Scopri "Anotherland", il progetto di lancio della nuova piattaforma ashikọ

Online da oggi, 1 ottobre 2021, è un progetto di vendita di stampe in collaborazione con artistə emergenti, e il ricavato sarà interamente devoluto al supporto di ashikọ.

di Gloria Venegoni
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01 ottobre 2021, 4:00am

Di ashikọ, la piattaforma dedicata a promuovere l’arte e le creatività nera proponendosi come safe space per comunità, vi avevamo già parlato qui. Come già anticipato nell’articolo, per il lancio del 1 ottobre 2021 della piattaforma, la founder di ashikọ Mistura e la dottoressa e collaboratrice Ifeoma hanno chiamato a raccolta un gruppo di artistə seleszionatə per dare vita ad Anotherland.

Anotherland è un progetto di vendita di stampe create in collaborazione con diversi creator emergentə, che per l’occasione hanno esplorato i concetti di identità, comunità e diversità. I fondi saranno interamente devoluti alla piattaforma ashikọ, per sostenere questo safe space per la comunità nera, troppo spesso marginalizzata, inascoltata o tokenizzata. Dietro al progetto ci sono Delali Ayivi e Malaika Nabillah, il duo di Togo Yeye, Emmanuel Yoro, Kene Nwatu e il collettivo Riveriswild, che ha lavorato con ashikọ alla realizzazione delle t-shirt del progetto.

Per saperne di più di Anotherland, abbiamo raccolto le testimonianze di questi artistə, che ci hanno raccontato cosa significa identità, comunità e alterità per loro, e perché è importante sostenere progetti rivoluzionari come ashikọ.

Togo Yeye

Delali Ayivi x Togo Yeye
Fotografie Delali Ayivi per Togo Yeye

Presentatevi a i-D!
Siamo Malaika e Delali, duo creativo e fondatrici di Togo Yeye. Malika studia medicina ed è l’imprenditrice di Lomé, oltre a gestire Capzules, un brand di tessuti prodotti Batik localmente in Togo. Delali è una fotografa di origini tongolesi e tedesche. Abbiamo iniziato il progetto Togo Yeye nel 2019 lavorando principalmente con creator togolesi nell’ambito della moda per documentare e supportare la comunità creativa Africana e di chi fa parte della diaspora.

Perché avete deciso di unirvi ad ashikọ?
Delali: A volte, semplicemente, incontri persone con cui sei immediatamente in sintonia, ed è quello che è successo con Mistura e Ifeoma. Di ashikọ ci ha attratte l’onestà, necessaria quando creiamo dei safe-space.

Pensate che l’arte sia ancora lontana da una reale inclusività e visibilità per la cultura africana?
Malaika: Parlando per il nostro paese, il Togo, Togo Yeye è il primo progetto di questo tipo, e questo significa che il settore deve ancora migliorare molto in termini di inclusività e visibilità. L’ostacolo maggiore è fare arrivare la nostra visione alle persone, che spesso si limitano a seguire il mondo occidentale.

Perché è importante creare piattaforme e spazi come ashikọ?
È importante creare spazi in cui tutte le menti di una comunità si identifichino e si completino a vicenda per sostenersi, valorizzarsi e scambiarsi idee. Questo apre spazi per le generazioni future.

Cosa ci dite di Anotherland?
Avevamo il compito di parlare della Diaspora. In collaborazione con ashikọ, abbiamo scelto di lavorare sui concetti di Passato, Presente e Futuro. Un passato condiviso e un futuro pieno di speranza. Pensiamo che questi siano i fili che legano la diaspora a coloro che vivono a casa.

Cosa significano per voi “identità”, “communità” e “diversità”?
Delali: Questi concetti definiscono il lavoro di moltə artistə africanə. A volte, però, l’ossessione per questi concetti può limitare la creatività. Per noi è importante chiederci sempre per chi stiamo lavorando, di chi vogliamo catturare lo sguardo.

