Valentino A/W 20: abiti cupi per tempi cupi

Pierpaolo Piccioli sceglie il nero su nero per la nuova collezione, scegliendo un'estetica goth e dark.

di Osman Ahmed; traduzione di Benedetta Pini
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03 marzo 2020, 11:29am

Fotografia di Mitchell Sams

Siete goth schifosamente ricchi con un'amore non troppo nascosto per l'alta moda e il colore nero? Allora per voi è Valentino il brand da svaligiare questa stagione. Mettete da parte ciò che solitamente associate al brand come piume, paillettes e così via; immaginatevi invece abiti in pelle nera morbidissima, pantaloni ampi color carbone e irruenti stivali con i lacci fino al ginocchio, indossati sotto a cappotti di cashmere con cinture a segnare il punto vita. Ma anche una camicia trasparente... E con la schiena scoperta.

Pierpaolo Piccioli ha aperto la sua sfilata con una serie di look total black. Qualcosa di decisamente più rigido, scuro e concreto dei suoi soliti svolazzi iper-femminili. Forse lo ha fatto per creare vestiti oscuri per tempi oscuri, come sembravano trasmettere le modelle stringendo le loro borse in pelle al petto, tenendole al sicuro dalle minacce del mondo circostante. O forse è semplicemente l'essenzialismo di un colore amato tanto dalle suore quanto dai punk. In effetti, niente rompe il silenzio come il nero, serio e sexy in egual misura.

Si respirava anche un'aria di inclusività nel casting: Jill Kortleve in un abito in pelle dalla forma squadrata, Finn Buchanan in un cappotto a spina di pesce preso in prestito dalla collezione uomo. Inclusività anche a livello di età, dato che in passerella c'eran anche modelle simbolo degli scorsi decenni, come Anja Rubik, Natasha Poly e Lara Stone. Come ha spiegato il Direttore Creativo, l'idea era di focalizzarsi sull'individualità, decostruendo le classiche uniformi. Pensate a cappotti in lana blu navy e tweed grigio inchiostro, una sorta di uniforme scolastica per riportarci ai tempi del liceo. "Le uniformi vengono spesso percepite come capi che cancellano l'individualità," ha spiegato Piccioli nelle note d'accompagnamento alla sfilata. "A uno sguardo più attento, però, portano invece l'individuo a emergere. Semplice e funzionale, il vestito scompare, mentre il viso, i gesti e i modi vengono percepiti per davvero."

Uno dei modi più suggestivi in cui Pierpaolo ha trasmesso questa idea è stato offrire abiti "nudi" in colori che si abbinavano a una grande varietà di tonalità di pelle, così che ce ne fosse uno per ognuna. E, ovviamente, c'è sempre la firma di Valentino in rosso (Adut Akech ha chiuso la sfilata con un abito lungo scarlatto ricoperto di paillette). Perché a volte la cosa migliore delle uniformi, come sa bene ogni studente, è la possibilità di uscirne per infilarsi in qualcosa di molto più glam.

Valentino A/W 20 review
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Crediti

Fotografia di Mitchell Sams

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