vedi da grande?
Spero di riuscire a fare carriera nell’Interior Design, magari lavorando nel campo della moda e viaggiando molto nel frattempo!

Giacomo Mulazzani, 21, Milano

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@mulazzanigiacomo

Cosa studi?
Studio Design della Moda al Politecnico di Milano.

Quali sono i tuoi obiettivi per quest’anno?
Sicuramente c’è quello di finire l’anno accademico con dei buoni risultati. Poi, implementare le mie conoscenze in campo artistico e culturale—avere una chiara visione del mondo è sempre importante per un creativo.

Dicci le tue tre ossessioni del momento.
La musica anni ‘70, il disegno digitale e mercatini dell’antiquariato.

Secondo te, quali trend saranno il futuro della moda?
Credo che vedremo una tensione sempre più forte nel proporre look e collezioni ibride, che presentino una figura maschile sempre più distaccata dai preconcetti sociali, più libera di essere se stessa, più romantica, vestita con capi che una volta sarebbero stati considerati prettamente femminili o provocatori. Il look anni ‘90 mixato con il glam anni 2000 si è ormai decisamente affermato, e penso che questa tendenza di riprendere forti trend dal passato per mischiarli fra loro sia sempre più attuale. Certamente sono sicuro che non si finirà di sperimentare nel campo della sostenibilità della moda.

E cosa manca ancora nella moda che invece dovrebbe esserci?
Manca una rappresentazione veritiera del corpo e della fisicità maschile, che credo debba essere rivista all’interno dell’industria. I fisici statuari e volti perfetti dei modelli devono lasciare spazio a tutta quella gamma di fisicità e bellezze autentiche che troppo raramente viene presa in considerazione.

Come descriveresti il tuo stile/look?
Mi piace il vintage, soprattutto gli anni ‘70, quindi cerco sempre di abbinare capi più semplici e minimal dai tagli attuali con altri più stravaganti e più retrò, per avere un forte contrasto estetico.

Hai qualche motto che plasma la tua attitudine?
“He was 70’s in spirit, 90’s his is frame of mind.” Questa frase di una canzone di Lana Del Rey penso descriva perfettamente la mia attitudine.

Descrivi la scena creativa della tua città in tre parole.
Attuale, dinamica e inclusiva.

Dove ti vedi da grande?
Mi piace sognare in grande. Vorrei diventare un bravo designer, lavorare per i grandi marchi della moda e avere un progetto completamente indipendente.

Camilla Benedetti, 23, Milano

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@camybenedetti

Cosa studi?
Sono al primo anno di Magistrale in Design for the Fashion System al Politecnico di Milano.

Quali sono i tuoi obiettivi per quest’anno?
Leggere di più e imparare di nuovo il tedesco.

Dicci le tue tre ossessioni del momento.
La torta alle carote, i cerchietti e il tartan.

Secondo te, quali trend saranno il futuro della moda?
A dire il vero, fatico un po’ a seguire i trend. Mi sembra sempre che riflettano più il vuoto della società che non la sua complessità. Una delle poche macro-direzioni che vedo è quella della sostenibilità ma non la definirei un trend, più una necessità.

E cosa manca ancora nella moda che invece dovrebbe esserci?
Un reale interesse nel ridurre gli impatti ambientali e sociali del settore e una maggiore attenzione da questo punto di vista alle fasce di mercato più basse. In che modo è possibile rendere accessibile la moda pur mantenendo quest’ottica rivolta alla sostenibilità è una domanda che mi pongo spesso.

Come descriveresti il tuo stile/look?
Volubile, dipende tantissimo da quanto ho dormito la notte prima.

Hai qualche motto che plasma la tua attitudine?
No, ma credo fermamente in una sorta di equilibrio matematico tra gli avvenimenti piacevoli e quelli invece che lo sono un po’ meno, quindi quando mi imbatto in uno dei due, cerco sempre di prepararmi al prossimo.

Descrivi la scena creativa della tua città in tre parole.
Dinamica, inquieta, intensa.

Dove ti vedi da grande?
Non vedo una direzione unica per il mio futuro, ci sono troppe variabili. Spero solo di poter svolgere un lavoro coerente con me stessa e con i miei principi.

Maria Alexandra Pantea, 20, Milano

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@alexandrapantea_

Cosa studi?
Studio Design del Prodotto Industriale al Politecnico di Milano.

Quali sono i tuoi obiettivi per quest’anno?
Raggiungere un buon livello di inglese e iniziare a investire, per assicurarmi un cuscinetto economico per il futuro.

Dicci le tue tre ossessioni del momento.
Fare sport, la skincare e continuare ad avere una dieta sostenibile.

Secondo te, quali trend saranno il futuro della moda?
Secondo me ci sarà una tendenza sempre più forte a trovare più funzioni in un singolo capo, utilizzando un’ottica di riuso e di upcyling—quando, prima o poi, ci renderemo conto che comprare montagne di vestiti è assolutamente insensato.

E cosa manca ancora nella moda che invece dovrebbe esserci?
Secondo me c’è già fin troppo. Less is more. Mi piacerebbe tornare a quando si andava dalla sarta o dal sarto per crearsi i propri abiti, scegliendo personalmente la qualità e il materiale da usare. Ciò si ricollega al fatto che la maggior parte di vestiti che ci servono realmente li abbiamo già, stirati e piegati nell’armadio.

Come descriveresti il tuo stile/look?
Mi piace osare molto con colori, texture e materiali. Probabilmente lo stile è quello dei miei nonni e genitori, quindi anni 60’, 70’, 80’, perché ho fin da piccola usato i vestiti che giravano in famiglia da casa in casa e poi ho sempre preferito acquistare capi e accessori in negozi vintage e mercatini dell’usato, per provare a diminuire il mio impatto ambientale.

Hai qualche motto che plasma la tua attitudine?
Vestiti come vuoi, non ci pensare. Nessuno aspetta che tu esca di casa per giudicarti per come sei vestitə e in ogni caso, se ti stanno guardando, significa che non sei passatə inosservato e probabilmente si ricorderanno di te.

Descrivi la scena creativa della tua città in tre parole.
Anonima, sconosciuta, monotona.

Dove ti vedi da grande?
Per attendibilità di risposta, questa domanda la paragono spesso alla domanda “cosa mangiamo stasera per cena?”. I programmi cambiano solitamente dalle tre alle cinque volte minimo. Come mi vorrei vedere da grande? Felice. Continuare a sentirmi libera ed essere indipendente da tutto e tutti, senza vincoli, senza radici, senza nessuna distrazione che mi distolga dai miei obbiettivi.

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Crediti

Fotografie: Martina Gilardi
Creative Director: Gloria Maria Cappelletti
Art Direction e interviste: Gloria Bertuzzi
Fashion Editor: Giorgia Imbrenda
Assistente sul set: Ana Maria Matasel

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