Da dove traete ispirazione?
Malaika: L’oroginalità è essenziale. Ma anche la quotidianità, le persone che ci circondano, i muri sbiaditi del nostro quartiere, i brand che ci ispirano.

Unə artista africanə da seguire?
Silvia Rosi e Tesprit Tete.

Emmanuel Yoro

ragazzo che si toglie la maglia Emmanuel Yoro
Fotografia Emmanuel Yoro

Presentati ad i-D!
Sono Emmanuel Yoro, sognatore di professione. Oltre a questo, mi barcameno tra il lavoro di commesso in un negozio vintage e quello di graphic designer freelance.

Perché hai deciso di unirti ad ashikọ?
Mi fido di loro e credo nella visione che sta alla base del progetto.

Pensi che l’arte sia ancora lontana da una reale inclusività e visibilità per la cultura africana?
Il semplice fatto che domande come questa servono ancora è già una risposta. La Camera Nazionale della Moda Italiana è stata fondata nel 1958 e l’esilarante “Manifesto della Diversità e dell’Inclusione” risale al 2019, che non è altro che l’ennesima strategia di marketing. Marketing che funziona attraverso gli hashtag come “progressive thinking”, “inclusività”, “diversità” o “cambiamento”.

Perché è importante creare piattaforme e spazi come ashikọ?
Perché se ci vuole troppo tempo per ottenere un posto al tavolo e se questo tavolo implica quasi sempre essere tokenizzatə e mercificatə, allora dobbiamo costruire il nostro tavolo e portare le sedie fatte a nostra misura.

Cosa ci dici di Anotherland?
Ho colto Anotherland come un'opportunità di pausa, un momento per avere una conversazione intima con il mio io interiore. È un processo continuo, che implica raccogliere brandelli di identità. Le immagini catturano la tensione in cui vivo, questo oscillare tra coraggio e modestia, tra bellezza drammatica e naturale. Ringrazio la mia cara amica e fotografa Kelly Bernavis per essere riuscita a catturare le mie fragilità in un modo così onesto.

Da dove trai ispirazione?
Dalla musica. Risveglia il mio daemon interiore.

Unə artista africanə da seguire?
Molto difficile nominarne solo unə. Ci sono così tante persone talentuose là fuori che vengono ignorate. Direi Edoh Lucien Loko alias EL Loko, era un artista straordinario e rimane una delle mie più grandi fonti di ispirazione.

Kene Nwatu

persona al telefono a lagos kene nwatu
Fotografia Kene Nwatu

Presentati ad i-D!
Sono un visual artist e musicista nigeriano. Ho iniziato a scattare quando mio padre mi regalò una macchina fotografica e decisi di immortalare il mio vicinato, le mie performance di danza da B-Boy e gli spettacoli scolastici. Neanche ci pensavo che sarei riuscito a fare di questa passione un lavoro.

Perché hai deciso di unirti ad ashikọ?
Ho incontrato Mistura a una mostra nel 2018 e siamo subito diventati amici. Il progetto di ashikọ è nato dalle nostre moltissime conversazioni. Credo nella visione dietro al progetto e nelle capacità di Mistura di renderlo un successo. Adoro ciò che ashikọ promuove: libertà di pensiero, progresso e uguaglianza. Ti fa sentire a casa, importante, opponendosi a un mondo creativo governato dalla vanità, dalla superficialità e da un’ambiguità tossica.

Pensi che l’arte sia ancora lontana da una reale inclusività e visibilità per la cultura africana?
Assolutamente. Molti brand vorrebbero dirmi che tipo di arte dovrei produrre in quanto “persona africana”, ma spesso la nozione falsa di africanità che perpetuano è tossica, perché non si tratta di una prospettiva monolitica. Siamo persone diverse, e finché il mondo non sarò pronto a dare un'occhiata a ciò che creiamo, non penso che ci possa essere un vero progresso. Venire sottopagati in modo consapevole ma mai dichiarato è oltraggioso, i brand e le aziende sfruttano proprio questa finzione.

