L'afrofuturismo intergalattico nelle foto di Lou Escobar

Luogo di sedimentazioni culturali e creative, il Senegal in questa serie diventa lo scenario di un racconto visuale di manifestazioni aliene ipersature e surreali.

di Gloria Venegoni
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07 ottobre 2021, 11:34am

L’ispirazione dietro a un’opera può assumere molti volti e agire in diversi modi. Può arrivare tramite la lettura di un testo scritto, dai frame di un film oppure dalle note di una canzone. Nel caso dell’artista Lou Escobar, è stato un luogo specifico a essere da ispirazione per la sua ultima serie fotografica: il Senegal. Mentre si trovava lì per un video musicale, si è lasciata travolgere dall’overdose di colori saturi, vibranti e accesi del paese. Da quel momento, la sua mente creativa ha iniziato a viaggiare, riportando a galla riferimenti accumulati negli anni tratti tanto dal cinema quanto dalla fotografia di moda.

“Ero in visita in Senegal e ho capito che volevo rendere quel luogo lo scenario per un mio editoriale o progetto fotografico. Così, ho convinto il mio team a tornare in Senegal per organizzare qualcosa di diverso, lontano dalle solite immagini viste e straviste,” ci racconta Lou stessa. I ritratti della serie risultano infatti alieni e alienanti, plasmate da un filtro glossy e ipersaturo che viene inquinato e poi alterato dai tratti mutaforma dei soggetti. Una specie di saggio visuale che riprende gli stilemi degli horror di serie B a cavallo tra gli anni ‘80 e ‘90, ma anche dell’afrofuturismo e del realismo magico africano.

Editoriale senegal Lou Escobar

Una serie che rispecchia quel flow creativo con cui l’artista si muove attraverso stimoli visuali e trigger innescati da ciò che la circonda. “All’inizio volevo provare a realizzare un documentario, ma arrivata in Senegal ho capito che sarebbe stato molto complicato, anche perché le persone a cui mi sono approcciata spesso non se la sentivano di lasciarsi immortalare,” ci spiega. Da qui, l’idea di creare un setting fantascientifico nell’Africa occidentale: “Così ho deciso di scattare un mio editoriale. E mentre realizzavo il make-up dei soggetti, ho pensato che sarebbe stato interessante tessere una storia al confine tra horror e sci-fi.” E basta un’occhiata alle immagini per cogliere subito i riferimenti agli alieni della serie TV Visitor, che sbarcarono sulla Terra e sugli schermi di tutto il mondo negli anni ‘80.

Confrontandosi con le persone che avrebbe poi scattato, modellando e alterando i loro lineamenti, Lou racconta una storia visiva inedita e suggestiva, che ibrida i codici estetici tradizionali del luogo a riferimenti contrastanti e clash visuali. La storia sembra essere quella di una popolazione aliena arrivata da remote pieghe della Cintura di Orione e insediatasi sulle spiagge senegalesi per viverci. Se in pace con la popolazione locale oppure no, questo è lasciato alla nostra immaginazione. L’unica cosa che sappiamo è che c’è qualcosa di irrisolto in quegli occhi ampi e chiari, in quei visi alterati e in quei denti che sembrano la versione vampiresca dei grill dei primi anni’00. Quella che percepiamo è soltanto una normalità apparente, una superficie che tenta di riflettere i costumi umani lasciando una scia inquietante dietro di sé, mascherata da palette vivaci e colorate.

Editoriale senegal Lou Escobar

“Per creare questo contrasto tra normalità e sci-fi abbiamo mischiato la realtà a elementi straordinari, sperimentando principalmente con il make-up, mentre abbiamo lasciato lo styling e l’ambientazione invariati,” ci spiega la fotografa. “Non volevo qualcosa di esagerato, che rischiasse di essere di cattivo gusto. Abbiamo usato solo lenti a contatto colorate, orecchie finte e qualcosa che potesse cambiare i tratti somatici del viso.”

Ispirata dalla cinematografia degli horror di Jordan Peele, nello specifico dai film Noi (2019) e Scappa - Get Out (2017), Lou ha tentato di riproporre quell’estetica ultraluminosa che preannuncia la tragedia e l’orrore in questo genere di film, giocando con il contrasto tra la percezione di colori familiari, associati a sensazioni piacevoli, e la persistente aura grottesca. “Inizialmente, non pensavo di creare qualcosa di strano, di inquietante. Ma alla fine ci siamo spinti a creare qualcosa di alternativo. Per ogni modell* abbiamo ideato uno styling specifico, e solo mentre realizzavamo i look mi sono resa conto che stavamo proponendo qualcosa di nuovo.”

Editoriale senegal Lou Escobar

Di tutto il progetto, ciò che colpisce maggiormente è la vividezza con cui i personaggi emergono dall’ambiente circostante grazie alla forza visiva delle immagini, alla caratterizzazione delle figure e a al contrasto prepotente tra queste e lo sfondo. Ogni persona scattata ha infatti un proprio sguardo, una propria posa, una propria storia da raccontare, come se fossero i personaggi di una locandina di una serie TV o di un film.

Un lavoro di character building che emerge immediatamente dalle foto: guardandole, ci immaginiamo le storie di questi personaggi, il modo in cui dialogherebbero tra loro e quale storia potrebbe nascere dalle loro interazioni. Un editoriale denso di fili narrativi ancora da dispiegare, ed proprio la natura irrisolta dei soggetti scattati a renderlo così suggestivo e ammaliante.

Editoriale senegal Lou Escobar
Editoriale senegal Lou Escobar
Editoriale senegal Lou Escobar
Editoriale senegal Lou Escobar
Editoriale senegal Lou Escobar
Editoriale senegal Lou Escobar
Editoriale senegal Lou Escobar
Editoriale senegal Lou Escobar
Editoriale senegal Lou Escobar
Editoriale senegal Lou Escobar
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Editoriale senegal Lou Escobar
Editoriale senegal Lou Escobar
Editoriale senegal Lou Escobar
Editoriale senegal Lou Escobar
Editoriale senegal Lou Escobar
Editoriale senegal Lou Escobar
Editoriale senegal Lou Escobar

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Crediti

Fotografie: Lou Escobar
Styling: Sergio Alvarez Puerta
MUA: Eva Louis
Assistente alla fotografia: Milan Lautier
Assistente stylist: Michelle Consoli
Assistente alla produzione: Elodie Gaillard

Testo: Gloria Venegoni

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