Fotografia di Daniel Mutton. I modelli indossano abiti Paolo di Landro.

numerologia, creature ascetiche ed eremiti: il mondo secondo paolo di landro

Dal numero 9 a una collezione intera. Creatività, tecnica ed estro si fondono ad una forte critica sociale e culturale, che ha noi uomini e donne come unico pensiero fisso.

di i-D Staff
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04 ottobre 2019, 11:25am

Fotografia di Daniel Mutton. I modelli indossano abiti Paolo di Landro.

Paolo di Landro è uno dei nostri designer italiani preferiti ormai da tempo. Lo amiamo, lo seguiamo, indossiamo i suoi capi e rimaniamo a ogni stagione affascinati dal suo processo creativo, la cui forza magnetica si propaga ben oltre la costruzione dell’abito. Åbbiamo definito il suo stile come “Neo-Couture” perché ricercato e su misura, ma anche democratico e accessibile. Per la sua nuova collezione, abbiamo chiesto al fotografo Daniel Mutton di catturare lo spirito errante del design di Paolo di Landro, aiutati dallo stesso Paolo che ha scritto per noi un testo introduttivo al nuovo, lisergico capitolo di questa storia.

Tutto è partito da una riflessione innescata dall’immagine di un numero impresso su una giacca militare, giacca che credo risalisse agli anni ‘40. Questo numero era applicato sopra al capo, come fosse una schedatura di un prigioniero, o comunque di un uomo controllato. Poi, parlando con un mio amico, ho scoperto che il 9 è spesso rappresentato da un uomo che indossa un lungo cappotto, ed è dunque la rappresentazione dell’eremita.

L’eremita è diventato così il vero punto di partenza, che si è sviluppato poi in una riflessione riguardo la nostra società e i condizionamenti esterni, di una social life che porta ad isolarsi, creando un deserto di emozioni, che cancella le persone per farne dei numeri. L’eremita è la carta della perfezione ricercata o imposta, che è positiva ma ha anche un suo risvolto negativo. Nello studio della costruzione di questo progetto, ho cercato di riportare questo dualismo realistico sociale.

Il lavoro è partito soprattutto dalla modellistica, i capi base della collezione sono sviluppati su un modello ripetuto nello stesso modo sia per l'esterno del cappotto sia per il suo interno, diventando la fodera un elemento completamente distaccato dal cappotto in sé. Tutto questo per simboleggiare un messaggio privato che diventa aperto a tutti, la sfera personale che diventa di dominio pubblico, ed anche il suo contrario, ossia il voler isolare gli uomini, mitizzandoli e rendendoli più grandi, più potenti, più importanti, senza mai chiedersi che cosa conti veramente per un uomo.

L’eremita e la simbologia del numero 9 sono solo pretesti visivi e tecnici, non sono il vero punto chiave del progetto. Anche i colori hanno rispettato questo concetto di critica e protesta; c’è il marrone, ci sono i bianchi e i verdi, assieme al color salmone e rosso uva, che danno un tono molto più deciso. I materiali preziosi e di alta qualità (cashmere, sete, organze, stampe geometriche micro, tele di lana e tessuti lavorati).

Per la prima volta ho tenuto a mente il concetto di fluidità di genere, e mi sono interessato a creare una collezione che fosse adatta non solo per a qualsiasi genere, ma per qualsiasi creatura. La collezione da quell’immagine numerica ha così preso forma, ha assunto altri aspetti ed è diventata una luce esoterica, come quella che ricercano gli eremiti. Vorrei che si cercasse la perfezione all’interno di quella luce, così tanto attesa e ricercata, non una luce dentro a una perfezione imposta.

Quindi l’idea eremitica completa la collezione, che è però contenutisticamente basata sui condizionamenti esterni e interni, sul modo in cui possiamo procedere per poter andare oltre. Del resto, la perfezione non porta alla luce, ma la luce migliora le nostre condizioni. Ogni luce, intesa come ogni creatura vivente e come ogni rapporto che tra noi esseri viventi intercorre, è bella a modo suo, a patto che rimanga unica. Certo, c’è chi brilla di più e chi brilla di meno, ma in fondo cosa c’è di più bello di una luce fioca?

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Crediti

Fotografia di Daniel Mutton
Direzione Creativa di Gloria Maria Cappelletti
Moda di Paolo Di Landro
Produzione di Rosario Di Salvo
Trucco di @makeupkebab
Unghie di Milena Boreham
Assistente alla Produzione Julia Lellouche
Assistente alla Fotografia Olga Mai

Modelli @anaxtaku @pugssley @lanymphette @paglierani_matteo @marcockz @eliasvescovi
Tutti i modelli indossano outfit completi Paolo di Landro e scarpe Vic Matié

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