Perché è importante creare piattaforme e spazi come ashikọ?
Perché risponde al bisogno di creare alternative, anche se non vedo l'ora che tutti questi muri crollino e ogni persona possa esistere allo stesso modo delle altre, senza dovere sgomitare per ottenere spazio.

Cosa ci dici di Anotherland?
Sono da sempre interessato alle dinamiche collettive e collaborative, ed è su queste che ho riflettuto. Quando nel 2016 mi sono trasferito a Lagos, in Nigeria, era tutto nuovo per me, sono rimasto stupito dall’inclusività e dalle interazioni creative che ho riscontrato all’interno delle comunità sottoculturali.

Cosa significano per te “identità”, “communità” e “diversità”?
Li vedo come tre declinazioni dello stesso concetto. Possiamo sempre diventare individui migliori vivendo in una dimensione collettiva e valorizzando la nostra diversità, perché è l'alterità è ciò che ci rende umani.

Da dove trai ispirazione?
Semplicemente dall’essere vivo. Ogni giorno è nuovo, ogni persona incontrata è nuova, tutto ciò che facciamo è nuovo. Sono curioso di conoscere sempre più cose. Finché c'è un rinnovamento quotidiano, rimango ispirato. Attingo da ciò che la mia mente ha osservato e poi lo traduco attraverso il medium che immagino si adatti meglio a tale espressione.

Unə artista africanə da seguire?
Latino Pericco. Rapper, poeta, pittore… Mi sono innamorato dei suoi lavori e abbiamo già iniziato a collaborare. In lui vedo incarnato il vero artista.

Riveriswild

maglietta progetto anotherland ashikọ e riveriswild
Fotografia Jacob Adams

Presentatevi ad i-D!
Siamo il duo creativo riveriswild, composto da Akinwale Akinbiyi e Thomas Davis, produciamo arte sotto forma di abbigliamento ideato per onorare il network e unire la diaspora nera, esplorando l’esoterismo nero.

Perché avete deciso di unirvi ad ashikọ?
Quando Mistura ci ha contattato, abbiamo subito capito che volevamo veicolare lo stesso messaggio, solo attraverso medium diversi: dare spazio alla diversità e alle voci della comunità nera che non sono mainstream. Esplorare la diversità e la cultura nera alla base della Diaspora è quello su cui lavoriamo quotidianamente.

Pensate che l’arte sia ancora lontana da una reale inclusività e visibilità per la cultura africana?
Certo. Pensiamo che il problema sia l’omologazione. Molte persone vedono la cultura nera come un’unica cosa, ma ci sono diversi aspetti da esplorare.

Perché è importante creare piattaforme e spazi come ashikọ?
Perché ashikọ mira a elevare e valorizzare storie nere ancora non narrate e le mette in evidenza all’interno di contesti accademici prestigiosi. È importante che l'arte nera trovi una piattaforma che ne amplifichi la voce e l'influenza. 

Cosa ci dite di Anotherland?
Per Anotherland abbiamo creato i capi e il merchandising. Volevamo esplorare il concetto di alterità e valorizzare la comunità nera, per onorare la connessione tra passato e presente e portare alla luce lati di noi che forse non conoscevamo.

Cosa significano per voi “identità”, “communità” e “diversità”?
Sono tutti concetti collegati tra loro. L'alterità implica una rottura con lo status quo. L’identità è il riconoscimento di se stessə. Comunità significa contatto e condivisione di esperienze con chi rispetta e riconosce la nostra identità.

Da dove traete ispirazione?
Dai capitoli dimenticati della nostra storia e dal desiderio di supportare e celebrare la realtà nera.

Unə artista africanə da seuigre?
Cheick Gueye, un designer della Costa d’Avorio che ha molto in comune con quello che facciamo.

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Crediti

Modell*: Courtney Miller e Thomas Davis (per la collaborazione con riveriswild)
Edit e design: Akinwale Akinbiyi (per la collaborazione con riveriswild)
Testo: Gloria Venegoni

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